La ragazza alla pari – Sidonie Bonnec

Editore: Neri Pozza
Redazione
Protocollato il 4 Ottobre 2026 da Redazione con
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Il riassunto
La ragazza alla pari – Sidonie Bonnec

La recensione di oggi al Thriller Café è per “La ragazza alla pari” di Sidonie Bonnec, edito da Neri Pozza e tradotto da Maddalena Togliani.

Emmylou e Morgane sognano una vita diversa, lontano da quella buia e grigia cittadina sulla costa bretone dove sono nate e cresciute.

Un gruppo di case ammassate, i pochi soldi arrivano dal duro lavoro che offre il mare, i pescherecci, gli allevamenti di ostriche. La miseria porta alla povertà di affetti, tanti figli, poche attenzioni. La musica e i libri aiutano a sognare, ad andare lontano.

Poi Morgane si arrende, senza un cenno, senza un perché, ed Emmylou rimane sola, lei e il suo desiderio più grande: diventare giornalista.

Per realizzare questo sogno occorrono soldi, bisogna studiare, conoscere l’inglese. Un’utopia, una fantasia, che diventa realtà quando scopre che ci sono famiglie inglesi che ospitano ragazze alla pari.

Nessun rimpianto, nessun ripensamento: Emmylou è già lì.

Monica e James e i loro due bambini, Lewis di dieci anni e Simon di due, sono ricchi, educati, bellissimi, la accolgono e lei assapora come un dono quelle attenzioni che aveva mai ricevuto. L’immensa villa fuori Londra è già casa e il sogno diventa giorno dopo giorno si realizza sempre più.

L’illusione però dura poco ed Emmylou si rende conto che c’è qualcosa che non va in quella famiglia. Lewis è malato ma nessuno accenna alla sua disabilità, Monica ha preoccupanti sbalzi d’umore. La notte si odono gemiti e pianti, preghiere sussurrate, inquietanti litanie che parlano di peccato e perdono.

Oltre alla loro, ci sono altre quattro ville tutte uguali, abitate da coppie con figli, in ogni casa c’è una ragazza alla pari straniera con le quali è impossibile parlare. C’è assoluto divieto di lasciare la proprietà, chiusa da un invalicabile cancello.

Emmylou è isolata, non può comunicare con l’esterno, è sempre più stanca, fatica a restare lucida, fa sogni strani che le fanno perdere contatto con la realtà. L’inquietudine scava un abisso, la paura cresce, fino alla consapevolezza di essere la vittima designata per il compimento di un folle piano.

Cosa nasconde la famiglia White? Chi sono? Perché le persone che vivono nella residenza si assomigliano tutti? Perché quella strana Bibbia riporta i loro nomi?

Ambientato nel 1996, il romanzo si basa su una storia vera e scopre una realtà assurda quanto terribile. Il fanatismo religioso unito al delirio della razza pura. Un clan chiuso che per sopravvivere ha bisogno di nuovo sangue, per scongiurare quelle malattie genetiche inevitabili fra consanguinei.

La trama è lineare, non ci sono colpi di scena, a tenere alta la tensione c’è l’inquietudine della ragazza unita al bisogno di alzare quel velo finemente intessuto, per guardare oltre la facciata perfetta di una famiglia ricca ed elegante.

I drammi familiari, l’oscurità che si nasconde fra le pareti domestiche, sono al centro di tanti thriller psicologici, in questo romanzo c’è qualcosa di più, la protagonista.

Fa tanta tenerezza Emmylou, ci si immedesima nella sua solitudine, nel suo bisogno di affetto che la rende vulnerabile.

Lei, la prescelta, la vittima perfetta.

Recensione di Stefania Oluic.

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