Falsa pista – Michael Connelly

Serie: Don Stilwell
Editore: Piemme
Monica Bartolini
Protocollato il 30 Settembre 2026 da Monica Bartolini con
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Il riassunto
Falsa pista – Michael Connelly

“Falsa pista” (“Ironwood“) edito da Piemme è il secondo romanzo dello scrittore americano Michael Connelly con il sergente Don Stilwell come protagonista. Parliamone.

“Stilwell lo sentiva ma non riusciva a vederlo. La luna e le stelle erano nascoste dalle nuvole e l’aereo senza dubbio volava a luci spente, sorvolando l’isola.”

Una soffiata sull’arrivo di un carico di droga a Catalina a bordo di un piccolo bimotore, l’approntamento dell’unica squadra possibile formata dall’agente più esperta e dall’ultimo arrivato, un appostamento notturno che finirà in tragedia e che costerà a Stilwell l’allontanamento dal caso e il confinamento all’interno del comando di Avalon, controllato dalle telecamere.

Questo è solo il roboante inizio di “Falsa pista“.

Conscio di non poter in nessun modo contravvenire agli ordini del capitano Corum senza incorrere in una sospensione dal servizio che metterebbe a repentaglio la propria carriera, Stilwell si adegua a malincuore alla situazione, dedicandosi ad attività burocratiche minori, come mettere in ordine la stanza dedicata agli oggetti rinvenuti sull’isola, collazionati dall’ufficio dello sceriffo prima che il legittimo proprietario venga a reclamarli.

La constatazione che un anonimo zaino ritrovato in città appena due mesi prima riporti sulla targhetta il nome di una donna scomparsa da anni, accende Stilwell al punto tale da fargli iniziare un’investigazione del tutto segreta, contattando anche l’Ufficio Casi Irrisolti di Los Angeles, guidato dalla detective Renée Ballard (ndr, alla quale Connelly ha dedicato vari romanzi, da “L’ultimo giro della notte” fino a “L’attesa“).

“Tutto è iniziato a Griffith Park, quando un escursionista proprio sotto l’osservatorio, ha trovato delle ossa che sono state dissotterrate dagli animali.”

Ballard e il collega Laffont gli confidano che stavano lavorando al caso di un’altra donna, tale Candace Neary, quando hanno scoperto una correlazione tra più casi, compreso quello di Angela Metier, una donna appassionata di trekking scomparsa su un sentiero dell’isola di Catalina, per l’appunto, e mai tornata a casa.

Non sfugge a nessuno dei tre investigatori che il possibile serial killer abbia in qualche modo cercato di attirare la loro attenzione, se non addirittura lanciato una vera e propria sfida, facendo ritrovare lo zaino di Angela ad anni di distanza dalla sua scomparsa.

Ripercorrendo il sentiero sul quale si era avventura la donna anni prima durante al suo ultimo trekking, Stilwell arriva al boschetto di Ironwood nel quale, in effetti, saranno ritrovati dei resti umani.

Il caso Metier però non è il solo omicidio che impegnerà allo spasimo Stilwell: un proiettile molto speciale da 7,62 mm lo metterà infatti sulle tracce del killer di uno dei suoi uomini, tracce che non avrebbe mai dovuto seguire.

“Parlami Stil. Come vuoi che gestisca la situazione? Non vuoi restare sull’isole con la tua bella fidanzatina e la tua vita felice? O vuoi che tutto questo scompaia?”

La decisione di Stilwell sarà spiazzante.

Solo 4 Stelle

Ebbene sì, dopo più di trent’anni di carriera e decine di romanzi letti, a malincuore devo ammettere che il nuovo personaggio di Connelly non mi ha convinto e sono costretta ad abbassare la media dei voti dello scrittore americano con quattro stelle sole su cinque.

Quando lessi e recensii “La prova“, il romanzo con cui Connelly fece esordire il sergente Stilwell, lo feci entusiasticamente: un passato ben delineato, un’ambientazione nuova, rincorse su barche, battelli e traghetti, insomma, si percepiva il profumo della salsedine e l’acre dei fondali dei porticcioli marini. Tutto più vivido e più ritmato.

Sarà la storia di questa investigazione, sarà la claustrofobica ambientazione sull’isola di Catalina, sarà che è affiancato da una compagna dalla personalità impalpabile, sarà soprattutto che nessun tassello è stato aggiunto alla costruzione della sua personalità, ma Don Stilwell questa volta non mi ha rapita.

Anzi, no, sono ingenerosa, un tassello nuovo c’è: “La sensazione che qualcosa di brutto stesse per abbattersi sul suo idillio in mezzo al mare. Non sapeva cosa fosse, ma aveva iniziato a chiamarlo il terrore nelle sedute di psicoterapia a cui partecipava segretamente sulla terraferma.”

Almeno Stilwell è cosciente di dover andare in psicoterapia, mentre Bosch ha sempre ottemperato gli obblighi di terapia al solo scopo di rientrare in servizio!

Quindi mi immagino (e spero!) che nel prossimo romanzo questo terrore che prova Stilwell possa costituire un vero e proprio tallone d’Achille, capace di creare dei plot twist da maestro, come Connelly ci ha abituato.

La citazione mancante

Amo talmente i romanzi di Connelly che li leggo prima in versione originale appena escono e poi attendo con ansia la versione tradotta dal grande Alfredo Colitto per poter stilare la recensione, citando in Italiano le parti che avevo sottolineato in Inglese.

Ebbene, questa volta mancano due righe che costituiscono una citazione diretta al personaggio di Harry Bosch fatta dal detective Ballard che, nell’economia di quel capitolo può quasi essere ininfluente, ma per una fan come me è un colpo al cuore!

Pag. 115 originale (127 versione tradotta)
“So what are you saying?”
“That I don’t believe in coincidences, not like this.”
“You sound like Harry Bosch.”

Semplicistico e ingeneroso paragonare il sergente Stilwell non dico a Bosch ma anche solo al giornalista Jack McEvoy, colui per il quale la morte è un mestiere e ci si guadagna da vivere, tanto per intenderci, ma troppo dovremo leggerne di romanzi a lui dedicati da Connelly prima che ci venga la pelle d’oca leggendo un brano come questo:

“Simon si allontanò e Stilwell notò che anche Renée Ballard era al funerale. La vide parlare con un uomo anziano che non riconobbe. Non indossava l’uniforme, ma aveva il portamento di un poliziotto. Mentre Stilwell lo osservava, l’uomo mosse l’erba con un piede, poi si chinò a raccogliere qualcosa. Quindi toccò il braccio di Ballard in un gesto di commiato e se ne andò. Quel tocco sul braccio fece capire a Stilwell che erano amici intimi.”

L’arcinoto barattolo pieno di proiettili delle salve sparate ai funerali dei colleghi è una delle caratterizzazioni più forti che Connelly ha impresso al detective Bosch, colui per il quale o tutti contano o nessuno conta.

Per i fan di Bosch, segnalo che il 22 ottobre uscirà il nuovo romanzo “The Hollow“, in cui Harry cercherà di risolvere uno dei cold case che più gli è rimasto nel cuore: l’omicidio avvenuto nel 1965 dell’amico Charlie, suo compagno di sventura al MacLaren Children’s Center.

Nuovo serie tv su Stilwell in arrivo?

Aspetterò con ansia un eventuale nuovo libro sul sergente Stilwell?

Non direi, anche se è del tutto lecito aspettarsi l’inizio di una nuova serie tv che si gioverebbe molto delle ambientazioni spettacolari dell’isola di Catalina e sarebbe molto coerente con il finale fin troppo cinematografico di “Falsa pista“.

Non un vero cliffhanger narrativo, quindi, ma la perfetta conclusione di un episodio di fine serie tv.

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