I morti lo sanno – Laura Lippman
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“I morti lo sanno“, di Laura Lippman è uno dei thriller più premiati del 2008. Una vera bellissima scoperta per la recensione di questa settimana.
Baltimora, USA: una donna rimasta coinvolta in un incidente stradale fa una strana rivelazione. Dichiara di punto in bianco di essere Heather Bethany, una delle due sorelle adolescenti scomparse da un centro commerciale nel 1975. La donna sa molte cose di Heather, e quanto afferma appare plausibile, ma c’è qualcosa in lei che rende increduli. Trent’anni fa, Heather e Sunny Bethany svanirono completamente nel nulla. I loro corpi non furono mai ritrovati e a lungo, sulla stampa dell’intero paese e sulla bocca degli abitanti di Baltimora, risuonò la domanda: com’è possibile che due ragazzine possano sparire da un supermercato affollato una domenica pomeriggio senza lasciare tracce e senza che nessuno le abbia viste sparire? Nel caso furono coinvolti in varia misura un agente di polizia, un assistente sociale, un avvocato e un detective che vengono immediatamente convocati al cospetto della sedicente Heather Bethany per appurare la veridicità del suo racconto. Ognuno dei personaggi in gioco nella passata e nell’attuale vicenda ha da nascondere qualcosa.
Non la conoscevo, Laura Lippman. Male, molto male, non posso che dirmi questo adesso che ho letto I morti lo sanno ed aver scoperto, informandomi un po’, anche una bacheca traboccante di premi. In totale, 5 vittorie (3 miglior romanzo, 2 miglior paperback) e 2 nomination all’Anthony Award, 2 vittorie al Barry Award (miglior romanzo), 1 vittoria per il miglior romanzo al Macavity Award e 2 nomination (miglior romanzo e migliore opera prima), 2 vittorie e una nomination allo Shamus per il miglior paperback, 1 vittoria e 2 nomination all’Agatha Award, 3 nomination all’Edgar Award (2 paperback e 1 romanzo), 1 nomination all’Hammett Prize e 1 ai Dagger Award. Notevole, quantomeno, il palmares di questa scrittrice.
Ma dopo aver terminato I morti lo sanno non me ne stupisco, la Lippman sa scrivere davvero.
Senza toccare neanche di striscio autopsie, serial killer, prove forensi e fiumi di sangue, ha confezionato un mystery che avviluppa e seduce dalle prime pagine e non si lascia posare fino alla fine, tutto basato sulla menzogna, sulle mezze verità, le piste che non portano a nulla, se non alla constatazione che tutti coloro che potrebbero sapere qualcosa, fare luce sul mistero che avvolge la donna che afferma di essere Heather Bethany, sono morti o irrintracciabili o incapaci di comunicare. L’atmosfera di dubbio che pervade la storia è fatta lievitare con innegabile maestria a mano a mano che ci si inoltra nella trama: la protagonista ai poliziotti pare mentire, loro sono quasi certi che sia così, ma il lettore che può scrutare nel passato suo e della sua famiglia, nei pensieri, nei fatti reali e presunti, non può che avere l’impressione opposta, che la donna dica la verità. Però ci sono tasselli che non combaciano bene, che non permettono giudizi sicuri, e che neanche fanno capire cosa sia successo davvero, quale sia stata la sorte delle due ragazzine.
La Lippman dipinge scorci di storia e li lascia volutamente incompleti per non saziare la curiosità di chi legge, per indurlo ad addentrarsi tra le pagine, a desiderare nuovi particolari, a farlo sentire quasi un vouyeur mentre osserva dal di fuori la famiglia Bethany, l’adulterio di Miriam, l’irrequietezza adolescenziale delle sorelline, cercando una soluzione al mistero, l’indizio decisivo. Che non arriva fino a poche pagine dalla fine, quando l’incontro tra la madre e la presunta figlia dirà chi davvero è quest’ultima, per una rivelazione che è sempre aleggiata inafferrabile per tutto il romanzo e che non sorprende ma convince.
Una prova appagante in tutto, questa della Lippman, un libro – I morti lo sanno – che un amante del mystery non può davvero non leggere.
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