Before She Knew Him – Peter Swanson

Before She Knew Him – Peter Swanson

Nicola Mira
Protocollato il 15 Aprile 2019 da Nicola Mira
Nicola Mira ha scritto 99 articoli
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Ci sono vari tipi di criminali nella narrativa e, purtroppo, nella vita reale: dai signori del crimine che possono essere sconfitti solo dai supereroi, ai cattivi “comuni”, guidati dalle circostanze e dalle opportunità, materia prima del domestic noir e dei polizieschi procedurali.

E poi c’è un’altra categoria: quella inquietante, segreta e insondabile. Uomini e donne capaci di atti orribili che, allo stesso tempo, riescono a condurre una vita ordinaria fino alla banalità. Individui che prosperano sfruttando il loro lato oscuro, il gemello malvagio e siamese della loro altra metà apparentemente innocua. I Dr. Jekyll e Mr. Hyde del crimine.

Pochi scrittori contemporanei sono diabolici e astuti nel raccontare le loro storie quanto Peter Swanson, l’autore statunitense di “Before She Knew Him“. È il suo quarto romanzo che ho avuto il piacere di leggere e recensire, dopo “The Kind Worth Killing“, “Her Every Fear” e “All The Beautiful Lies“, ed è il quinto pubblicato dal 2014, quando il suo esordio “The Girl With a Clock for a Heart” fu candidato al premio letterario del LA Times.

Swanson scrive storie autoconclusive, quasi una rarità nella letteratura gialla e thriller contemporanea, dove abbondano le serie. Eppure i suoi romanzi si distinguono sempre, e “Before She Knew Him” non fa eccezione: un superbo thriller psicologico che cresce lentamente ma inesorabilmente nella tensione, acuto nelle sfumature della caratterizzazione dei personaggi e spietato nel cogliere il lettore completamente di sorpresa con i suoi colpi di scena.

Il romanzo si apre con uno scorcio di normalissima vita sociale di periferia: un quartiere della classe media ai margini di Boston, un barbecue di fine estate, nuovi vicini che fanno conoscenza. Poi la scena si sposta su una cena intima in cui due coppie di trentenni, che vivono porta a porta, iniziano a frequentarsi. Mira è una venditrice di software educativo e suo marito Matthew è un insegnante di storia in un liceo locale. Henrietta, conosciuta come Hen, è un’artista specializzata in stampe e illustrazioni di libri, e suo marito Lloyd è un creativo in un’agenzia pubblicitaria di Boston.

Tutto appare innocuamente prevedibile in superficie, ma non appena Swanson inizia a sgretolare la facciata di normalità delle due coppie, emergono elementi inquietanti. Hen ha una storia di disturbo bipolare e depressione, che ora tiene sotto controllo con i farmaci, ma che in passato l’ha portata a episodi maniacali e ad accusare un compagno di college di complottare per ucciderla. Matthew, invece, ha avuto un’infanzia terribile: suo padre era un uomo violento e prevaricatore che ha abusato fisicamente e psicologicamente della moglie, lasciando un segno indelebile sulla psiche di Matthew e del fratello minore Richard.

Mentre Mira e Matthew mostrano la casa agli ospiti dopo cena, Hen nota un trofeo di scherma nello studio di Matthew. Un oggetto apparentemente innocuo, ma che lei crede possa appartenere a un giovane, Dustin Miller, ucciso un paio di anni prima e il cui assassino non è mai stato consegnato alla giustizia. Dustin era un personaggio sgradevole che, da adolescente, era stato accusato di aver violentato una compagna di scuola mentre erano in trasferta per un torneo di scherma. Hen e Lloyd vivevano nella stessa strada di Dustin all’epoca della sua morte e Hen aveva seguito il caso con un’intensità tale da far temere a Lloyd una ricaduta nei suoi problemi di salute mentale.

Dopo aver visto il trofeo, Hen si convince che Matthew, che insegna nella stessa scuola frequentata da Dustin, possa essere l’assassino. Una convinzione che si rafforza quando Hen visita nuovamente la casa e scopre che il trofeo è sparito: Matthew l’ha rimosso il giorno dopo la cena, avendo intuito il turbamento di Hen. Lei denuncia Matthew e la scomparsa del trofeo alla polizia, ma gli agenti, e persino Lloyd, sono propensi a credere che sia solo una donna mentalmente instabile che ha iniziato una caccia alle streghe.

Swanson è nel suo elemento nel tracciare lo stato mentale di Hen, la sua angoscia e la certezza di avere ragione, nonostante la consapevolezza che non verrà creduta a causa del suo passato. Altrettanto abile è nel delineare la segretezza compulsiva di Matthew, il suo strano rapporto con il fratello (che non sopporta la vista di Mira) e il suo occultamento del trofeo — tra le altre cose.

Swanson svela gradualmente i segreti celati nelle menti di Hen e Matthew, conducendo i lettori in un doppio labirinto con la sua consueta prosa nitida e incisiva. La narrazione alterna i punti di vista di Hen e Matthew, con Mira e Lloyd a fare da interessanti contrappunti; i lettori vengono irresistibilmente avvolti in una ragnatela di mezze verità e inganni, di azioni presumibilmente innocenti che nascondono però uno scopo sinistro, fino a culminare in un nuovo omicidio di cui Hen è testimone.

Mentre scrivo, mi rendo conto che è impossibile dire altro sulla trama senza rovinare il piacere della lettura. Ogni evento in Before She Knew Him, per quanto banale appaia, è cruciale, minuziosamente osservato e significativo. E Swanson, a differenza della maggior parte degli altri autori, non esita a svelare certi fatti già all’inizio del racconto — l’identità dell’assassino di Dustin, per esempio. Il punto forte di Swanson è un altro tipo di occultamento: sono i moventi che è così abile a nascondere, per poi rivelarli lentamente, con malizia, mettendo a nudo desideri orribilmente genuini.

Le menti di Hen e Matthew sono costruite come una casa degli specchi. Tutto ciò che vedi è leggermente distorto e i riflessi mostrano una versione alterata della realtà. Swanson seziona delicatamente il funzionamento delle loro psiche, mostrando infine cosa si cela dietro gli specchi. Come in quegli orologi meravigliosamente complicati il cui ingranaggio è in bella vista, le loro menti vengono infine messe a nudo, seppur sempre con leggerezza e una compassione che trovo tanto più memorabile quanto più Swanson evita l’iper-drammatizzazione e il compiacimento per gli aspetti più cruenti dei crimini descritti.

Aggiungete a questo la capacità di Swanson di togliere la terra da sotto i piedi ai lettori esattamente al momento giusto, e avrete la ricetta che rende Before She Knew Him un thriller psicologico di prim’ordine, popolato da personaggi intensi e credibili per i quali proverete una reale empatia. Anche se, dopo averlo letto, potreste iniziare a guardare i vostri vicini con occhi diversi.

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