La vendetta di Odessa – Frederick Forsyth

Editore: Mondadori
Fausto Tanzarella
Protocollato il 22 Maggio 2026 da Fausto Tanzarella con
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Il riassunto
La vendetta di Odessa – Frederick Forsyth

Frederick Forsyth (1938-2025) è giustamente considerato come il padre del genere “thriller politico e d’azione”, che infatti vede la sua origine nel romanzo “Il giorno dello sciacallo“, un grande successo che consacrò la fama del suo autore, al quale seguirono altri memorabili romanzi come “Il quarto protocollo” o “I mastini della guerra“. Da ormai un anno Forsyth non è più tra noi, ma Mondadori manda oggi in libreria un suo ultimo “messaggio”, un romanzo lasciato dal Maestro a livello di bozza e che un altro illustre autore di questo genere, Tony Kent, si è incaricato di riordinare e completare. Il risultato è un’opera di straordinario fascino narrativo, ricca di suspense e dal ritmo incalzante.

Di Odessa, la grande città ucraina sul Mar Nero, oggi purtroppo tra i maggiori teatri di un’atroce guerra, Forsyth si era già occupato nel 1963 con il romanzo intitolato appunto “Dossier Odessa”, in cui il nome della città designava un’organizzazione segreta, formata da neonazisti intenzionati a riportare il terzo reich alla guida del mondo. Il romanzo ora pubblicato sembra costituire una prosecuzione ideale del precedente e non mancano i collegamenti, dato che uno dei personaggi che vi troviamo impegnato a lottare contro il nuovo complotto, il giornalista Georg Miller, ha lo stesso cognome, la stessa nazionalità e svolge la stessa professione del protagonista di “Dossier”, Peter Miller.

Al centro del nuovo romanzo c’è ancora una volta l’organizzazione clandestina Odessa, che si credeva debellata ma ancora una volta è stata ricostituita da fanatici nazisti, con l’obiettivo, già in fase avanzata, di infiltrare propri elementi nei punti strategici, politici e finanziari, della società occidentale. Due uomini e una donna comprendono e si oppongono a questa strategia.
Vanessa Price, giovane e affascinante segretaria del senatore americano Jack Johnson, un liberal che si oppone ad ogni deriva autoritaria dentro e fuori dal suo Paese. Ma un mattino Johnoson, mentre si sta preparando per recarsi ad una cerimonia, muore travolto da un incendio che distrugge la sua casa. Un incendio doloso.

Certo non casuale è il massacro a Stoccarda, in Germania, di un gruppo di tifosi della squadra locale da parte di un commando arabo, esattamente come l’inspiegabile assassinio di un anziano degente affetto da demenza nell’ospedale della città. A intuire un collegamento tra questi due eventi, ma poi anche con la morte del senatore statunitense, è il giornalista Georg Miller, esperto di inchieste e ricostruzioni di cronaca e storia.

Georg e Vanessa presto si troveranno ad indagare insieme e ad aiutarli sarà l’anziano Scott Brogan, ex agente del servizio segreto britannico MI6, memoria storica del complottismo di estrema destra.

Più volte dovranno metter e in gioco le loro vite, perché le ramificazioni del gruppo nazista sono ormai diffuse e potenti e il loro metodo quello di sempre: l’assassinio di chi gli si oppone.
Il romanzo procede con un ritmo serrato, marchio di fabbrica di Forsyth e, come in tutte le sue opere, gli scenari cambiano continuamente: America, Europa, Asia, in un’appassionante carrellata di ambienti, climi, lingue e civiltà.

Inutile dire che i “buoni” trionferanno, come sempre, ma ad un costo molto alto.

Al di là del prezioso valore narrativo di questo romanzo, pensiamo che sia molto importante cogliere e comprendere il grande messaggio morale che il grande Maestro ci affida, con quello che potremmo considerare un suo testamento ideale: il male non si sconfigge mai per sempre, la libertà non è mai definitivamente conquistata, su di essa bisogna vigilare ed essere preparati a difenderla in ogni momento. Un messaggio di altissimo significato, specie in questo nostro tempo così tormentato e oscuro.