Immaginate di essere in vacanza in Francia, di godervi il sole per una tintarella, magari di bere qualche bicchierino di troppo durante una serata euforica. Suona come un quadretto idilliaco, non è vero?
Bene. Ora immaginate di scoprire che quella ragazza che avete sempre visto uscire dalla villetta accanto alla vostra è sparita.
Caput, zac, nessuno l’ha più vista né sentita.
Come reagireste? E come vi sentireste se la polizia cominciasse a sospettare di voi, dieci anni dopo, quando il suo corpo viene ritrovato a pochi passi proprio da quella villetta, accartocciato in un pozzo?
È ciò che succede ne La ragazza francese di Lexi Elliott, romanzo d’esordio che apre le porte dell’editoria a una nuova scrittrice.
Il romanzo comincia con la più banale della vicende: sei amici, tutti compagni di collage, decidono di trascorrere una vacanza in Provenza, nella casa di campagna di uno di loro.
Dieci anni dopo, ognuno ha preso strade diverse, non è più lo stesso, è cambiato.
Kate non fa eccezione: ex ragazza modello, ora ha uno studio tutto suo e sta cercando di farsi un nome in quel mondo di pescicani che è la giurisprudenza.
C’era anche lei durante quei giorni in Provenza e, ricevuta la notizia, non può fare a meno di pensare alla ragazza in bikini nero e pelle dorata, con quel suo foulard rosso stretto sulla fronte levigata.
Perché dieci anni non sono poi tanti e il corpo di Severine è venuto finalmente alla luce. Così Kate comincia a vedere il suo spettro, Severine la perseguita per reclamare la giustizia che tutti gli spiriti vogliono dall’oltretomba.
Scomparsa in un alone di mistero, l’interno soggiorno francese è dominato da questa mademoiselle, la vera e propria diva dell’intero romanzo.
È il polo attrattivo di ogni evento, con quel suo savoir faire tipicamente francese e uno charme che alla sua giovane età farebbe invidia. Anche Kate l’ha guardata ingoiando bile, questo non può negarlo.
Che cosa è successo a Severine? Dov’è andata quel giorno? E Kate può davvero fidarsi di coloro i quali chiamava amici, un tempo?
La ragazza Francese ha un impianto semplice che vuole rispondere alla più classica delle domande: chi è l’assassino? Perciò funziona, questo non va negato.
Il romanzo si fa leggere anche per uno stile che è nuovo, piacevole. Malgrado richiami alla mente trame di vecchi libri riletti fino allo sfinimento, Lexie Elliott è riuscita a scrivere una storia interessante, con brevi spunti di riflessione sparsi qua e là tra le pagine.
Certo, è un po’ troppo semplicistico circa l’omicidio su cui si impianta la storia, ma a un esordio può anche essere concesso dopotutto.
Il romanzo ruota intorno a Severine, ritrovata dieci anni dopo quella vacanza. Le vicende che la riguardano ci sono presentate per sommi capi: ogni personaggio pare avere un alibi e si crea una sorta di clima del terrore. Chi è davvero l’assassino? Kate – voce narrante della storia – può fidarsi di loro?
Per di più Severine era stata vista alla stazione salire su un autobus. Perché mai sarebbe stata uccisa?
Con il dipanarsi della vicenda, sono portati a galla segreti che rischiano di far incrinare il rapporto tra i cinque – uno di loro muore in guerra – amici. E quando comincia a perdersi la fiducia, ognuno è pronto a puntare il dito contro l’altro.
A stonare è il modo in cui è stata costruita l’intera vicenda, dal potenziale ottimo, ma non sfruttato del tutto. Un esempio potrebbe essere il movente che porta alla morte di Severine, come anche l’assassino vero e proprio, facilmente intuibile, e così via. Probabilmente è dovuto all’inesperienza dell’autrice, ma come già accennato, è un romanzo d’esordio e come tale va trattato.
Altro piccolo difetto – ma è una questione più di gusti che altro – è l’eccessiva caratterizzazione dei personaggi. Potrebbe non sembrare una pecca, ma l’ho accolta come tale perché nel corso della storia l’autrice tende a descrivere i personaggi più e più volte, con il risultato di andare ad appesantire la lettura complessiva. Nulla di troppo trascendentale, sia chiaro, ma ho faticato a seguire il ritmo nell’ultima parte della storia.
In ogni caso, è un romanzo cui va data fiducia. Fatelo per Severine, se non volete che spunti anche nelle vostre vite per reclamare giustizia.
E giusto perché ne siate a conoscenza: sa essere molto vendicativa.
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