Il mistero di Villa Polifemo – Maria Elisa Aloisi

Editore: Piemme
Alessia Sorgato
Protocollato il 9 Agosto 2026 da Alessia Sorgato con
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Il riassunto
Il mistero di Villa Polifemo – Maria Elisa Aloisi

Se siete stati, come me, avidi lettori de i Gialli per ragazzi, che Mondadori pubblicava quando andavamo alle medie e, se avete figli o nipoti di quella età, propri o altrui, curiosi per natura e magari un po’ svogliati verso la carta stampata, sappiate che in libreria esiste una collana, intitolata Giallo e Nero, edita da Piemme – Il battello a vapore, che offre un’ampia panoramica di avventure, tra l’investigazione e i temi adatti agli 11-13enni. E che penne si sono cimentate! Spero davvero di poterne recensire molti altri, di questi volumetti, perchè serbano gustose sorprese, anche solo alla voce “autori”.

Comincerò con “Il mistero di Villa Polifemo“, firmato Maria Elisa Aloisi, collega e oramai (spero) amica, che conosco dall’epoca in cui vinse il Premio Tedeschi e si aggiudicò la pubblicazione del suo legal thriller “Il canto della falena“, per poi passare ai Gialli Mondadori edizioni da libreria dove, con la sua alter ego avv. Ilia Moncada, presenzia con altri due titoli. Ho appena recensito “L’isola degli inganni“, ambientato a Filicudi.

Quest’oggi invece serviamo analcolici al Thriller Café perché mi dedico a questo gustoso giallo per ragazzi, non senza una certa vena di nostalgia per la me stessa di quegli anni, sempre col naso ficcato in un libro e le orecchie sorde a qualsiasi richiamo. Lo scenario è, come sempre per Maria Elisa, la sua assolata Sicilia, l’epoca è una torrida estate ad Aci Trezza e lo scenario è un lido marittimo dove i ragazzini giocano a pallone sulla riva e le ragazzine li occhieggiano al di sopra di una granita.

Leonardo Greco, anni dodici, un bel cinque in pagella in italiano ma bravino a calcio, sta nuotando in mezzo metro d’acqua quando qualcosa lo trattiene per un piede. Scalcia e sputa mare, poi il tentacolo misterioso lo lascia in pace e lui può prender fiato. La “cosa” che a momenti lo faceva annegare si chiama Scilla Riccioli, è sua coetanea, ed è sorella di quella Bea che quest’anno si aggiudica il palmares di più carina del lido Malavoglia. “Vèstiti, che andiamo“, gli ingiunge la boccolosa ragazzetta. E questa è la chiamata all’avventura, perché quella spregiudicata vuole assolutamente entrare a Villa Polifemo, la casa antica e misteriosa che troneggia sulla baia e pare tutti scrutare con la sua torretta a forma di occhio. “Ma sei matta?” cerca di stopparla Leo, su quella casa, e soprattutto sulla sua padrona girano voci strane, sussurri angosciati, meglio starne alla larga. Ma Scilla si è appena aggiudicata da una bancarella Omicidio sotto all’ombrellone, firmato Petra Marquett. La castellana di Villa Polifemo.

Con la scusa di farsi impartire i primi rudimenti della scrittura di gialli, i due riusciranno a filtrare non solo i cancelli, ma anche la diffidenza del giardiniere-custode, sino ad approcciarsi alla misteriosa (e sfruttatrice) contessa. Troveranno la soluzione al mistero della sparizione di Orsola, l’eterea cugina di Petra?

Tra gatti che attentano ai loro polpacci, pappagalli che declamano frasi tratte da famosi film thriller ed una caccia al tesoro che si dipana tra citazioni dall’epica e dettami-base di regole di scrittura, questa storia scivola come un filo l’olio tra pagine rilucenti di sole, mare e gioventù. Ci sono i primi palpiti, i silenzi imbarazzati, la cocciutaggine senza scrupoli di chi ha ancora l’età per sentirsi invincibile ed un attimo dopo sussulta se una piuma lo sfiora.

Secondo voi possiamo relegare una storia così alla fascia di età a cui è dedicata oppure, in omaggio ai “piccoli noi” che siamo stati, rubarla a quello scaffale e godercela adesso?

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