La mossa del Re – Max Seeck
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Prendete una scacchiera, ma al posto di alfieri e torri immaginate corpi umani cosparsi di vernice bianca, con una pedina incastrata in gola. Aggiungete le strade gelide di Helsinki e una mente criminale che vuole sfidare la polizia a una partita in cui ogni errore si paga con il sangue. È questa la miscela che Max Seeck ci offre in “La mossa del Re” (Piemme, 2026), primo capitolo di una nuova serie thriller con protagonista Milo Perho.
Ma iniziamo dal principio. Sulle rive ventose dell’isola di Seurasaari viene ritrovato il cadavere di una donna: la pelle è dipinta di bianco e nella gola c’è un pezzo degli scacchi. Poco dopo, una lettera cifrata indica una mossa ben precisa e il luogo del prossimo delitto. La polizia di Helsinki brancola nel buio e per venire a capo di questo disegno macabro viene chiamato Milo Perho. Ora gallerista d’arte, Milo ha un passato da profiler e un intuito fuori dal comune per la mente dei serial killer.
Per decifrare la strategia dell’assassino, tuttavia Milo dovrà chiedere aiuto al patrigno Stanislav, campione europeo di scacchi. Non sarà un caso, perché l’indagine si rivelerà essere presto un incubo personale: il killer sta giocando proprio contro Milo. E lo sta trascinando esattamente dove si era promesso di non tornare mai più.
Di libri con serial killer che sfidano gli investigatori ne abbiamo visti nel tempo un gran quantità. Da “Red dragon” a “Il collezionista di ossa” , il rischio di inciampare nei soliti cliché era piuttosto alto. Eppure, Seeck dimostra che non serve necessariamente inventare un genere da zero per scrivere un buon romanzo.
L’autore finlandese sfrutta la componente degli scacchi e ne fa la vera e propria struttura portante dell’intreccio, fin dal principio, con il killer che divide la mappa di Helsinki come se fosse la scacchiera di una partita mortale.
Tra gli ingredienti meglio riusciti poi c’è Milo Perho, personaggio solido e tridimensionale, ben caratterizzato anche nel contrasto con il patrigno Stanislav. Accanto a lui ma Seeck dà ampio respiro alle vite private della squadra d’investigazione, in particolare a Minna e Ovista, i cui drammi personali si incastrano bene con lo sviluppo delle indagini.
Ci sono sicuramente degli appunti da fare alla predicibilità dell’identità dell’assassino. Il killer conosce fin nei minimi dettagli la biografia di Milo, i suoi traumi irrisolti e persino il suo legame con il patrigno Stanislav. Inoltre ha competenze scacchistiche elevate, e sa come anticipare la polizia: tutto questo chiaramente indirizza anche i lettori verso una cerchia di persone vicina al protagonista. Seeck cerca comunque di inserire un colpo di scena, ma i lettori più smaliziati non abboccheranno.
Ciò detto, il romanzo si fa comunque leggere. Sul piano della scrittura, la prosa dell’autore finlandese è rapida e visiva e non a caso i diritti TV sono stati opzionati ancora prima dell’uscita del libro. Vedremo una serie tratta da questo romanzo? Chissà. Intanto aspettiamo il secondo capitolo.
Recensione di Cosimo Del Mauro.
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La mossa del Re – Max Seeck
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