Invisibili – Bernard Minier
Etichettato con: Bernard Minier
Se vi siete appassionati alla prima avventura della detective Lucia Guerrero, tenente della Guardia Civil spagnola creata dalla penna di Bernard Minier, non potete perdervi la nuova uscita del romanziere francese che si intitola “Invisibili”, edita da Baldini+Castoldi nella collana “I Lupi”, con la traduzione di Raffaella Patriarca.
Si parte dalle spiagge della Galizia, dove viene ritrovato il cadavere di una giovane donna, l’ennesima, uccisa con un macabro rituale nel solco di una tradizione locale: el aire, l’aria. Quella di cui venivano private le povere vittime che gli assassini consideravano portatrici di una maledizione. Ma per la tenente Guerrero non c’è tempo di occuparsi di queste giovani donne comuni uccise in Galizia, perché i vertici della Guardia Civil la richiamano a Madrid, dove qualcuno, al grido di “ammazzate i ricchi!”, ha appena assassinato la celebre donna d’affari Marta Millán. E, si sa, noblesse oblige. Via dalla Galizia per indagare a tempo pieno su persone più importanti, perché le donne della Galizia sono appunto invisibili (o effaceés, cancellate, come recita il titolo originale).
Lucia prende forma come personaggio sempre meglio definito, con il suo mix di intelligenza, irrequietezza, irriverenza e passione. Il calco è nel solco della tradizione del migliore noir europeo, investigatrice brillante e apprezzata da tutti, ma con un carico di autonomia e rigore che la rende poco adatta a una disciplina gerarchica che spesso elargisce ordini oscuri e piegati a interessi meschini. Lucia è una donna contro e disobbediente, ma Minier riesce a farci capire (con me non fa fatica perché la penso esattamente allo stesso modo) che sono spesso questi “marginali creativi” che formano l’ossatura delle organizzazioni, dato che gli ubbidienti ossequiosi non brillano per intraprendenza e pensiero laterale. Anche tra le forze dell’ordine, se non soprattutto tra le forze dell’ordine.
Ci sono, in questo bel romanzo, numerosi spunti interessanti che vorrei mettere in luce. Oltre all’ovvio tema delle invisibili, cioè le donne che lavorano e che sono indipendenti (come lo è la stessa Lucia), diventando solo per questa caratteristica un bersaglio di quello che con un termine evocativo e riassuntivo potremmo definire patriarcato. Tali donne comuni (nel senso nobile che ha questo aggettivo) sono sempre sacrificate rispetto all’élite, un’élite la cui ricchezza è ormai stratosferica e cresce sempre di più, un’élite che si annoia, che, si potrebbe dire, se ne frega. E che quando è chiamata dare prova delle proprie capacità operative, puntualmente fallisce. Perché, si sa, la carretta la tirano avanti le donne comuni, non certo le élite nullafacenti.
Ma se le élite non piacciono a Minier, il consiglio che l’autore sembra volerci dare è che, ai giorni nostri, anche del popolo bisogna diffidare. Perché è un popolo che si nutre di social, di social e basta. Senza filtri, né cognitivi, né etici, né estetici, mi verrebbe da dire. Una volte lo si chiamava “popolo bue”, ma oggi tale locuzione sembra ingiusta soprattutto per il bue, che conserva la sua dignità animalesca. Un popolo che è sempre pronto al linciaggio, che si nutre anzi di linciaggio per scaricare le nevrosi che una vita compressa e resa rigida dalle sovrastrutture del potere lo costringe a fare. E magari, sono gli stessi che di giorno si inchinano zelanti al superiore con ottusa riverenza, che di notte assaltano tutto l’assaltabile per seminare il terrore. Squadracce le avremmo chiamate in altri tempi. Rossobrunisti se vogliamo usare un termine politicamente raffinato.
Allora è chiaro che in un mondo stritolato tra i super ricchi annoiati e criminali e la massa incivile forcaiola e ottusa, non si può che schierarsi con Lucia Guerrero. Il cui cognome ci ricorda che, in fondo, l’archetipo dell’investigatrice consapevole e indipendente che combatte per le proprie idee ha radici lontane, che ogni tanto è doveroso ricordare e riverire.
Altri casi da indagare
Tutta la morte davanti – Jeffery Deaver e Isabella Maldonado
La coppia di detective Carmen Sanchez e Jack Heron torna dopo "Fatal Intrusion" con un’investigazione alquanto singolare dal titolo "Tutta la morte davanti" ("The grave artist") (Longanesi), [...]
LeggiLa malinconia del tartufo – Orso Tosco
Se ci fosse un premio per l’investigatore più stravagante e divertente, sicuramente Gualtiero Bova, detto il Pinguino, personaggio creato dalla fantasia dello scrittore ligure Orso Tosco, [...]
LeggiLa Luna Storta – Nora Venturini
Con “La luna storta” Nora Venturini pubblica per Mondadori il sesto romanzo della serie dedicata a Debora Camilli, la tassista romana con la passione per le investigazioni. Debora ha sempre desiderato entrare in polizia, ma la morte prematura del padre l’ha costretta a rinunciare al suo sogno per mettersi alla guida [...]
LeggiTutti parlano di loro – Tiffany Crum
“Internet è un pozzo nero di disperazione quando sei il suo bersaglio”. Il thriller psicologico “Tutti parlano di loro” esordio letterario di Tiffany Crum, tradotto da Annalisa Carena per PIEMME [...]
LeggiLucia – Bernard Minier
Cari avventori del Thriller Cafè, abbiamo una nuova investigatrice da scoprire. Si tratta di “Lucia”, che dà il titolo all’ultimo romanzo italiano di Bernard Minier che esce da Baldini+Castoldi per la traduzione di Raffaella Patriarca. E la prima sensazione che vi comunico è che mi chiedo come Minier sia riuscito a [...]
LeggiLa Spia – Jorge Díaz Cortés
Al Thriller Café oggi parliamo del romanzo “La spia” (edito da Ponte alle Grazie), dello scrittore e sceneggiatore spagnolo Jorge Díaz Cortés, già noto per far parte del collettivo Carmen Mola. Nel maggio del 1952, il giovane caporale Javier Bermejo della Guardia Civile di Madrid viene inviato a Mojácar, una piccola [...]
LeggiLoro che non dormono – Dolores Redondo
Negli anni, più volte vi ho parlato, qui al bancone del nostro Café preferito, di Dolores Redondo, la scrittrice basca che ha ideato la stupenda Trilogia del Baztàn. Torno a farlo con molto piacere, [...]
LeggiI luoghi a cui appartieni – Chiara Donadi
Teresa Demarchis è un avvocato. Ha ventotto anni ed è ambiziosa, ma sulle sue spalle grava un passato di violenza, morte e dolore che non è possibile dimenticare nemmeno cambiando il proprio cognome. [...]
Leggi
