Mani sbagliate – Mark Billingham

Serie: Declan Miller
Editore: Fazi
Tatiana Vanini
Protocollato il 23 Settembre 2026 da Tatiana Vanini con
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Il riassunto
Mani sbagliate – Mark Billingham

Mark Billingham (Birmingham, 2 luglio 1961), torna in libreria con il suo ventitreesimo romanzo poliziesco, il secondo di una nuova serie, con protagonista il detective Miller. Il primo romanzo che ha visto presentare Miller al pubblico, portava il titolo “L’ultimo ballo” (Fazi, 2025), ora con “Mani sbagliate” alcune cose aperte nell’opera precedente si chiudono, andando a consacrare un nuovo affascinante protagonista giallo.

Declan Miller è un detective di Balckpool con un hobby particolare: il ballo. Alle indagini giornaliere con la recalcitrante partner Sara Xiu, alterna i balli di sala con un gruppo di amici, anche se ora, con la morte della moglie Alex, non ha una compagna fissa e a volte suona il piano per gli altri. Un incidente tragicomico nei bagni della stazione, il furto di una valigetta e la conseguente scoperta da parte dei ladri di aver rubato, non un sacco di soldi, ma due mani mozzate complete di anelli, porteranno Miller e Xiu a indagare su alcuni delitti, dando la caccia a un sicario astuto e pericoloso, cercando di salvare altre vite. Il sicario rivuole la valigetta, Miller vuole il sicario, perché la sua testimonianza gli permetterebbe di ottenere informazioni importanti sull’assassino della moglie. Tra piccoli e grandi gangster che compongono la malavita del Lancashire, situazioni assurde e altre terrificanti, con le immancabili, orribili battute di Miller, così brutte da riuscire a far ridere e i suoi discorsi serali con il fantasma della moglie, si dipana un’indagine avvincente, ricca di adrenalina e colpi di scena. Un poliziesco che parla di malavita, insoddisfazioni famigliari, rapporti difficili, gestione del lutto, corruzione e tanti segreti.

Billingham è uno dei giallisti più noti del Regno Unito, vincitore di numerosi premi che vede sempre le sue opere entrare in classifiche prestigiose. Ex attore e cabarettista, ha un ottimo senso del ritmo, che riporta nei romanzi donando ai dialoghi un’effervescenza trascinante.

I suoi personaggi hanno verve, e vengono raccontati anche attraverso tic e mimiche facciali che li rendono indimenticabili. Declan Miller poi, con le sue battute spesso fuori luogo e irriverenti, che non perde mai un’occasione per tacere, risulta simpatico e lo si perdona anche quando diventa fastidioso. Perché Miller ha cuore, sta soffrendo un lutto profondo, si preoccupa per la figlia della moglie, tossicodipendente che vive per strada e per le abitudini sregolate della collega Xiu, della quale non condivide né le scelte musicali né quelle dei partner sessuali. Miller è un buono diventato duro per sopravvivere in un mondo sporco, marcio, che non fa sconti e dove perfino chi dovrebbe proteggere e servire a volte è un gradino sotto i criminali che arresta. Se cerca nel ballo e nell’umorismo un modo per sopravvivere, lo si può perdonare, lo si fa e lo si ama.

Il caso è dinamico, interessante e ricco di dettagli che attirano l’attenzione. I colpi di scena non mancano, anzi sono ovunque, e le situazioni divertenti, con una spiccata vena noir, sono bizzarre e intriganti in egual misura.

“Mani sbagliate” è una lettura piacevole e scorrevole, snella, immediata, che fa volare le pagine e questo porta a un certa tristezza, perché si teme la fine del libro, di arrivare al punto conclusivo troppo in fretta e di non godere più della compagnia di Miller e della sua cerchia di amici.

Il mondo della malavita è descritto con l’originalità propria dell’autore. Non dà ansia, non c’è una cruda spettacolarizzazione, anzi, si cerca di dargli un tono leggero. La magia consiste nel fatto che, benché ci sia un sottofondo di divertimento giocoso, la serietà, il pericolo e la minaccia di chi non si scrupoli a eliminare un concorrente o un venditore recalcitrante, sono chiari, netti, e raggiungono il lettore senza fallo.

Anche il sicario che cerca la valigetta rubata è un personaggio sopra le righe, quasi macchiettistico, ma nel suo lavoro è competente, si rivela un avversario formidabile e senza remore. Nella caccia che nasce tra lui e la polizia si ritrovano adrenalina e tensione, anche qui estrema serietà nella facezia che resta un accompagnamento di fondo per limitate il fastidio che alcuni argomenti possono suscitare e far godere di ogni capitolo.

L’autore tratta diversi temi all’interno dell’opera: centrali sono i rapporti personali e famigliari, dove c’è insoddisfazione che sfocia in livore, o dove c’è amore e cura anche verso chi la rifiuta. Racconta il dolore del lutto, il terremoto nato da una scomparsa improvvisa e della quale non si conoscono i motivi, i timori che dietro alla morte di una persona cara ci siano cose che forse è meglio non sapere, i modi personali di ognuno per cercare di restare in piedi nonostante tutto. C’è la narrazione di un sottobosco criminale che, anche se non lo si vede c’è e si infiltra nelle vite delle persone nelle maniere più disparate, da quelle più complesse e professionali e quelle più quotidiane. Parla di legge e corruzione, di giustizia e di pena. Tanti elementi che nel romanzo si fondono con equilibrio dando tridimensionalità a un mondo realistico.

“Mani sbagliate” cambierà l’assetto criminale della cittadina di Blackpool, risolverà diversi casi di omicidio e alla fine, forse anche Declan Miller riuscirà a lasciare andare la moglie, in un ultimo, struggente saluto.

Un poliziesco serrato e divertente, un romanzo che può essere letto anche da solo, per un nuovo personaggio regalatoci del bravissimo Mark Billingham.