I serial killer che hanno terrorizzato l’Italia – Ruben De Luca

Editore: Newton Compton
Redazione
Protocollato il 13 Settembre 2026 da Redazione con
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Il riassunto
I serial killer che hanno terrorizzato l’Italia – Ruben De Luca

Oggi, sul bancone di Thriller Café, troviamo “I serial killer che hanno terrorizzato l’Italia“, edito da Newton Compton.

L’autore è Ruben De Luca, scrittore, psicologo e criminologo, e anche noto opinionista televisivo. La sua competenza abbraccia diversi ambiti della criminologia, in particolare omicidi seriali, stalking e femminicidio. Nel 2001 ha creato ESKIDAB, la Banca Dati dei Serial Killer in Europa, in costante aggiornamento. Tra le sue pubblicazioni editoriali più recenti troviamo “Serial killer, Una lunga linea di sangue attraversa l’Europa“, “Il grande libro dei serial killer“, “Uomini che amano/odiano le donne“, “Il mostro di Firenze” e “Ed Gein, Il macellaio di Plainfield“.

Approcciarsi alla recensione di un’opera come questa è tutt’altro che semplice. Infatti non ci troviamo davanti al classico true crime incentrato su una singola vicenda, ma a un lavoro di proporzioni decisamente più ampie, una vera e propria enciclopedia del fenomeno dell’omicidio seriale in Italia. Quasi ottocento pagine nelle quali Ruben De Luca racconta le storie dei serial killer più conosciuti, allargando lo sguardo anche a casi meno noti, vicende dimenticate e “modus operandi” differenti.

E non è tutto. Quello che il lettore ha tra le mani non è soltanto un grande contenitore di storie criminali. De Luca cerca di mettere ordine in un fenomeno complesso, confrontando casi, epoche, territori, modalità operative e profili delle vittime, attraverso classificazioni e chiavi di lettura che vanno oltre la semplice cronaca. Per questo motivo, più che chiedersi quanti casi vengano raccontati o conoscere i nomi dei criminali più famosi presenti nel volume, credo sia necessario capire il vero obiettivo dell’autore: non soltanto raccontare gli assassini, ma cercare di studiare il fenomeno del serial killer italiano nel suo complesso.

Ed è proprio da qui che nasce, secondo me, la difficoltà di recensire un libro simile. Davanti a una quantità così grande di materiale, il rischio è quello di limitarsi a elencare ciò che contiene. Ma una recensione, per come la intendo io, non può trasformarsi in un semplice indice dei casi trattati. Deve cercare piuttosto di capire se, dietro questa ​mole di informazioni, ci sia davvero un’opera capace di offrire al lettore qualcosa in più della semplice cronaca nera.

De Luca traccia una dettagliata mappa della criminalità seriale italiana: dalla Saponificatrice di Correggio al Mostro di Firenze, dal Boia di Albenga ad Angelo Izzo, passando per Donato Bilancia, il Mostro di Foligno, Danilo Restivo, la Uno Bianca, le Bestie di Satana e molti altri ancora. Accanto ai casi più conosciuti trovano spazio anche storie sepolte dalla polvere del tempo, alcune delle quali affondano le radici nell’antichità.

Da appassionato di storie del passato, mi ha colpito in modo particolare la figura complessa di Locusta, l’avvelenatrice dell’Impero romano: una vicenda affascinante e paradossale, che la vede trasformarsi in una vera e propria serial killer autorizzata e persino stipendiata dallo Stato ai tempi di Nerone.

Come spiega lo stesso autore nella prefazione, il volume, che raccoglie quasi duecento vicende criminali, intende sottrarre il fenomeno dell’omicidio seriale alla superficialità e al sensazionalismo. Per farlo, De Luca traccia anzitutto una definizione rigorosa dell’assassino seriale, che ho sintetizzato così: “un soggetto che mette in atto due o più azioni omicide separate nel tempo, mosso da un’unica e costante motivazione profonda: il bisogno di esercitare potere e controllo su altri esseri umani per affermare il proprio sé”.

Al di là della cronaca, l’opera propone un’analisi criminologica e sociologica che mette a confronto analogie e differenze tra i diversi assassini, attraverso un articolato studio di dati, categorie e vere e proprie schede tematiche. Accanto ai novanta serial killer trattati nel corpo principale del testo, l’autore ha inserito in appendice altri quaranta casi che, secondo lui, meritano almeno un profilo sintetico.

Non mancano inoltre approfondimenti dedicati a particolari forme di omicidio seriale: le donne serial killer, gli assassini che agiscono in coppia o in gruppo, le madri che uccidono i propri figli e gli inquietanti “angeli della morte”.

Una scelta che ho trovato particolarmente interessante è quella di prendere in considerazione anche i casi di persone accusate ingiustamente e sbattute in prima pagina come “mostri”, un’etichetta difficile da cancellare, persino dopo un’assoluzione. Vengono trattate anche vicende in cui l’identità del colpevole sino ad oggi non è mai stata scoperta.

Nonostante le quasi ottocento pagine, la scrittura di De Luca rimane costantemente fluida, agevolandone la lettura. È pur vero che seguire con la dovuta attenzione le numerose classificazioni e gli schemi criminologici richiede un po’ di impegno, ma la mole di dati risulta sempre funzionale alla costruzione del quadro generale.

Ho apprezzato anche l’equilibrio tra cronaca e analisi criminologica, avvalorato da chiavi di lettura efficaci e da approfondimenti mai banali.

Ritengo, infine, che l’ambizione dichiarata dallo scrittore nella sua prefazione sia stata pienamente realizzata: la narrazione valica la semplice cronaca.

Data la quantità di storie analizzate e di informazioni fornite, il volume si presta a una lettura non necessariamente sequenziale. È possibile soffermarsi sui casi o sugli argomenti che suscitano maggiore interesse, tornando eventualmente sulle altre parti in un secondo momento.

Secondo me una delle caratteristiche più interessanti dell’opera è il suo taglio fortemente documentaristico e criminologico. La considero un vero e proprio trattato universitario di criminologia applicata allo studio dei crimini seriali, capace persino di costituire l’oggetto di studio per una tesi di laurea nel settore.

Recensione di Gaetano Balsamo.