Lettere d’amore a un serial killer – Tasha Coryell

Federica Cervini
Protocollato il 27 Ottobre 2026 da Federica Cervini con
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Il riassunto
Lettere d’amore a un serial killer – Tasha Coryell

“Non avevo intenzione di innamorarmi di un presunto serial killer. Eppure …”

Esordio ironico fin dalle prime righe, “Lettere d’amore a un serial killer” di Tasha Coryell, traduzione di Manuela Faimali per Bollati Boringhieri Editore, è la lettura ideale per gli amanti del mix thriller / humour – e fa riflettere sull’ossessione per podcast e trasmissioni true crime.

La protagonista è Hannah, una giovane iscritta nella chat di un gruppo appassionato di true crime – che segue online la scomparsa di alcune ragazze, nell’intenzione di portare avanti una indagine “casalinga” e scambiarsi pareri; riconoscendo di volerci vedere chiaro sulla fine fatta da quelle donne, ed al contempo rivelando al lettore di farlo anche per se stessa (“per dimostrare che ero capace di combinare qualcosa”), Hannah è talmente assorbita da quei casi da allontanarsi da tutti e ritrovarsi a riflettere h24 sulla scomparsa delle vittime.

“Abbandonata dalla mia migliore amica, dal mio ex amante e dal potenziale futuro amante, mi ritrovai sola con tre donne assassinate come unica compagnia”.

Combattuta tra paura e paranoia, quando le vittime iniziano a crescere in numero (tutti i cadaveri vengono rinvenuti nel medesimo burrone), Hannah assiste incredula alla cattura del presunto serial killer – William; nulla in lui fa pensare che sia colpevole, posto che il profilo comune di tali criminali prevede sempre qualche trauma di fondo derivato dall’ambiente familiare: “che genere di trauma poteva aver subito quell’uomo bianco, ricco e avvenente?”

… l’arresto di William non costituirà per Hannah una fine, ma un inizio.

Pericoloso e proprio per questo estremamente sexy, l’irresistibile mix di brivido e fascino fa sì che Hannah decida di intrattenere una corrispondenza con il presunto serial killer: lei – che nel frattempo ha perso il lavoro, lui – chiuso in prigione in una città parecchio distante da quella in cui vive la protagonista.

E mentre lo scambio epistolare diventa di lettera in lettera più intimo ed audace, la protagonista (ormai definitivamente soggiogata dal mistero che avvolge William) decide di raggiungerlo per seguire di persona le fasi del processo, incapace di scoprire chi sia veramente quell’uomo in cui riconosce esservi “due persone diverse: un amante e un assassino, un uomo in prigione e un uomo a caccia”.

Il lettore sarà doppiamente sbalordito: da un lato dal comportamento irresponsabile ed ingenuo di Hannah, dall’altro dalla proposta che il presunto serial killer le rivolge (sempre tramite corrispondenza, senza essersi mai incontrati di persona), cioè fidanzarsi.

Ironiche e con molti spunti di provocazione intellettuale, divertenti e ricche di tensione: le lettere che i due “amanti” si scambiano sono il cuore del thriller e permettono al lettore di riflettere sia sull’ossessione dilagante per il mondo true crime (durante il processo in aula si presenta un bel gruppetto di donne – tutte innamorate dell’imputato), sia sulla profonda solitudine che certe donne sperimentano, sulla vita non appagante che conducono e sul livello di isolamento che possono talvolta vivere.

“Non la inviai per il destinatario. La inviai per me”.

Chi è più solo tra Hannah e William? Per quale dei due personaggi il lettore proverà pena?

William rischia di finire nel braccio della morte – se i giurati lo riconosceranno colpevole della fine delle donne trucidate; mentre Hannah, dal canto suo, porta avanti una propria indagine personale avvicinando la famiglia di William – a tratti spaventata dal lato oscuro che il fidanzato forse cela, a tratti in balia del suo fascino in modo immaturo e sprovveduto.

“Avevo quasi dimenticato che mi stavo confidando con un presunto serial killer e non con un uomo qualunque su un’app di incontri”.

La chiusura al mondo reale che Hannah sperimenta (presa dal processo “ormai comunicavo quasi esclusivamente con gli utenti del forum”) e trovando sfogo nell’illogico carteggio con William, Hannah rappresenta un mondo di donne permeato da solitudine, insoddisfazione, desiderio di provare finalmente brividi e senso di appartenenza, di fuggire da una sé che si percepisce come incompiuta e frustrata.

Ma qui inizia la seconda parte del thriller – il cui colpo di scena inaspettato stravolge ogni supposizione che il lettore può avere fatto; ora è Hannah ad essere prigioniera, come era stato dall’autrice anticipato già nelle primissime due pagine del romanzo.

Sebbene la parte terza nonché conclusione del thriller sia ad un certo punto immaginabile, non manca per tutte le prime due la curiosità di sapere come finirà il processo e che ne sarà della protagonista; la lettura è scorrevole ed il sagace mix tra sarcasmo e thriller garantisce una trama per certi versi audace, crudele e godibile.

Tasha Coryell, classe 1985, vive in Minnesota; “Lettere d’amore a un serial killer” è il primo thriller tradotto e pubblicato nel nostro Paese.

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