Ẻ la mattina del primo gennaio e quando la quindicenne Amy March si sveglia nel suo letto scopre che Beth, la sorella di un anno maggiore, non è ancora tornata a casa. Entrambe sono state alla festa di fine anno a casa di un’amica, ma non tutto è andato liscio. Lei e Beth hanno litigato selvaggiamente. Poi Amy ha lasciato la festa insieme al suo amico Laurie mentre Beth piangeva. Sono le lacrime della sorella e il senso di colpa che la divora a spingere Amy a cercare Beth. Quando la trova senza vita, distesa nella neve e immobile nel suo stesso sangue, i presentimenti più neri della ragazza diventano realtà. Beth è morta. Si è suicidata o qualcuno l’ha uccisa? Ma chi mai potrebbe aver voluto la morte di una fanciulla tanto dolce? Amy sa che quella notte, mentre litigavano, lei ha desiderato che sua sorella morisse. Per questo è perseguitata dai sensi di colpa. La polizia indaga, ma scoprire la verità non sarà facile.
Inizia così una vicenda che coinvolge le sorelle March, i loro genitori, i loro amici e tutti gli abitanti di Concord, la cittadina dove vivono. Attraverso un racconto serrato che alterna i punti di vista di Meg, Jo, Beth e Amy March e piani temporali passati a quello presente, Katie Bernet chiarisce a poco a poco la vicenda narrata in “Beth is dead”.
Le tre ragazze più giovani vivono con la madre, infermiera nell’ospedale cittadino, mentre Meg, la maggiore, studia medicina ad Harvard. Inoltre, da circa un anno il padre delle sorelle – uno scrittore noto sui social- si è allontanato dalla famiglia, forse per andare in Canada o forse, come sostiene Jo, per campeggiare in mezzo alla natura più selvaggia.
In realtà il signor March è stato costretto a partire a causa della campagna d’odio che il suo ultimo libro ha scatenato sui social. Il padre delle ragazze, infatti, ha pubblicato un romanzo di grande successo, ma divisivo. Il libro si intitola “Piccole donne”, e in esso il signor March racconta la storia delle figlie: Meg che studia fino allo sfinimento; Jo che segue le orme paterne e vuole diventare scrittrice; Beth la più amata di tutte, la pianista che presto entrerà in una prestigiosa scuola per artisti, e infine Amy, la più odiata, anche lei con ambizioni artistiche.
Il successo del romanzo è tale (ma il signor March ha donato i proventi in beneficenza) che tutti vogliono parlare con le tre sorelle March. Tre e non quattro, perché nel libro Beth muore. Chi indaga non può fare a meno di chiedersi se la vera morte di Beth abbia qualcosa a che fare con quella letteraria. Un’ipotesi che sconvolge Jo che ciò nonostante difende il padre dalle accuse che gli vengono mosse: “Ẻ agghiacciante, persino surreale il modo in cui i fatti stanno rispecchiando il romanzo di nostro padre, ma non mi scuserò mai per averlo difeso. Lui non voleva fare del male a nessuno”.
Amy, intanto, è sempre più divorata dai sensi di colpa perché la notte dell’ultimo dell’anno ha rinfacciato a Beth che per colpa sua non potrà realizzare le proprie ambizioni. La ricca zia March, infatti, aiuterà solo una delle nipoti a tradurre in realtà i propri sogni artistici e la prescelta è Beth. Amy, che ha bisogno di ventimila dollari per partecipare a uno stage in Europa con un artista tanto famoso quanto fasullo, potrà avere il denaro di cui necessita solo se Beth rinuncerà a frequentare la sua costosa scuola. Rosa dall’invidia e dalla frustrazione la notte dell’ultimo dell’anno Amy ha rinfacciato alla sorella che la realizzazione della sua felicità sarà ottenuta a prezzo della propria infelicità. E ora non può fare a meno di pensare che Beth sia morta per colpa sua.
In “Beth is dead” – una rivisitazione in chiave moderna del celebre romanzo di Louisa May Alcott, i media, il clamore e gli odi che essi suscitano hanno un ruolo centrale. Sembra che l’autrice si chieda come sarebbe stata la vita delle sorelle March ai giorni nostri e fa volare la sua fantasia per metterla in scena. Così, le quattro sorelle diventano star del web con migliaia di follower. Ma essere una star del web è pericoloso, soprattutto se, come Beth, sei destinata a morire.
In conclusione, “Beth is dead” è un thriller psicologico ma anche un romanzo di formazione che riscrive una delle più famose opere per ragazzi in chiave moderna. Piacerà molto ai giovanissimi che forse troverebbero noiosa l’opera della Alcott. Le quattro sorelle sono delle adolescenti moderne, molto presenti sul web, con tutti i pregi, i difetti e i problemi tipici degli adolescenti. Hanno migliaia di follower, ma anche centinaia di odiatori. E tutti noi sappiamo che gli odiatori del web a volte possono essere molto pericolosi. Consigliato a tutti coloro che hanno più di dieci anni, a chi ha amato Louy May Alcott e a chi è rimasto giovane dentro.
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