Ogni casa nasconde un segreto – Shinzo Mitsuda
Shinzu Mitsuda, noto autore giapponese di romanzi, arriva in Italia grazie a Rizzoli con “Ogni casa nasconde un segreto“.
L’opera, che possiamo inserire sia nel genere horror che in quello mistery, ambiti nei quali l’autore eccelle, si rivela dinamico, curioso, una lettura che chiama e che, a dispetto dei generi che rappresenta, non suscita ansia o inquietudine quanto un vivace interesse e la volontà di andare a fondo nel segreto delle case protagoniste.
Un giovane redattore riesce a strappare un appuntamento in un caffè al suo autore di mistery preferito. Appena si trovano il giovane chiede, sicuro di ottenere una risposta affermativa, se al “maestro” piacciono le storie di fantasmi. Da qui prende il via l’opera, con il resoconto di due storie terrificanti accadute in epoche distinte e in case diverse. Gli incontri tra lo scrittore e il redattore si trasformano in appuntamenti fissi, legati dalla comune passione per tutto ciò che è inspiegabile, non di questo mondo, e da una ricerca di altri racconti simili, che porteranno ad aumentare fino a cinque le dimore del mistero. Quale segreto nascondo le case? Cosa davvero accomuna gli episodi paranormali oltre ai rumori e alle macro similitudini? Un viaggio tra le leggende e il folclore del Giappone, un’avventura paranormale ai confini della realtà appassionante e ricca di fascino.
Prima di entrare nel merito del romanzo “Ogni casa nasconde un segreto“, sento il dovere di spiegare perché, nelle parti inziali, l’autore sottolinea più volte che le storie di seguito riportate sono eventi reali, situazioni accadute davvero.
Questo è dovuto a un fatto storico che riguarda il Giappone. I casi giudiziari hanno da sempre appassionato la popolazione, tanto che quando un evento criminale arrivava in tribunale e passava in giudicato, i giornali ne riportavano nella cronaca fatti, antefatti, indagini, soluzioni e condanne. Non racconti, ma resoconti reali. Quando a metà del 1900, nel paese hanno iniziato a giungere i romanzi gialli dall’Inghilterra, le persone, da subito appassionate a queste storie, non hanno colto la differenza tra le loro cronache di fatti veri e la letteratura nata dalla fantasia degli autori. Solo dopo i fatti reali e quelli di fantasia si sono separati, ma in Giappone è ancora molto cara la volontà di legare misteri e crimini alla realtà, anche tramite un espediente letterario, un avviso, come nel caso di questo libro, di stare per leggere fatti realmente accaduti. E magari la fantasia imita la realtà e la realtà stessa supera l’immaginazione. A voi lettori la scelta che preferite.
Ogni casa nasconde un segreto è un romanzo strutturato come una raccolta di racconti. Protagonisti sono i cinque resoconti sulle case infestate, nelle testimonianze dirette di chi ha vissuto i fatti, come la storia di una madre, quella di uno studente e quella di una ragazzina, o riportate da parenti come si legge nel resoconto di un anziano. C’è anche la storia di un ragazzo, ma qui non voglio addentrarmi nello specifico: detesto gli spoiler, lascio al lettore il piacere della scoperta.
Il filo conduttore che lega i racconti sono gli incontri e gli scambi di opinione tra il protagonista, lo scrittore, e il coprotagonista, il giovane redattore. I due non solo rappresentano il collante dell’impianto narrativo, ma con i loro dialoghi alimentano il mistero, lo tengono vivo e i ragionamenti che ne scaturiscono danno la sensazione di non ascoltare solo delle storie, ma di indagarne le cause, i luoghi, le differenze e i punti di contatto. Alla fine si ottiene un’indagine occulta in piena regola, con atmosfere avvolgenti.
Come horror, se pensiamo alle letture di genere che possiamo trovare qui in occidente, si potrebbe dire che “Ogni casa nasconde un segreto“, sia in realtà debole. La paura da pelle d’oca e classici brividi lungo la schiena non c’è, sebbene le storie, analizzate, contengono sì elementi da terrore. Eppure, la scrittura scorrevole, di classe, elegante e pregna della tipica educazione e gentilezza giapponese, toglie ogni sensazione di fastidio, di vivo orrore, facendo nascere passione, una sensazione intrigante, un piacere che è tipico del mistero da risolvere più che della tensione da subire.
Ogni narrazione prende spunto dalle leggende nazionali, con i loro esseri soprannaturali, i demoni, gli yokai. Se siete amanti del Giappone vi ritroverete in pieno, altrimenti ne rimarrete ammaliati e magari con la voglia di approfondire le tematiche.
I rapporti tra i personaggi sono tipici nel senso dell’onore e del rispetto giapponese. Letto in questa chiave, nessun aspetto del libro appare strano anche se lontano dalla nostra quotidianità. Mi permetto un’altra puntualizzazione come il cenno storico alle storie vere fatto all’inizio. Nel primo racconto troverete un bambino di tre anni che, da solo, cammina per un tratto di strada dalla sua casa a quella di un’amichetta. Non storcete il naso. Se vi recate in Giappone, a Tokyo, come in altre città, potete incontrare bambini della scuola dell’infanzia in giro da soli, con le loro divise e il tipico cappellino, che attraversano strade o prendono treni per recarsi a casa o nei loro istituti. Sì, ci sono, esistono, lo fanno. Fa parte della loro cultura all’autonomia, a volte seguiti a distanza dai genitori o dagli educatori, ma dai cinque anni da soli a piccoli gruppi e nel romanzo questa cosa la trovate.
“Ogni casa nasconde un segreto” parla di fenomeni paranormali, di case infestate, trasformando il luogo di sicurezza per antonomasia in un nemico, un pericolo. A farne le spese poi sono i bambini, quelli che dovrebbe essere difesi e che nelle case si trasformano in vittime, ma anche gli adulti vivono la loro bella dose di inquietudine. C’è un segreto nelle cinque case del libro, o forse più di uno, per una storia che racconta in modo originale di rancore, abusi e confinamento, di pazzia e vendetta, di quando una forte volontà frustrata trova un modo per infiltrare il tempo e le realtà.
Il romanzo è incalzante, una lettura fruibile e appassionante, tutta da scoprire.
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