Storia terribile delle bambine di Marsala – Antonio Pagliaro
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A Thriller Café oggi ricordiamo un tragico fatto di cronaca nera avvenuto a Marsala nel 1971 attraverso il saggio true crime di Antonio Pagliaro “Storia terribile delle bambine di Marsala – il delitto che sconvolse l’Italia intera”, Zolfo Editore 2020.
“In Sicilia il delitto più mostruoso del secolo” titolarono all’epoca persino i quotidiani esteri, che seguivano la tristissima vicenda della scomparsa di tre bambine di nove, sette e cinque anni. Le bimbe furono ritrovate morte dopo una indagine a tappeto, condotta per giorni sul territorio di Marsala e dintorni.
Il 21 Ottobre 1971 Antonella, Ninfa e Virginia stavano rientrando da scuola quando se ne persero le tracce; cominciò una ricerca che divenne di giorno in giorno disperata e che l’Italia intera seguì con una copertura mediatica che sarà ripetuta solo 10 anni più tardi alla scomparsa del piccolo Alfredino Rampi a Vermicino.
Della “storia terribile” l’autore riferisce nel libro, con una puntuale esposizione di tutte le piste seguite dagli inquirenti durante la ricerca delle bambine ed in seguito – una volta ritrovati i corpi – nella fase delle indagini per scoprire il colpevole, infine trascrivendo gli interrogatori avvenuti durante il processo a Michele Vinci – il colpevole dell’uccisione delle tre piccine, nonchè zio di una di loro.
Parallelamente Antonio Pagliaro riferisce fatti di costume ed elementi storici italiani ed esteri, che fanno da sfondo allo scorrere delle indagini fino al 2002 – l’anno in cui Michele Vinci venne scarcerato all’età di sessant’anni, dopo aver scontato la propria pena: ad esempio Berlinguer che diviene Segretario del PCI, Giangiacomo Feltrinelli che viene ucciso, il decollo dell’Apollo 16 verso la Luna, Aldo Moro rapito ed ucciso, Karol Wojtyla che diventa Papa, Ali Agca che gli spara, Chernobyl esplode, Falcone e Borsellino uccisi.
L’excursus dei principali fatti di cronaca di quei 30 anni è lo sfondo su cui si animano inizialmente le ricerche delle vittime, poi il ritrovamento prima del corpicino di Antonella, poi delle due altre piccole bimbe, poi dell’indagine condotta dalle forze di polizia per individuare del colpevole ed il processo.
L’autore ricorda tutte le ipotesi che furono allora formulate, a partire dal pensare ad una fuga infantile (“sono tre, sono insieme, è una scappatella o si sono smarrite”), poi ad una disgrazia (le bambine sono cadute in uno dei molti pozzi presenti sul territorio?), il rapimento da parte degli zingari che abitano nei dintorni di Marsala, la tratta delle bianche verso il Medio Oriente, ed infine l’aggressione da parte di un maniaco sessuale; Pagliaro analizza tutte le piste seguite, poi via via abbandonate dagli inquirenti.
… fino a quando le indagini si stringono attorno al colpevole che confessa lo spaventoso crimine e le violenze in seguito alle quali le bambine sono decedute (Antonella è stata seviziata, strangolata e bruciata con la benzina, Ninfa e Virginia sono morte per inedia in fondo ad un pozzo).
Ma serpeggia fra le pagine – così come è stato allora durante tutti quegli anni – la spaventosa domanda, a cui non è mai stata data risposta: “il mostro agì da solo?”.
La vicenda è orribile in quanto reale ed autentica – ed appassiona alla lettura come fosse un giallo; le descrizioni particolareggiate di tutto quanto accaduto ed i resoconti delle fasi di indagine sono resi ancor più vividi dalla trascrizione in dialetto siciliano di tutti i contributi di chi via via è stato coinvolto (parenti e cittadini di Marsala).
Inoltre spicca Marsala stessa come vera e propria protagonista della storia, perché l’autore sa condurre il lettore fra le vie con una minuziosa illustrazione della città.
“Tutta Italia a Marsala”, quella città che Pagliaro definisce (sino a questo fatto di cronaca nera) “città quieta, non è Palermo e non è Corleone”: Marsala si scopre in realtà essere città di vizi con ville prestigiose in cui si tengono festini, ma anche città di povera gente che vive con poco (“Impossibile che si tratti di estorsione, le famiglie sono povere”).
Fra le molte ipotesi condotte spaventa il lettore quella della caduta delle bimbe nei pozzi, abbondanti nella zona di Marsala; Ninfa e Virginia verranno trovate proprio in fondo ad un cunicolo alla base di un pozzo – senza vita, abbracciate.
Il lettore vive oggi come allora i sentimenti dell’Italia tutta, che seguiva l’indagine: l’ansia e la disperazione dei genitori e parenti delle bambine, lo sdegno, l’indignazione e la collera per quello che Vinci ha fatto loro, la paura quando tutti i sospettati vengono scagionati – in particolare gli omosessuali, contro cui si erano ad un certo punto indirizzate le ricerche (“Gli omosessuali sono stati censiti ed esclusi. I corruttori di bambini sono stati censiti ed esclusi. Il criminale è un marsalese normale”).
L’ “abisso di perversione e bestialità” del colpevole atterrisce ancora oggi a distanza di 50 anni, così come la reticenza che allora mostrarono alcuni testimoni, alimentando dubbi sulla presenza di complici – da allora mai individuati (“Le sorelline Ninfa e Virginia sono decedute quindici giorni dopo il rapimento: gettate nella cava, perirono non per la caduta ma in seguito per asfissia. Ma il corpo umano non sopravvive oltre sei giorni senza acqua. Come ha fatto Vinci a tenerle in vita?”).
Il fatto di cronaca nera, per la verità non presente nella memoria popolare di tutti, è testimoniato al termine di ogni capitolo dalle foto delle prime pagine dei giornali che seguirono da vicino la tragedia: l’autore cita le fonti alle quali ha attinto per la stesura del suo saggio true crime, in particolare gli archivi digitali di quotidiani quali La Sicilia, La Gazzetta del Sud, La Stampa, Corriere della Sera, L’Unità – e ricorda anche una puntata dello storico programma di RAI 3 “Telefono Giallo” (condotto da Corrado Augias tra il 1987 ed il 1992) dedicato alla “storia terribile delle bambine di Marsala”.
“Storia terribile delle bambine di Marsala” di Antonio Pagliaro è quindi un libro per non dimenticare ciò che accadde e per non scordare il dolore di quelle famiglie disperate.
“Parenti, amici, segreti inconfessabili: tutti accusano tutti”.
L’autore, scrittore e giornalista, è palermitano, classe 1968; già ospite del nostro Thriller Café con “La notte del gatto nero”, Guanda 2012 e con “Il bacio della bielorussa”, Guanda 2015, più recentemente ha pubblicato altro libro true crime: “Morirono nella notte. Il mistero della White House Farm” (Laurana 2023), su un apparentemente semplice caso di omicidio-suicidio avvenuto nell’Essex.
Altri casi da indagare
Intervista ad Antonio Pagliaro
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