Sotto pressione – David Baldacci

Sotto pressione – David Baldacci

Editore: Mondadori
Redazione
Protocollato il 14 Novembre 2025 da Redazione con
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Di David Baldacci al Thriller Café abbiamo recensito numerosi romanzi pubblicati negli ultimi anni da TimeCrime; oggi recuperiamo invece uno dei suoi lavori più datati: “Sotto pressione“, un thriller politico che mescola giochi di potere, agenti corrotti e un’eroina in fuga, come solo i migliori best-seller di Washington sanno fare. Pubblicato nel 1999 (“Saving Faith“), e qui in Italia per i Gialli Mondadori e successivamente tra gli Oscar, è un romanzo che nasce in piena epoca di scandali istituzionali e sospetti verso le “stanze segrete” del potere americano. E Baldacci ci si butta a capofitto, con il suo stile energico, colpi di scena calibrati e personaggi più ambigui che eroici.

La protagonista è Faith Lockhart, una lobbista di successo che ha passato anni a oliare gli ingranaggi della politica con bustarelle e accordi sottobanco, e che ora decide di fare marcia indietro e vuotare il sacco con l’FBI. Non ha avuto una crisi mistica: è tutto parte di un piano che dovrebbe proteggere lei e il suo mentore, Danny Buchanan, da un’inevitabile resa dei conti. Peccato che un alto dirigente della CIA con la mania del controllo e un’antipatia viscerale per l’FBI scopra tutto e voglia farla sparire dal mondo, prima che possa parlare.

Qui entra in scena Lee Adams, investigatore privato che si ritrova nel bel mezzo del fallito tentativo di omicidio. Da quel momento in poi, per Faith e Lee comincia una lunga fuga tra montagne isolate, ville segrete, appoggi insperati e una quantità di denaro e risorse che rendono la vicenda un po’ troppo comoda per essere credibile. Ma la tensione regge, soprattutto nella seconda metà, quando il romanzo cambia marcia e si trasforma in un vero page-turner.

Toccata la trama, veniamo ai pro e i contro di questo libro. Innanzitutto la scrittura è quella tipica di Baldacci: fluida, cinematografica, con dialoghi a volte sopra le righe ma funzionali all’azione. La trama tende però a strafare. I cattivi sono quasi onnipotenti e la credibilità emotiva dell’intera vicenda è quantomeno bassa. Insomma, “Sotto pressione” è un libro che intrattiene, ma lascia più di un dubbio su certe scelte narrative.

Se amate i complotti istituzionali, le fughe rocambolesche e le indagini che affondano le mani nella melma della politica, comunque lo consigliamo. Ultimo appunto riguardo la reperibilità: non semplice, trattandosi di un volume di oltre vent’anni fa; in caso vi metteste in cerca di una copia, alcune usate in ottime condizioni le abbiamo adocchiate su Bookbot.

E come direbbe il Barman, ci troviamo al bancone del Thriller Café per la prossima lettura.