Con “Someone Else’s Skin“, Sarah Hilary ha fatto un debutto esplosivo sulla scena della narrativa poliziesca, aggiudicandosi nel 2015 uno dei più prestigiosi premi britannici: il “Theakston Old Peculier Crime Novel of the Year“. Un riconoscimento ben meritato: è raro trovare, in un’opera prima — poliziesca e non — una miscela così ricca ed equilibrata di trama avvincente, suspense incalzante e caratterizzazione psicologica acuta.
A mio avviso, i personaggi tratteggiati dalla Hilary e le loro storie personali rappresentano il vero punto di forza del romanzo. Cosa si può scrivere di nuovo su una squadra investigativa della polizia britannica, specialmente se con sede a Londra? Qui entra in scena Marnie Rome, un’ispettrice tosta e intelligente con un fardello enorme sulle spalle: l’omicidio di entrambi i genitori per mano di un ragazzo di quattordici anni che la coppia aveva in affido. Il fatto risale a cinque anni prima dell’inizio della storia, ma lei combatte ancora con i demoni di quel passato, cercando soprattutto di comprenderne il movente, tanto da recarsi regolarmente in prigione a far visita a quel ragazzo, divenuto suo fratello adottivo e assassino. Il suo collaboratore, Noah Jake, è un giovane detective gay di origine giamaicana: il fatto che rientri in alcuni criteri del “politicamente corretto” della polizia metropolitana non sminuisce la sua professionalità, un mix di dedizione ed entusiasmo che la Hilary dipinge con tocco sicuro.
Il team investigativo è, di fatto, un trio “virtuale”: la Hilary aggiunge Ed Belloc, uno psicologo dei Servizi Sociali dai modi pacati ma determinati, nonché amico stretto di Marnie Rome. Viene chiamato in causa dopo che Hope Proctor, una giovane donna che ha trovato riparo in un centro antiviolenza a Finchley con cui Belloc collabora, ha accoltellato il marito Leo. Il rifugio diventa la macabra scena del crimine e lì Rome, Jake e Belloc si trovano di fronte a un gruppo di donne sofferenti e turbate, di ogni età. Tra loro c’è la giovane Ayana Mirza, già nota alla polizia, che sta cercando di far condannare il fratello per aver amputato la mano di un uomo con una scimitarra. Si tratta dello stesso fratello che, insieme ad altri due, l’aveva immobilizzata versandole acido negli occhi per aver violato le tradizioni familiari e religiose e per aver “guardato” dei ragazzi. Ayana è ora in fuga dalla sua stessa famiglia e cerca di trovare pace e tempo per ricostruire se stessa, lontana dalla sua condizione di semi-schiavitù.
Da questo breve riassunto appare chiaro che la Hilary — ex libraia che lavora part-time per un editore di viaggi a Bristol — non esita a catturare l’attenzione del lettore con immagini forti. E lo fa con grande abilità: evita di dipingere le sofferenze dei personaggi con toni melodrammatici (prediligendo piuttosto un’inquietante “normalità”) e sceglie di agganciare il lettore non con un cadavere — la vita di Leo Proctor viene infatti salvata sul posto da Noah Jake e Ayana — bensì con le crudeli cicatrici che i fallimenti familiari lasciano su donne, uomini e, soprattutto, bambini.
Come al solito, eviterò di rovinare la lettura addentrandomi troppo nella trama. Basti dire che la Hilary gestisce il ritmo narrativo e i colpi di scena con la stessa maestria che dedica ai suoi personaggi. Infatti, l’altro grande pregio di “Someone Else’s Skin” è il modo in cui l’autrice intreccia l’approfondimento psicologico dei protagonisti con la trama stessa. Non è un’impresa facile, data la complessità sia della storia che dei personaggi, ma lei ci riesce senza ostacolare il flusso narrativo, portando il lettore ad affezionarsi a un cast insolito ma, purtroppo, estremamente credibile. Tra questi, va detto, figura anche un criminale di incredibile ferocia, uno dei cattivi più inquietanti e meglio realizzati che mi sia capitato di incontrare recentemente in un giallo.
Un secondo romanzo con Marnie Rome, “No Other Darkness“, è stato pubblicato nell’aprile 2015 e sono ansioso di recuperare il tempo perduto e leggerlo: se è all’altezza di “Someone Else’s Skin“, abbiamo tra le mani un’autrice di serie poliziesche davvero formidabile!
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