Someone else’s conflict – Alison Layland

Someone else’s conflict – Alison Layland

Nicola Mira
Protocollato il 3 Novembre 2015 da Nicola Mira
Nicola Mira ha scritto 99 articoli
Archiviato in: Libri in lingua originale

‘Someone Else’s Conflict segna il debutto dell’autrice e traduttrice letteraria Alison Layland, ed è un esordio davvero notevole. Un thriller contemporaneo molto originale, con personaggi insoliti e coinvolgenti, e una trama che non teme di affrontare questioni spinose a livello personale e sociale, né di osservare — dall’esterno ma con occhio acuto — una delle grandi tragedie del XX secolo in Europa: le guerre balcaniche seguite alla dissoluzione della Jugoslavia.

Dopo un prologo straziante — uno sguardo sulla carneficina della guerra attraverso gli occhi, fino a quel momento innocenti, di un bambino — la storia inizia tranquillamente, con un artista di strada e cantastorie che intrattiene la folla al mercato di una cittadina dei Dales.

Jay Spinney è un tipo tranquillo e alla mano, che sembra felice di esercitare il suo mestiere girovago. La mattina dopo la sua performance, Jay si imbatte in Marilyn — una giovane ceramista che vive sola, leccandosi le ferite di una relazione finita — mentre è accampato nella brughiera vicino all’isolato cottage della donna. Marilyn era tra il pubblico al mercato e, avendo subito un furto durante l’esibizione di Jay, gli chiede educatamente ma con tono pungente se abbia “notato” qualcosa. Jay non ha visto nulla e, per nulla turbato dal velato sospetto di Marilyn, si offre di aiutarla a riparare i danni che una frana — causata dalla pioggia torrenziale della notte — ha arrecato al fienile, futuro laboratorio di ceramica della donna.

Un inizio non esattamente alla James Bond… eppure sono stato immediatamente catturato dalla storia grazie all’abile tratteggio dei due protagonisti, Jay e Marilyn, e da quel velo di sospetto e tensione palpabile dietro il loro primo incontro-scontro. Poi conosciamo Vinko, un giovane immigrato clandestino (possiamo presumere dell’Est Europa) che si aggira in una città vicina cercando i nonni perduti, e presto intuiamo che il ladruncolo in questione è proprio lui.

Un musicista di strada, una ceramista e un immigrato clandestino. Un trio insolito su cui la Layland costruisce una trama sapientemente stratificata, con numerosi colpi di scena per mantenere alta la tensione. L’autrice utilizza abilmente anche i flashback, svelando gradualmente al lettore l’intrigante passato di Jay.

Scopriamo che Jay è andato in Croazia nel 1990, diciottenne sognatore, per aiutare il suo migliore amico Ivan (figlio di immigrati croati nel Regno Unito) che voleva vedere con i propri occhi la nuova Croazia. Entrambi rimangono coinvolti nella guerra civile che esplode poco dopo, sperimentando in prima persona l’orribile brutalità del conflitto. Una maturazione violenta per Jay, che tornerà nel Regno Unito ferito, dopo essersi allontanato da Ivan e aver avuto una relazione con sua zia, moglie di un comandante paramilitare locale. Abbastanza da far deragliare la giovane vita di Jay, con l’ulteriore complicazione di una grossa somma di denaro affidatagli in custodia dalla zia di Ivan, all’insaputa della famiglia. Un peso gravoso, che Jay affronta prendendo le distanze da quei soldi pur tenendoli al sicuro, anche dopo la morte di Ivan in guerra. Una scelta insolita ma perfettamente in linea con la personalità che la Layland ha creato per lui: inquieto ma spensierato, solitario ma onorevole, introspettivo ma affabile.

Mettere un personaggio come Jay al centro di un thriller contemporaneo è, in termini di genere, forse un rischio, ma la Layland vince la scommessa brillantemente. Sviluppa la sua personalità con pazienza, mostrandoci quali eventi del passato lo hanno reso ciò che è e, soprattutto, facendoci condividere i suoi dubbi, le paure e le aspirazioni. Questo lo rende incline a molta introspezione, ma lo rende anche estremamente reale e credibile.

Una grossa somma di denaro non può restare nascosta per sempre, però… e diventerà una calamita per alcuni personaggi decisamente sgradevoli — parenti lontani e “amici” di Ivan — che cercheranno Jay e non esiteranno a uccidere per mettere le mani sul bottino. Jay, per salvare la pelle e proteggere Marilyn e Vinko, dovrà tirarsi fuori da situazioni al cardiopalma, agendo più da ex soldato che da innocuo musicista di strada.

Intrecciati in questo ricco mosaico — e ci sono diversi livelli che ho omesso — scopriamo molti fili sottili che danno vita ai personaggi della Layland. Sia Marilyn che Vinko sono ben riusciti quanto Jay; la loro evoluzione aggiunge profondità alla storia, distraendo solo occasionalmente dal ritmo narrativo e venendo sempre resa con tocco abile e compassionevole. Si parla di come e perché ci fidiamo degli altri, sia di coloro con cui instauriamo relazioni sia dei quasi-estranei; del potente legame di sangue e famiglia; del bisogno di appartenere, sia a un nucleo familiare che alla società; di immigrazione ed emigrazione; e della storia d’amore tra Marilyn e Jay, quasi goffa all’inizio, ma sorprendentemente fresca e onesta.

Non sono gli ingredienti soliti di un thriller. Eppure rendono ‘Someone Else’s Conflict’ una lettura totalmente coinvolgente, grazie alla capacità della Layland di rendere Marilyn, Jay e Vinko persone reali, e non personaggi di carta. Vivi, con i pregi e i difetti che costituiscono il tessuto della vita quotidiana, rendendoci facile percepire che la loro storia travagliata potrebbe essere anche la nostra.

Sconto Amazon