Il leopardo – Jo Nesbø

Serie: Harry Hole
Editore: Einaudi
Federica Cervini
Protocollato il 6 Settembre 2026 da Federica Cervini con
Federica Cervini ha scritto 78 articoli
Archiviato in: Recensioni libri
Etichettato con:
Il riassunto
Il leopardo – Jo Nesbø

“L’anestetico. Le ventiquattro ferite in bocca. Annegamento. Nessun’altra forma di violenza esterna, nessun segno di violenza sessuale”.

Queste le caratteristiche rinvenute sui corpi di due donne morte a Oslo in “Il leopardo”, ottavo thriller della serie di Harry Hole pubblicata da Einaudi, scritto da Jo Nesbø – traduzione di Eva Kampmann.

Harry Hole non ha sostanzialmente nessun indizio per cercare il colpevole – e, a dirla tutta, non gliene frega niente: si è “nascosto” a Hong Kong con l’intenzione di dimenticare il proprio passato e la terribile vicenda dell’“uomo di neve”.

Kaja Solness viene incaricata dal capo dell’Anticrimine di Oslo Gunnar Hagen di stanare Harry e riportarlo ad Oslo per indagare su questi omicidi efferatissimi, in cui le vittime vivono in agonia una fine atroce.

Venuto a sapere dalla bella collega Kaja che il proprio padre è in fin di vita, Harry accetta di rientrare ad Oslo per assisterlo e nel contempo di indagare su questi delitti in cui il killer osserva un crudele rituale, al termine del quale le vittime muiono soffocate dal proprio sangue.

Il killer stavolta è agile e subdolo, proprio come un leopardo: silenzioso, impercettibile, “dov’era? Era proprio alle sue spalle? Trattenne il respiro, rimase in ascolto. Non udì nulla, però ne percepiva la presenza. Come un leopardo”.

E l’indagine parimenti risulta estremamente complessa: stavolta Jo Nesbø ci regala più di 700 pagine, con un esordio crudissimo (memorabile il capitolo 1, per stomaci forti) e la descrizione dei decessi, e procedendo in una inchiesta che si muove lenta ma è profondamente avvincente; il lettore si sposta con Harry da Oslo all’Africa centrale, mentre l’autore semina anche molti riferimenti al precedente romanzo – ma non è indispensabile averlo letto per apprezzare questo successivo thriller, poiché vengono date nei capitoli tutte le informazioni necessarie per conoscere il passato di Harry.

Jo Nesbø anche stavolta mixa l’indagine e le morti atroci con pagine di grandissima emozione – in particolare quelle in cui Harry ricorda la madre morta, lui che ora è al capezzale del padre in fin di vita; oppure quando si traferisce nella casa dove lui stesso è cresciuto (“la sua cameretta, il poster dei Clash, si distese sul letto ed inspirò l’odore del materasso. Poi arrivarono le lacrime”); poi in tutti gli incontri con la sorellina Søs, ed infine nella struggente storia d’amore che vive con Kaja.

Uno degli elementi chiave di “Il leopardo” è il sadismo del killer (per chi ama il genere francamente spietato, questo thriller è un gioiello!), poiché Nesbø non lesina nella descrizione delle torture a cui sono sottoposte le vittime. Il killer utilizza un’arma davvero insolita e straordinaria: la mela di Leopoldo, che pare venisse utilizzata in Congo per estorcere ai malcapitati informazioni su dove si trovassero i giacimenti di diamanti. La morte lenta che provoca questa “mela”, e la descrizione del sadismo che caratterizza chi la sceglie come strumento di tortura, sono intense e soffocanti – ma al contempo memorabili.

Ugualmente affascina il protagonista, un uomo che ha voluto nascondersi perché è ferito – proprio come fanno gli animali nel momento della loro maggiore debolezza; ha sofferto lui in prima persona ed inoltre sono stati coinvolti i suoi affetti (Rakel, il grande amore della sua vita, ed il figlio di lei, Oleg) facendolo ricadere nello sballo (ad Hong Kong, al posto dell’alcool, Harry scopre “uno sballo alternativo, uno sballo controllabile” ma altrettanto dannoso).

Harry resta il commissario “capriccioso ed insolente” che i lettori amano, “addirittura pericolosissimo quando ubriaco, ma in gamba da sobrio”, sa essere contemporaneamente “un nemico feroce ma anche un buon amico”; in questa complessa inchiesta segue i pochi indizi a disposizione tallonando un killer che in verità sa stare sempre un passo avanti a lui, complicando (e non poco) la cattura.

Harry ci ha abituati a cadere ed a trascinarci con sé nel baratro – eppure è un uomo astuto che vive di intuizioni geniali e sa andare avanti contro tutti per seguire il proprio intuito; in questo caso compie un’indagine con una mini-squadra di supporto composta da Kaja e Bjørn Holm, in contrasto aperto con la Kripos – perché se da un lato è vero che “l’importante è che il killer venga catturato, non chi lo cattura”, però l’antipatia per Mikael Bellman (il responsabile del servizio contro la criminalità organizzata della polizia norvegese) si può mascherare solo a fatica.

Scene del crimine diverse, vittime differenti di entrambi i sessi, di età diverse, di ambienti diversi: l’unico elemento comune (ma individuato con difficoltà) è una notte trascorsa insieme in un rifugio di montagna.
La complessità dell’indagine ideata da Nesbø è la sua forza, così come la tensione che è sempre alta e non permette di rallentare la lettura, fino alla fine del romanzo.
Non c’è dubbio che questo autore sia un maestro del genere thriller; Thriller Café ha dedicato a Jo Nesbø una pagina in cui è possibile reperire informazioni sui suoi moltissimi romanzi.

Sconto Amazon
Il leopardo – Jo Nesbø