La prova – Michael Connelly
Con il romanzo “La prova” (Piemme) è nata una nuova stella nell’universo dei personaggi di Michael Connelly, il sergente Don Stilwell dell’Ufficio dello Sceriffo dell’isola di Catalina. Fin dalle prime pagine mi era andato a genio e alla fine della storia non vedevo già l’ora che tornasse con una nuova investigazione!
“L’isola era nota per essere una stazione di passaggio per teste di cazzo e casinisti di dipartimenti più importanti e quindi per i residenti non valeva la pena investire il loro tempo per conoscere i poliziotti.”
Il sergente Don Stilwell, un passato remoto nei sommozzatori della Polizia e uno prossimo nella Omicidi del L.A.P.D., è stato trasferito presso l’Ufficio dello Sceriffo di Avalon, la più grande città dell’isola di Catalina.
Un contrasto violento nella gestione di un caso di omicidio con il suo partner Ahearn, gli ha fatto guadagnare l’umiliazione di essere confinato lontano dalla terraferma.
“E gli Affari interni se ne sono lavati le mani.”
“Hanno usato le tue stesse parole: coincidenze e congetture. Questo è ciò che ha detto il nostro tanto decantato ufficio Affari interni. La cosa si è fermata lì. Ahearn si è ritrovato con un reclamo infondato a suo carico e io sono stato spedito sull’Isola dei Giocattoli Rotti. Fine della storia.”
La vita sull’isola però si rivela tutto sommato piacevole, soprattutto dopo aver intrecciato una relazione con Natasha “Tash” Dano della Capitaneria di porto, ma il lavoro è ben lontano dall’essere pregnante come quello che svolgeva nella Omicidi.
Mentre sta lavorando ad un caso di bracconaggio, arriva una segnalazione al suo ufficio da parte di un manutentore che stava pulendo lo scafo di una barca dai cirripodi.
Inabissato in porto sembra esserci qualcosa in una grande busta di plastica.
Chi meglio di Stilwell può immergersi per andare a sincerarsi se effettivamente si tratta di un corpo umano?
“In gergo venivano chiamati galleggianti o piombi, a seconda delle circostanze, parole usate per disumanizzare e tenere a distanza ciò che si trovavano di fronte laggiù. Ma Stilwell non poteva dimenticarli. La ragazza sul fondo del lago Piru, con gli occhi rivolti perso la luce verso un Dio che non l’aveva salvata. L’uomo in giacca e cravatta, gli occhiali da sole ancora alloro posto, con dei blocchi di cemento legati ai piedi, in fondo al Bouquet Reservoir. Il bambino sul sedile posteriore dell’auto spinta intenzionalmente già da uno scivolo per barche nel lago Castaic. Tutti rinvenuti nelle profondità di un mondo blu, calmo e tranquillo, eppure mortale.”
Constatato il decesso violento di quel corpo irriconoscibile, avvolto in una busta e ancorato sul fondo con una Hold Fast d’acciaio, Stilwell si trova costretto a chiamare i rinforzi da terra, interpellando il suo ex comandante Corum.
E mentre la Omicidi continua le indagini sull’omicidio di Leigh Anne Moss – questo il nome della donna riconosciuta dopo l’autopsia – Stilwell non si farà certo da parte come Corum gli ha intimato, e inizierà riservatamente la sua indagine.
La donna lavorava presso il Black Marlin Club, un club velico esclusivo dell’isola e, complice il fatto che il direttore del BMC aveva denunciato il furto dalla hall del club di una preziosa statuina raffigurante proprio il guizzante pesce, Stilwell si reca a curiosare.
“Il club prendeva il nome da quello che un tempo era considerato dai pescatori sportivi della zona come il pesce più pregiato, e i suoi membri sembravano assomigliare a quella nobile specie: eleganti, veloci e non molto comuni, in California. Erano anche pericolosi, i membri del club, per via dei loro contatti con soggetti molto ricchi e potenti. Stilwell era stato avvertito, al momento del suo trasferimento a Catalina, di tenersi alla larga dai soci del Black Marlin.”
Il suo fiuto investigativo e la conoscenza delle dinamiche sociali dell’isola porteranno Stilwell a muoversi su più fronti, evitando i colpi bassi dell’ex collega, rimanendo concentrato sull’unica cosa importante: assicurare alla giustizia l’omicida di LeighAnne, “Nightshade” come era conosciuta per via di una ciocca viola tra i capelli, il colore della Belladonna.
“Era davvero una bella donna. Stilwell fissò quello che vedevano tutti gli altri uomini, giovani e vecchi. Ma la sua mente pensava ad altro. Quella che aveva davanti era una donna con una luce negli occhi e un sorriso sincero. Con un futuro che non avrebbe dovuto esserle sottratto.”
Tra le magnifiche barche ancorate nel molo privato del club, ce n’è una in particolare che attira l’attenzione di Stilwell, perché dalle registrazioni del porto fornitegli da Tash la notte dell’omicidio della Moss si intravede una piccola imbarcazione che si avvicina furtiva alla grande barca.
Dall’intuizione che il corpo della donna potesse essere stato trasferito su quella barca che il giorno successivo avrebbe preso il largo per tornare con lo skipper a Marina del Rey ed essere consegnata al legittimo proprietario, si apre una corsa verso il tempo per incastrare l’assassino.
Ma i fronti sui quali Stilwell dovrà parare i colpi sono molteplici: il caso di bracconaggio, in primis, poi l’omicidio della Moss e infine l’aggressione al vice sceriffo Dunne da parte di un balordo di nome Spivak, braccio destro di Oscar “Baby Head” Terranova, il proprietario di una ditta di golf cart, copertura di più loschi affari in combutta col Sindaco di Avalon, Doug Allen.
Improvvisamente la tranquilla e soleggiata Catalina, si tingerà di rosso sangue più e più volte e Stilwell dovrà attingere a tutta le sue risorse per restare saldo nelle proprie convinzioni, a costo di non essere mai più riabilitato dai suoi superiori.
“Catalina non era in cima alla lista delle cose da fare per nessun abitante della terraferma.”
Michael Connelly torna ad ambientare un thriller sull’isola di Catalina, dopo ben 27 anni da “Debito di sangue”, quando ne aveva fatto la celeberrima dimora di un altro suo grande personaggio, Terry McCaleb.
Gli appassionati di Connelly ricorderanno certamente l’omonimo film di Clint Eastwood, nel quale Clint/Terry affrontava pericoli mortali a bordo della sua “The Following Sea”.
Anche in “La prova” Stilwell ha a che fare con ancore, barche a vela, bitte, spinnaker, ponti, pozzetti e vele, cose con le quali, anche chi non ha la benché minima familiarità, riesce ad appassionarsi perché inserite perfettamente nel contesto di rocambolesche investigazioni.
La sovrapposizione di casi che prevedono più filoni di indagine nello stesso thriller è un tratto distintivo della scrittura di Connelly, che scorre fluida e dinamica fino all’ultima riga dell’ultima pagina.
Non ho potuto raccontarvi altro della ricchissima trama per non svelarvi i tanti colpi di scena (e i tanti cadaveri) con cui è punteggiato il romanzo, romanzo per il quale prevedo già un roseo futuro.
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La prova – Michael Connelly
Con il romanzo “La prova” (Piemme) è nata una nuova stella nell’universo dei personaggi di Michael Connelly, il sergente Don Stilwell dell’Ufficio dello Sceriffo dell’isola di Catalina. Fin dalle prime pagine mi era andato a genio e alla fine della storia non vedevo già l’ora che tornasse con una nuova investigazione! “L’isola era nota per […]
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