Dalla Stessa parte – Michele Navarra

Editore: Fazi
Marina Belli
Protocollato il 20 Aprile 2026 da Marina Belli con
Marina Belli ha scritto 169 articoli
Archiviato in: Recensioni libri
Il riassunto
Dalla Stessa parte – Michele Navarra

Una sola cosa può riportare l’Avvocato Gordiani alla professione forense, ed è la richiesta della figlia e socia di studio Ilaria: abbandonato il suo ritiro nell’Argentario, dove si è rifugiato dopo un caso che l’ha profondamente segnato, Alessandro Gordiani si ritrova a difendere il nuovo compagno della ex moglie in un caso apparentemente semplice di morte in cantiere. Ma le cose non sono mai così semplici, e dietro una caduta fatale si nasconde molto altro che non sarà facile dimostrare in tribunale.

E’ sempre un piacere scoprire un autore che, colpevolmente, non si conosceva. E ancora più piacevole è leggere un legal thriller italiano che sa di vero.
Michele Navarra, avvocato penalista con anni di esperienza forense, costruisce con “Dalla stessa parte” un romanzo che convince innanzitutto per autenticità. Qui non ci sono scorciatoie narrative o forzature hollywoodiane: c’è il mestiere, la fatica, l’arte sottile della difesa penale raccontata dall’interno, e ci sono personaggi ben costruiti, credibili nella loro quotidianità come nella loro identità.

Il protagonista, Alessandro Gordiani, è un avvocato penalista disilluso, segnato da un passato professionale glorioso ma logorato dalla routine e dal cinismo. Navarra lo tratteggia con rara profondità psicologica: Gordiani non è l’eroe immacolato, è un professionista stanco che ha imparato a convivere con le zone grigie del sistema giudiziario, segnato da un caso che lo ha allontanato dalla professione forense. Torna al lavoro più che altro per una sorta di ricatto morale da parte della figlia Ilaria, ritrovando forse anche la voglia di tornare alla professione forense (ma questa è la prossima storia), e si butta di nuovo nel meccanismo nel quale crede ma senza eccessive illusioni e nessuna retorica.

“Mi sono sempre raccontato di essere un uomo di legge, un uomo che combatte per la giustizia. Ma se c’è una cosa che ho imparato negli ultimi anni è che la giustizia è solo una bella favola che raccontiamo a noi stessi per non impazzire. La realtà è un’altra. La realtà è che a volte perdi, e quando perdi male non c’è più modo di tornare indietro”.

Gordiani è credibile proprio perché è contraddittorio: è cinico ma non corrotto, disilluso ma capace di slanci idealistici, tecnicamente ineccepibile ma emotivamente coinvolto. Navarra evita la trappola del personaggio a una dimensione, costruendo invece un protagonista che respira, dubita, sbaglia e si rialza. Il suo rapporto con il cliente, con i colleghi, con i magistrati è descritto con un realismo che solo chi frequenta quotidianamente le aule giudiziarie può raggiungere. E non da ultimo il suo amore per la musica pop che cita volentieri, il sax, la buona cucina danno ulteriore spessore e sfaccettature a un protagonista la cui voce si impara facilmente ad amare.

Piace però che anche chi è dall’altra parte della barricata riceva la stessa attenzione. Chi commette il crimine non è un mostro a tre teste, è casomai un mediocre che compie atti criminosi per i – soliti – motivi volgari: soldi, bella vita, belle macchine e da qualunque parte la si guardi, è una rappresentazione dell’Italia molto plausibile, che facilmente si può ritrovare nella cronaca nera di un giornale di provincia, di una banalità sconfortante.

Altro punto di forza del romanzo risiede anche nell’accuratezza procedurale. Le indagini difensive, la ricerca di testimoni, l’analisi minuziosa degli atti processuali, i cavilli giuridici non sono mai didascalici né rallentano il ritmo, anzi: diventano invece strumenti narrativi potenti, generatori di suspense autentica. Navarra dimostra che la tensione non nasce necessariamente da inseguimenti o sparatorie, ma può nascere dal ritrovamento di un verbale contraddittorio o da un testimone la cui deposizione può, e la sua evidente competenza sia tecnica che di atmosfera agganciano il lettore che si ritrova a seguire i ragionamenti dell’avvocato, a comprendere le strategie difensive, a capire quanto sia complessa e sfaccettata la ricerca della verità processuale, che non sempre coincide con la verità fattuale o la giustizia come ci illudiamo dovrebbe essere.

Dalla stessa parte” è un noir giudiziario che sa di aule polverose, fascicoli che si accumulano, interrogatori notturni, fato della solitudine del difensore che crede nel proprio assistito contro l’evidenza apparente, o l’opinione che ha di lui. Ma è anche un romanzo piacevolmente ironico, sentimentale e con una giusta dose di malinconia.

Un romanzo consigliatissimo a chi cerca nel thriller italiano sostanza oltre la suspense, autenticità oltre l’intrattenimento, e per chi tutto sommato voglia credere al desiderio di giustizia.