Cacciatori di donne – Mickey Spillane

Serie: Mike Hammer
Editore: Fanucci
Giuseppe Pastore
Protocollato il 23 Luglio 2026 da Giuseppe Pastore con
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Il riassunto
Cacciatori di donne – Mickey Spillane

Al Thriller Café oggi recensiamo un pezzo di storia del genere hard-boiled. “Cacciatori di donne” (“The Girl Hunters“) è il settimo capitolo della saga di Mike Hammer, uno dei detective più duri e spietati che abbiano mai camminato sulle pagine di un libro, partorito dalla mente di Mickey Spillane.

Per capire questo romanzo bisogna fare un salto indietro nel tempo, fino al 1962. Chi frequentava le librerie dell’epoca si era lasciato alle spalle il finale pazzesco di “Kiss Me, Deadly“, 1952 (“Bacio mortale“, nell’ultima edizione timeCrime). Poi, il silenzio. Spillane ha fatto aspettare i suoi lettori per ben dieci anni prima di pubblicare questo attesissimo ritorno.

E dopo tutto questo tempo ritroviamo Mike Hammer ridotto a un barbone alcolizzato che si trascina da sette anni tra sbronze e rimorsi, convinto di aver mandato a morire la splendida Velda, la sua segretaria e socia. Persino il suo vecchio amico, il capitano della polizia Pat Chambers, ormai non riesce più a guardarlo in faccia senza provare disgusto.

La scossa per Mike arriva quando Pat lo trascina al capezzale di un uomo in fin di vita. La vittima è stata colpita da un proiettile sparato dalla stessa arma che ha ucciso un senatore di New York, e pretende di parlare solo con Hammer.

Prima di esalare l’ultimo respiro, l’uomo rivela un segreto che gli squarcia la nebbia dell’alcol dal cervello: Velda è viva. Ma è in gravissimo pericolo, braccata da uno spietato killer internazionale noto come “il Drago”.

E da qui parte la formula classica di Spillane con Hammer che si lancia in una caccia all’uomo selvaggia nei bassifondi di New York, tra intrighi politici del dopoguerra, pupe da capogiro e un complotto per il potere globale.

Cacciatori di donne” è un romanzo figlio del suo tempo. Erano gli anni in cui vari autori provavano a dare ai loro protagonisti volti più umani. Ian Fleming faceva sposare James Bond, e Spillane mostrava la vulnerabilità di Hammer attraverso il decadimento fisico e l’autodistruzione. Mike non è più l’uomo più grosso nella stanza, è debole, acciaccato e fuori forma. Tuttavia questo tentativo di transizione dura poco: nel giro di venti pagine la sua natura violenta di predatore metropolitano riprende il sopravvento.

Se siete amanti della scuola Hard Boiled lo sapete già che Mike Hammer è il rozzo del gruppo. Non ha la classe malinconica del Philip Marlowe di Raymond Chandler, non ha l’intelligenza affilata del Sam Spade di Dashiell Hammett e non si muove nella complessità morale del Lew Archer di Ross Macdonald. Per Hammer vale nomen omen: “Martello” si chiama, e martello è. Una pura e semplice mazza da demolizione.

Il romanzo è un’evasione pulp fatta di pestaggi selvaggi, sparatorie e giustizia fai-da-te al di fuori della legge.

Il ritorno trionfale di un eroe ammaccato ma indomabile. Un libro sicuramente consigliato.