Bacio mortale – Mickey Spillane
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“Bacio mortale” (“Kiss Me, Deadly” – 1952) è il sesto romanzo della serie di Mike Hammer, e se amate il noir duro, senza sconti né fronzoli, allora siete nel territorio giusto. Mickey Spillane, con la sua prosa affilata come una lametta e il suo detective brutale, ci regala qui uno dei capitoli più violenti e cupi dell’intera saga. Lo recensiamo nella edizione TimeCrime con traduzione di Emanuela Foglia.
Tutto comincia su una strada deserta, dove Hammer quasi investe una donna in trench coat — e solo quello, a quanto pare. L’aiuta, mente alla polizia pur di proteggerla… e finisce per ritrovarsi in ospedale, quasi morto. Lei, invece, non ce la fa: la gente che voleva ucciderla ha successo nella missione. Da lì, Hammer non ha più niente da perdere, e parte per una vendetta personale contro i mandanti del delitto: una rete criminale che si estende dai bassifondi di Manhattan ai salotti bene dell’alta società. Senza pistola (i federali gliel’hanno tolta), senza protezione, ma con una determinazione feroce, Mike si lancia in una crociata a colpi di pugni, trappole, e un odio viscerale per la mafia che tesse la sua ragnatela ovunque.
“Bacio mortale“, più ancora dei precedenti romanzi, vede un Hammer duro e quasi sovrumano, con un tasso di sopravvivenza che sfida ogni logica. Certo, il realismo non è il punto forte della serie, e nemmeno lo vuole essere: Spillane scrive noir per stomaci forti, dove i buoni sono (forse) meno sporchi dei cattivi, e la giustizia si fa con le nocche.
Il romanzo non è perfetto: la trama tende a complicarsi con troppi fili narrativi — mafia, traffico di droga, corruzione, delitti in serie — che si accavallano come se Spillane avesse voluto mettere tutto in un solo libro. I personaggi secondari a volte si confondono, alcuni sembrano entrare ed uscire di scena solo per essere uccisi. Ma l’energia non manca mai, e chi cerca un’esperienza pulp al cento per cento, con donne pericolose, uomini più pericolosi ancora, e un protagonista che si muove come una lama nella notte, non potrà che restarne coinvolto.
Mike Hammer non è raffinato, non è simpatico, e non si fa problemi a uccidere. Ma è per questo che lo si legge. Kiss Me, Deadly è un noir che sporca le mani e lo fa con orgoglio.
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