“Anatomia di un omicidio”, Bompiani Editore, traduzione di Gabriella Pandolfo, è l’esordio letterario di Jo Murray (ex avvocato di origine anglosassone) ed è un avvincente legal thriller.
La protagonista e voce narrante è Leila Reynolds, avvocato di Durham (nord est dell’Inghilterra) a cui viene affidata la difesa di Jack Millman, accusato di aver ucciso il noto giudice Anton Smythe; l’accusa è affidata al più capace degli avvocati, Julian Kesler – marito di Leila nonché suo ex-mentore, colui che l’ha cresciuta professionalmente.
Jack chiede di essere difeso da Leila – che ha già incontrato in un precedente processo, ove pure era imputato – solo e soltanto da lei, e fin da subito chiarisce che non parlerà: non dirà nulla di quanto è accaduto la sera in cui Anton è morto, nemmeno al suo avvocato difensore – che si trova quindi con una enorme gatta da pelare avendo un accusato che non parla da un lato, ed il marito (un vero e proprio principe del foro) contro cui combattere in tribunale dall’altro.
“Credo che questo caso possa essere riassunto nel modo seguente: le persone buone fanno cose cattive. E al contrario, le persone cattive possono fare anche cose buone”.
Il thriller affronta tutta la fase pre-processuale: la scarna raccolta delle prove e le ipotesi che Leila costruisce adiuvata da Davina, parallelamente agli iniziali scontri in casa tra i coniugi – mentre la tensione cresce all’avvicinarsi del processo e Leila e Julian non possono ovviamente parlare dell’indagine in corso, aspirando entrambi alla vittoria davanti alla giuria.
Ne deriva un thriller che è un mix piacevolissimo e mai stucchevole fra un manuale di diritto anglosassone (con tanto di glossario) ed un’avvincente narrazione – nella seconda parte del romanzo l’autrice descrive il processo giorno per giorno, le testimonianze dell’ispettore capo giunto sul luogo del delitto, dell’anatomopatologo e di coloro che sono via via chiamati alla sbarra – fino alla memorabile deposizione di Jack Millman (solo a quel punto Jack racconterà in aula cosa sia accaduto quando è morto Anton Smythe e perché non ne abbia fatto parola con nessuno) ed alle arringhe d’accusa e difensa – entrambe appassionate ed incalzanti.
Chi riuscirà a persuadere i giurati ottenendo il verdetto finale?
In gioco non ci sono solo vittima ed assassino, ma anche il passato di Leila stessa che affiora in capitoli alterni intitolati “testimone X” – a differenza di tutti gli altri che hanno semplicemente il titolo “Leila” e nel sottotitolo la scansione temporale dei giorni che passano. Difficile convincere i giurati dell’innocenza di Jack se l’imputato nemmeno accetta di parlare con il suo avvocato difensore: con quali armi combattere?
La tensione drammatica inoltre è accresciuta da alcuni inquietanti messaggi anonimi che Leila riceve e che alludono a qualcosa di misterioso del suo passato.
Il lettore, come se fosse presente, assiste alle giornate di processo – la descrizione delle quali cattura appieno ed è estremamente appassionante; sperimenta inoltre accanto alla protagonista la tensione, il duro lavoro di ricerca e analisi degli indizi, la determinazione che la contraddistingue (Leila non intende affatto perdere contro suo marito, benché lui abbia un’esperienza estremamente maggiore), il sacrificio (del proprio matrimonio, che inevitabilmente entra in crisi) ed anche i tanti dubbi sul lavoro svolto (“Ho lavorato abbastanza duramente? Ho fatto davvero il meglio che potevo? Potevo fare qualcos’altro?”).
“La vita è complessa, è piena di strati, sfumature. Proprio come questo processo. Non siete qui per dare il giudizio più facile. Voi siete chiamati a dare quello giusto”.
Romanzo imperdibile per gli amanti del genere legal thriller, “Anatomia di un omicidio” seziona non solo l’accaduto ma anche i sentimenti ed i timori, ed analizza la psicologia di ciascuno dei personaggi; il lettore apprezzerà anche lo studio dei giurati, la mente dei quali si vorrebbe poter capire nel profondo.
“Che tipo di persona sei? Sei empatico? Facile da persuadere? Sei un leader o segui gli altri? Sei gentile? Rigido? Come reagiresti se un membro della tua famiglia fosse nei guai? Come tratti il tuo coniuge?”.
Il processo risulta essere pienamente realistico: la seconda stagione della serie “Presunto innocente” di Apple TV sarà basata proprio su questo thriller di Jo Murray. In “Anatomia di un omicidio” c’è un ritmo vibrante e magnetico, tanta angoscia e colpi di scena inaspettati – in particolare la conclusione del processo garantisce un finale assolutamente improvviso.
Altro punto di forza del thriller è la descrizione di ciò che in Gran Bretagna ruota intorno ad un processo, rivelando un mondo fortemente maschilista di snob e privilegiati.
“Combattere senza paura, dedicarsi anima e corpo, dare il meglio di sé. La responsabilità di difendere una persona accusata di omicidio si deve sempre sentire sulle spalle”.
Jo Murray ha lasciato il suo incarico di avvocato penalista; “Anatomia di un omicidio” è il suo primo thriller.
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