Il mestiere del buio – Paolo Roversi

Editore: Piemme
Federica Cervini
Protocollato il 14 Ottobre 2026 da Federica Cervini con
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Il riassunto
Il mestiere del buio – Paolo Roversi

Con “Il mestiere del buio”, Piemme Editore – primo noir della neonata serie “Le indagini di via Gluck” – Paolo Roversi ci regala un nuovo personaggio a cui sarà difficile non affezionarsi: l’ex-ispettore Lorenzo Visconti, detto Il Drago.

Espulso dalla Questura milanese, Lorenzo ha continuato a fare l’investigatore – supportato da una vera e propria Armata Brancaleone di amici che, ciascuno a suo modo, lo stanno aiutando a cercare la poliziotta Lara Serrano (“era la sua donna, la sua collega, la sua metà”) – svanita nel nulla da due anni: “di lei non si è più saputo niente”.

Nato e cresciuto in Via Gluck con le canzoni di Gaber, Lorenzo è un ex-sbirro dal cuore spezzato che ama gli animali, “niente licenza da investigatore”, una gran voglia di fare a pugni piuttosto che risolvere i problemi con le parole.

Lorenzo con Sara (la sorella di Lara) ed il suo compagno Jamel (QI 139 parecchio superiore alla media, “uno stronzetto saputello e supponente” mago del web), con lo scrittore Alan Ronketts (viveur amante dei sigari), e l’excaramba Rodrigo Barillà – tutti insieme non esitano ad aiutare la veterinaria Sonia quando il suo giovane assistente Yichen viene arrestato con l’accusa di far parte di un’organizzazione criminale che traffica droga, introducendola nel nostro Paese cammuffata nel corpo di animali esotici.

Lorenzo è un convinto animalista (oltre che vegetariano) e non crede che proprio un veterinario possa aver compiuto quello strazio di nascondere droga nel ventre dei serpenti o fra le piume dei cacatua – causando loro atroci sofferenze e spesso la morte, nel momento del recupero della merce.

Il traffico internazionale di droga con animali utilizzati come corrieri e la retata in cui finisce il veterinario cinese innocente si mescolano alla mai conclusa indagine personale di Lorenzo per trovare Lara – ed il rinvenimento di una misteriosa chiave conduce la brigata capitanata da Lorenzo ad un box di self-storage, un archivio segreto che Lara aveva costruito raccogliendo dossier su omicidi irrisolti.

I cold case su cui stava lavorando Lara prima di scomparire, l’essere divenuta ora un cold case lei stessa, la causa animalista, i traffici illegali di sostanze stupefacenti: c’è tutto questo nelle pagine del thriller e nella vita di Lorenzo Visconti – un uomo che non conosce “dialogo né pacatezza”, a cui non piace parlare con la gente né averci a che fare in generale (“la solitudine è un’abitudine che si prende in fretta”), che ha pestato i piedi a così tante persone a Milano “che stilarne una lista sarebbe come cercare di contare le buche sull’asfalto di Via Palmanova”.

Al lettore sarà impossibile non empatizzare con la sofferenza di quest’uomo, mentre anche i suoi amici gli si raccolgono intorno stabilendo turni di presenza – un po’ per proteggerlo quasi fossero suoi bodyguards, un po’ per controllarne gli eccessi.

Intenerisce inoltre conoscere l’accordo definito “la legge del Drago” che lega Lorenzo alla veterinaria Sonia: lei si prende cura dei suoi tagli, di costole incrinate e punti di sutura saltati dopo le frequenti scazzottate, evitandogli “gite” al Pronto Soccorso – lui in cambio si occupa (a suo modo, quindi non con cordiali chiacchierate) di coloro che fanno del male agli animali.
“Cani presi a bastonate, gatti bruciati con gli accendini, bestie torturate per noia o per crudeltà” trovano nel Drago un paladino che vendica le loro sofferenze “applicando la legge del contrappasso”.
“Quando qualcuno tortura una creatura indifesa, vado a trovarlo: una visita privata che si ricorderà”.

Ad un protagonista così vero e brutale, un eroe prostrato che non può accettare la violenza sugli animali, si aggiunge una protagonista memorabile – bellissima e pericolosa: è Milano che al mattino sa di umidità e smog, che ha spento le luci rosse di un cinema porno per dar spazio al bianco immacolato di una chiesa, che si rifà il trucco per l’imminente Expo 2015 con caterpillar, ruspe e transenne.
La città che fà sempre da sfondo ai thriller di Paolo Roversi è ancora una volta il contenitore implacabile e tormentato – eppure così seducente – dell’indagine di un uomo ostinato ed imperfetto che vuole giustizia per la donna che ha perso.

“Ci sono ferite che nemmeno l’alcool riesce a disinfettare.
Guerre che finiscono e continuano dentro di te.
Il mestiere del buio è imparare a conviverci”.

Paolo Roversi, classe 1975, è ospite con la maggior parte dei suoi precedenti romanzi del nostro Thriller Café – e ci sarà ora certamente spazio al bancone anche per questa neonata serie delle “indagini di Via Gluck”.