Resurrection Bay – Emma Viskic

Resurrection Bay – Emma Viskic

Nicola Mira
Protocollato il 31 Agosto 2017 da Nicola Mira
Nicola Mira ha scritto 99 articoli
Archiviato in: Libri in lingua originale

Audace, originale e con una trama diabolica: Resurrection Bay, il romanzo d’esordio della scrittrice australiana Emma Viskic, ha molto da offrire. Abbastanza da diventare un successo immediato in Australia, dove ha vinto il Ned Kelly Award 2016 per il miglior esordio e ha conquistato ben tre Davitt Awards (un record senza precedenti): Miglior Romanzo per Adulti, Miglior Esordio e Premio dei Lettori.

È un romanzo che non fa sconti, poiché la Viskic non esita ad affrontare questioni che, almeno in teoria, esulano dal consueto ambito della narrativa di genere. Ad esempio, come affrontiamo e ci rapportiamo alla disabilità fisica, per non parlare di razzismo, sessismo e dipendenza da alcol o droghe. L’autrice traccia un ritratto spietato ma compassionevole della vulnerabilità umana, creando personaggi che sono tutti in qualche modo imperfetti, nella mente se non nel corpo. E, soprattutto, non ha paura di rivelare sia gli abissi in cui possono essere trascinati dalle loro debolezze, sia le vette che possono raggiungere.

Caleb Zelic ha subito una grave perdita dell’udito dopo aver contratto la meningite all’età di cinque anni, poco dopo essersi trasferito con la famiglia a Melbourne. È un combattente, ma anche un uomo dolorosamente consapevole della sua condizione. Trentenne, vive una vita piena: gestisce un’agenzia investigativa con un socio ed è stato sposato per sette anni con la bella Kat. Tuttavia, sente ancora il bisogno occasionale di nascondersi dietro le barriere protettive che ha eretto attorno alla sua disabilità fin dalla giovinezza.

Nel primo, angosciante capitolo, Caleb è il primo ad arrivare a casa di Gary, il suo migliore amico, che gli ha inviato un messaggio disperato di aiuto. Caleb arriva troppo tardi: Gary, felicemente sposato, padre di tre figli e agente di polizia, è stato brutalmente torturato e ucciso.

È l’inizio di un incubo. Gary lo stava aiutando, nel tempo libero, in un’indagine su una serie di furti in alcuni magazzini, e Caleb deve accettare che possa esserci un legame tra quel caso e l’omicidio dell’amico. Se c’è, potrebbe essere accidentale, ma Caleb e il suo socio Frankie Reynolds — un’ex poliziotta tosta, di mezza età e con un passato di alcolismo — devono partire da questo presupposto per proseguire le indagini.

Nel giro di 24 ore, Caleb diventa bersaglio di un tentato omicidio, Frankie scompare misteriosamente e anche Kat, l’ex moglie a cui Caleb si era rivolto dopo l’attacco, sembra finire nel mirino degli assassini. Caleb non ha dubbi: l’orribile morte di Gary e i furti nei magazzini sono collegati. Anche la polizia di Melbourne è della stessa opinione, al punto da sospettare che lo stesso Caleb sia coinvolto nei crimini.

Durante un drammatico interrogatorio, gli agenti insinuano che Gary potesse essere corrotto; il suo forte legame con Caleb, unito al fatto che il fratello di quest’ultimo, Anton — con cui Caleb ha rotto i rapporti e che ha un passato di spaccio — fosse stato contattato da Gary poco prima di morire, rende la posizione del protagonista a dir poco delicata.

‘Resurrection Bay’ è un poliziesco duro e teso, come ogni appassionato di thriller potrebbe desiderare, ma è l’originalità della caratterizzazione a renderlo davvero straordinario. Ognuno dei personaggi principali è un mix credibile di forza e debolezza: l’atteggiamento positivo e ottimista di Caleb è talvolta oscurato da un involontario istinto a chiudersi in se stesso; la grinta di Frankie maschera a malapena le cicatrici di una vita tormentata; Kat è una miscela di estroversione e fragilità interiore — una giovane donna aborigena che, con due aborti spontanei e un matrimonio fallito alle spalle, lotta per affermarsi come artista contro pregiudizi razziali profondamente radicati.

Ci vuole coraggio autoriale per popolare un giallo con un mix così interessante di personaggi fragili e toccantemente umani; eppure la Viskic riesce brillantemente a trovare il giusto equilibrio, senza permettere che l’originalità dei protagonisti distolga l’attenzione da una trama avvincente.

Una trama sottilmente stratificata e piena di colpi di scena ben calibrati: Caleb e Frankie si lanciano in una caccia disperata agli assassini di Gary, cercando di restare un passo avanti alla polizia, tra le cui fila qualcuno sembra fare il doppio gioco. La loro è una corsa frenetica per la sopravvivenza all’interno di una crudele casa degli specchi, in cui diventa sempre più difficile capire chi stia dalla parte di chi. La Viskic non fa sconti nemmeno sul piano dell’azione, riservando molta violenza al percorso di Caleb e Frankie per proteggere se stessi e i loro cari. Tuttavia, l’elemento umano — e umanitario — è sempre presente, tratteggiato con finezza da uno stile sobrio e dal ritmo impeccabile.

Un plauso a Emma Viskic per questo sorprendente esordio poliziesco: attendiamo con ansia i prossimi lavori!

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