L’isola dei cacciatori di uccelli – Peter May
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Al Thriller Café vi parliamo oggi del primo volume della Trilogia dell’isola di Lewis di Peter May: “L’isola dei cacciatori d’uccelli” (“The Blackhouse“, 2011 – Einaudi, 2012, traduzione di Anna Mioni)
L’ispettore Fin Macleod accoglie quasi con sollievo l’indagine sull’omicidio di Angus Macritchie, che lo porta a tornare nei posti dove è nato, a Crobost, sull’Isola di Lewis, nelle Ebridi. Suo figlio di appena otto anni è morto recentemente e la perdita lo ha quasi distrutto, così come ha sgretolato il matrimonio, che si reggeva quasi unicamente per via del figli e non certo sulla base di qualche sentimento profondo per la moglie.
Tornare nei luoghi natii può essere insieme occasione per scuotersi e una possibilità di dimostrare che è ancora un valido segugio. Sull’isola, poco più che un gigantesco scoglio di gneiss e torba, dove pochi uomini convivono con le sule e parlano ancora in gaelico, MacLeod troverà pronto ad aspettarlo tutto il suo passato.
Fra vecchi amori ripudiati e antichi riti, l’ispettore scoprirà che l’indagine sul deceduto è anche investigazione sul proprio passato e sulla natura umana.
Con più di una ventina di romanzi in bibliografia, e svariati lavori per cinema e tv, Peter May è un autore molto particolare, che ha saputo diversificare la sua produzione fra romanzi a sé stanti e serie. Oltre alla Trilogia dell’isola di Lewis, infatti, l’autore scozzese ha al suo attivo anche sei romanzi negli Enzo Files e altri sei raggruppati nei China Thriller, ai quali si aggiungono nove titoli stand alone. E la sua fama varia a seconda dei Paesi che lo pubblicano: in alcuni è maggiormente apprezzato per alcuni cicli o titoli, ma ci sentiamo di poter dire che, tenendo anche conto dei premi incassati, è proprio con questi tre romanzi ambientati nelle Isole Ebridi che Peter May ha incassato il maggiore consenso di pubblico e critica.
Le Isole Ebridi e in particolare le Ebridi Esterne sono protagoniste ricorrenti nelle opere di questo scrittore, e sono infatti tornate anche in un volume uscito dopo la Trilogia dell’isola di Lewis, Il sentiero. E accanto a questa natura aspra, fin troppo dura, a essere al centro dell’attenzione di Peter May e del suo protagonista è in definitiva, come in molti grandi noir, l’animo umano e i suoi recessi più oscuri.
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