L’estate delle spie – Tess Gerritsen
Che Tess Gerritsen sia una delle regine del giallo è una realtà confermata dal successo mondiale della coppia Jane Rizzoli e Maura Isles. Abbandonare la serie che l’ha resa famosa per iniziarne una nuova è stato senza dubbio un atto di coraggio, ma come spesso accade nella vita, anche nel mondo della scrittura a un certo punto le strade degli autori e quelle dei loro personaggi possono separarsi. Credo che un ruolo importante a favore di tale decisione lo abbia giocato il desiderio dell’autrice di ambientare le sue storie nei luoghi dove ha scelto di vivere. Così, Tess Gerritsen ha messo da parte la detective che non lascia scampo agli assassini e la dottoressa legale che delusa dagli umani dedica gran parte del suo tempo e della sua vita a sezionare cadaveri e ha scelto come protagonista della nuova serie Maggie Bird.
Maggie è una signora attempata e dai capelli grigi che ha deciso di trasferirsi nella terra diventata famosa grazie a Stephen King per trascorrere l’età della pensione coltivando l’orto, allevando galline e bevendo Martini insieme ai suoi ex colleghi e amici. Un’abitudine così radicata che ormai il gruppetto si è dato il nome di “Club Martini”.
Ora mi chiederete che cosa ha a che fare una compagnia di arzilli pensionati con i romanzi di Tess Gerritsen. Ebbene: Maggie e i suoi amici non sono anziani curiosi, ma hanno un passato di spie professioniste al servizio della maggiore agenzia di intelligence mondiale, e il passato, nonostante gli sforzi fatti per cancellarlo, non si dimentica. Come se ciò non bastasse, malgrado le serafiche apparenze Purity nel Maine non è un posto tranquillo e il capo in pectore della polizia locale, Jo Thibodeau, è giovane, non molto esperta e con pochi uomini nella sua squadra.
Logico che ogni volta che una persona scompare o un cadavere viene abbandonato su un prato o delle ossa vengono ripescate nel lago intorno al quale sorge Purity, Maggie e i suoi compagni non riescano a stare con le mani in mano. Forse è per questo che Ingrid, una degli affiliati al Club Martini, è perpetuamente collegata alla radio della polizia.
Così, quando una quindicenne svanisce all’improvviso da casa, Maggie e i suoi amici sono pronti a intervenire nonostante le rimostranze del capo Jo Thibodeau che alla fine, per sbrogliare la situazione, è costretta ad accettare il loro aiuto senza il quale non riuscirebbe a risolvere il caso che sta seguendo e nemmeno i vari enigmi incontrati nel corso dell’indagine.
“L’estate delle spie” è un noir che si legge tutto d’un fiato, e non solo perché Tess Gerritsen è maestra nel dosare suspence, indizi ed emozioni. Il romanzo non riguarda soltanto le ricerche di una quindicenne misteriosamente scomparsa, ma è anche la storia di parentele complicate e conflittuali dove odi e dissapori, seppur nascosti con cura, ribollono sotto la superficie della famiglia perfetta; è un’indagine che si spinge indietro nel tempo, fino a svelare le ragioni di una strage commessa cinquanta anni prima, a causa della quale una famiglia è stata messa al bando dalla comunità di Purity. E ancora, “L’estate delle spie” è la storia di una donna le cui ossa scarnificate vengono ritrovate sul fondo del lago. A chi appartengono quelle ossa? La donna è stata uccisa? Quando? Da chi? Perché? E come ha fatto il suo scheletro a finire sul fondale?
Tutti misteri che complicano non poco la ricerca della ragazzina scomparsa e ai quali il capo Thibodeau non è in grado di rispondere da sola. Per sua fortuna, quelli del Club Martini sono sempre pronti a darle una mano.
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