L’assassino sta scrivendo – Elena Campani
Elena Campani pubblica con Bompiani la prima indagine di Tuva Colmar, “L’assassino sta scrivendo“, sebbene la protagonista sia nata tra le pagine di “L’ombra fissa del cane” pubblicato nel 2024 da Astarte Edizioni.
I rimandi canini della prima pubblicazione, tornano in “L’assassino sta scrivendo” in più elementi. Il primo lo incontriamo nella cover, dove la silhouette di un cane si profila nelle lenti di un paio di occhiali, il secondo nei testi più o meno noti che impreziosiscono ogni inizio capitolo e dove si parla sempre di cani e il terzo, è un misto tra ricordi e riflessioni legati all’animale di Tuva, Goya. Il comportamento dell’amico più fedele dell’uomo sarà anche d’aiuto per la soluzione del caso e come ponte tra i rapporti di alcuni personaggi.
Il romanzo si colloca nel genere giallo anche detto “cozy crime” e si apre con la presentazione della particolare protagonista: l’ex professoressa di lettere Tuva Colmar, ora responsabile della biblioteca del liceo dove prima insegnava. Tuva ha grossi problemi a parlare, nati in seguito a un trauma, per questo le è stata cambiata mansione, restando un membro importante del gruppo docenti e dimostrandosi capace nel nuovo ruolo.. La morte violenta di una studentessa, ex allieva di Tuva e assidua frequentatrice delle sale della biblioteca, dà il via a un giallo accattivante, che mescola leggerezza a temi profondi, nozioni interessanti soprattutto per chi ama i libri e l’arte, con un pizzico di romanticismo.
Elena Campani ha una penna intensa, capace di descrizioni precise di luoghi e cose, come di scavare nell’intimità dei suoi personaggi. La sua protagonista è quanto mai imperfetta, ma così ben raccontata, particolare, che è facile mettersi al suo fianco per seguirla nelle vicissitudini dell’opera. Tuva fatica a esprimere le parole, che si rompono e si attorcigliano intorno a una lingua che diviene ostacolo e non strumento di comunicazione. Per farsi capire e diminuire la frustrazione soprattutto di chi la ascolta, Tuva scrive su un tablet, che ha sempre con sé. L’autrice mostra bene la condizione di difficoltà e come viene percepita da chi la soffre e da chi se la ritrova dinnanzi, con riflessioni non banali, non pietistiche ma genuine.
La maggior parte dei personaggi appartiene al corpo docente del liceo. L’ambiente dà modo di esplorare i rapporti all’interno della scuola, che sono molto più superficiali rispetto a quello che si può immaginare, se si pensa che avvengono tra persone che stanno spesso insieme e molte volte devono collaborare per lo sviluppo di programmi, progetti e risolvere criticità legate agli studenti. Presenti nel libro sono delle chat, le famigerate, amate, odiate, chat di gruppo. Affascinante è scoprire come le personalità dei diversi docenti escono attraverso i loro modi di scrivere e gli approcci entusiastici o innervositi alle proposte, più che con le azioni. Un modo personale di approfondire gli attori del libro, che desta la curiosità e tiene viva l’attenzione, perché sono proprio queste chat a motivare il titolo.
La morte della studentessa, che dà il via al giallo, è solo il primo passo di un’indagine che si farà più complessa e articolata, donando sorprese e nozioni in eguale misura. Capitolo dopo capitolo, con un ritmo in crescendo, si va leggere di arte, di storia, di libri e di persone, per un viaggio che va oltre la lettura d’evasione.
Sempre più piacevole da seguire, il romanzo offre tantissimi spunti di riflessione sui rapporti, famigliari, di amicizia, lavorativi. Troviamo la perdita, il lutto, quelle situazioni che sembrano scivolare sempre più verso un baratro che fa sentire impotenti e disperati. Temi forti, negativi, che possiedono anche il loro contraltare positivo e, difatti, “L’assassino sta scrivendo” si rivela, nel suo finale, scritto resiliente, propositivo, ricco di una luce che arriva dopo tanto dolore e difficoltà.
Tuva Colmar si dimostra una protagonista che piace, mentre immersa nel presente le sue riflessioni permettono al lettore di ricostruire il suo passato e scoprirne i segreti. Una compagna di avventure che sarebbe bello ritrovare.
Elena Campani, è editor e traduttrice e ambienta spesso le sue opere nel pisano perché è una zona che conosce molto bene e i dettagli geografici presenti in “L’assassino sta scrivendo” ben lo dimostrano.
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