L’altro fratello – Mary Higgins Clark e Alafair Burke

Giuliano Muzio
Protocollato il 14 Gennaio 2026 da Giuliano Muzio con
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Il riassunto
L’altro fratello – Mary Higgins Clark e Alafair Burke

C’è un nuovo episodio della serie “Under Suspicion” di Mary Higgins Clark e Alafair Burke. Il titolo di questo romanzo, uscito da Sperling & Kupfer, è “L’altro fratello” (traduzione di Annalisa Garavaglia).

Nel corso della festa di laurea dei gemelli Simon e Ethan Harrington, a Cape Cod, i loro genitori, Richard e Sara, vengono brutalmente uccisi. Sebbene i sospetti degli investigatori ricadano sui figli, che si accusano a vicenda del delitto, non si arriva alla soluzione del caso perché non ci sono prove a sufficienza per incriminare i presunti colpevoli. Dieci anni più tardi, la sorella minore di Simon e Ethan, Frankie, decide di rivolgersi a Laurie Moran di “Under Suspicion” per chiederle di provare a fare luce sul caso. Il team della trasmissione televisiva si mette subito al lavoro, individuando alcune possibili piste che contribuiranno a fare luce sul cold case.

Alafair Burke, figlia di James Lee, grande scrittore americano e lei stessa scrittrice singola di crime novel, continua con questo romanzo la prolifica e originale opera di una delle “maestre” del giallo classico americano, Mary Higgins Clark, che ci ha lasciati nel 2020. E lo fa con una vicenda appassionante, che ridimensiona il ruolo della famiglia borghese americana, rivelando come anche gli avvocati di successo del New England possano costruire gruppi familiari assai disfunzionali.

Certamente è questo uno dei temi che emergono dalla lettura di questo romanzo. Che se vogliamo è un grande classico: di fronte ai genitori che vorrebbero un luminoso futuro per i figli (possibilmente nello stesso campo dove loro hanno fatto fortuna), questi ultimi non reggono la pressione psicologica e non si sentono liberi di costruirsi un futuro come piace a loro. E queste crepe finiscono per disgregare la famiglia tradizionale, che, come si sa, è spesso già una famiglia allargata e multiforme, complici le intricate vicende affettive dei giorni nostri. Ma alle due autrici non dispiace più di tanto questa evoluzione, che sembra anzi conferire un po’ di vitalità e pluralità al quadro stantio e noioso di vittoriana memoria.

Come in tutti i gialli che si rispettino poi, la polizia non ne esce un granché bene. Se ci sono cold case, è perché i delitti non si sono risolti e anche in questo caso ci vuole poco a capire che le indagini dell’epoca erano state condotte male e a senso unico. Simon ed Ethan, agguerriti con i genitori per le loro eccessive aspettative e la loro durezza ai confini con la violenza, erano i colpevoli perfetti ed è lì che le indagini si sono concentrate, rifiutandosi di considerare altre ipotesi, pure abbastanza facili da individuare.

Ne viene fuori un romanzo godibile, con una scrittura facile, ma puntuale, un intreccio coinvolgente e personaggi (oltre a quelli della serie già ben delineati) credibili. Qualche graffio sulla Ivy League del New England e sulla borghesia degli avvocati bostoniani, rispetto ai quali i personaggi più autentici e popolari che compaiono nel romanzo, spesso uomini di fatica, piccoli negozianti e così via, sono assai più onesti e specchiati.

E se è vero che il true crime è certamente molto in voga ovunque nel mondo ed è proprio per questo che la serie Under Suspicion sembra godere di ottima salute, qualche frecciatina va a segno anche nei confronti di questo mondo televisivo, preda di affaristi senza scrupoli e mai in grado di riconoscere in pieno il ruolo del giornalismo investigativo, che invece negli Stati Uniti avrebbe una lunga e bellissima storia di successo. Forse sarà per questo che la nostra Laurie Moran sul finire del romanzo ci darà qualche indizio di un possibile cambiamento, che già nel corso della narrazione aveva qui e là vagheggiato (ma non insisto per non spoilerare). Del resto, una certezza sembra farsi strada, in USA come in tutto il mondo, non siamo più nel Ventesimo secolo e oggi la carriera non va più così tanto di moda.