L’addio al nubilato – Camilla Sten

Editore: Fazi
Alessia Sorgato
Protocollato il 7 Giugno 2026 da Alessia Sorgato con
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Il riassunto
L’addio al nubilato – Camilla Sten

Anche se immaginavo che “L’addio al nubilato” di Camilla Sten, edito da Darkside, sarebbe stato molto diverso da quello che le mie testimoni ed amiche stanno organizzando per me proprio in questi giorni, ho chiesto io al boss di Thriller Café di lasciarmelo recensire: mi attirava la copertina – così fosca ma accattivante col suo resort rosso a stagliarsi su un mare nero – il titolo evocativo, la promessa di un giallo classico, a stanza chiusa (rappresentata dalla piccola isola baltica di Isle Blind) e mi ci sono buttata con entusiasmo. La struttura, infatti, prometteva una trama forse non del tutto originale ma certamente intrigante: un gruppo di ragazze parte per un eremo marittimo per festeggiare l’amica Anneliese, promessa sposa. La meta è molto appetitosa per il gruppo – un hotel ecosostenibile, dove si cucina solo vegan ma si beve moltissimo champagne, corsi di yoga, passeggiate rigeneranti – ma ancor più ambito per la protagonista, Tessa, true crimer di professione almeno fino a quando un caso le è sfuggito di mano andando a finire malissimo e rovinandole la reputazione.

Lei, e la proprietaria della location, infatti ricordano molto bene che da quella propaggine di terra isolata e remota altre quattro ragazze, molti anni prima, non hanno più fatto ritorno.

Tessa si ripromette di indagare sul cold case che da anni la attanaglia: conosceva almeno una delle scomparse, che faceva da baby sitter a lei e alla sorella, e sa benissimo che scoprire qualcosa potrebbe restituirle quella dignità di giornalista seria ora fortemente compromessa, che rischia di mandarla in rovina economicamente e psicologicamente.

La vacanza inizia frizzantina: Mikaela, Natalie, Lena, sua sorella Tessa, Caroline e la nubenda si trovano sul molo con i loro trolley carichi di “good vibes” e già sul barchino che le porta al Baltic Vinyasa scolano qualche bottiglia. Solo la protagonista, la meno glamour, la più dolente, non pare gradire completamente il mood frichettone ma spalmato di caviale che le attende: devono depositare computer e cellulari, sull’isola non ci si connette a nient’altro che alla natura e a se stesse.

Bello, certo, peccato che quando cominciano ad accadere cose strane – tipo non trovare più Caroline, di punto in bianco, ma solo un bigliettino che dovrebbe giustificarne la sparizione con un improvviso impegno – nessuna possa verificare, controllare, chiedere aiuto. Quando poi il gommone dell’hotel, unico mezzo di trasporto che possa ricongiungerle alla terraferma, viene avvistato vagare alla deriva, le cinque donne cominciano a preoccuparsi.

Tessa dal canto suo crede di aver trovato sufficienti moventi per inchiodare il cuoco dell’hotel alla responsabilità della scomparsa del primo gruppo di ragazze: era a scuola con una di loro, probabilmente incapricciato di lei, facilmente respinto e quindi vendicativo anche verso le amiche.
Ma i cambi di rotta in questa narrazione non sono pochi e la soluzione non è quella più ovvia.