Intervista a Silva Gentilini

Intervista a Silva Gentilini

Federica Cervini
Protocollato il 29 Agosto 2025 da Federica Cervini
Federica Cervini ha scritto 52 articoli
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La scrittrice Silva Gentilini è l’ospite dell’odierno spazio interviste di Thriller Café. Il suo nuovo thriller “Le regole infrante”, edito da Piemme, è stato recentemente letto e recensito da Federica Cervini.

[Federica Cervini]: Ciao Silva benvenuta al bancone di Thriller Café per parlare del tuo thriller “Le regole infrante”.
Sertralina, quetiapina, zolpidem, acido valproico, carbamazepina”, nonché condizioni psichiatriche e neurologiche e varie forme di dipendenza: come ti sei documentata circa i farmaci e le terapie dei quali parli nel tuo thriller?

[Silva Gentilini]: questo romanzo nasce da un mio ricovero volontario in una clinica privata molto simile a Villa delle Rose, per una grave farmacodipendenza da emicrania cronica e cronicizzata.
Chi ha letto il mio primo romanzo “Le Formiche non hanno le ali” (Mondadori 2017) sa che mio padre era bipolare.
Conosco bene i farmaci in uso per certe patologie, ma mi sono comunque avvalsa di un medico psichiatra per la veridicità della parte farmacologica.

[FC]: Ho individuato nel testo due brani in cui parli del significato della lettura e della scrittura, e cioè:
– “Leggere era il modo più facile per allontanarsi dalla sua esistenza” qui fai riferimento a Bianca;
– “Ogni frase è un salto, un volo. Le parole sono astronavi, ci portano altrove” questo è lo stralcio di una mail di Elia a Vinni.
Parlaci del valore della lettura per la formazione di uno scrittore, e delle tue motivazioni a scegliere il genere thriller per parlare ai lettori.

[SG]: La lettura prima e la scrittura poi sono state la mia salvezza, i miei viaggi astrali senza bisogno di nient’altro che non la pagina scritta e la fantasia.
Amo i thriller, mi gratifica attraversare le ombre per approdare ad una qualche forma di Luce.
Del resto la nostra esistenza, spesso, è fatta di questo contrasto, quasi una dicotomia.

[FC]:Se tutti giudicassero il mondo attraverso gli occhiali della propria certezza, non avremmo altro che condannati. E buona parte di loro sarebbe innocente”.
Parlaci di come possono nascere i sensi di colpa, del peso dei giudizi altrui e di come essi possano influenzarci e farci diventare animali in gabbia.

[SG]: Lo sguardo degli occhi degli altri, quello di chi ti punta il dito addosso e giudica senza sconti, è lo sguardo più crudele e gratuito che possiamo sperimentare ogni giorno, anche solo sui social.
L’antagonista per eccellenza nel mio nuovo romanzo si erge a giudice su tutti, per uscirne lui pulito, percependosi super partes.
Ed in realtà è il più marcio.
Credo che ognuno di noi abbia conosciuto qualcosa/qualcuno di simile.

[FC]: Da un lato il male (che compiamo, che subiamo), dall’altro la felicità: come superare l’uno e conquistare l’altra?
Perché alcuni pazienti di Villa delle Rose cercano la felicità e poi scappano da essa – parafrasando un brano del tuo thriller?
E a tuo avviso: l’uomo nasce crudele o lo diventa nel corso della sua esistenza?

[SG]: Non si supera il male che subiamo Federica.
Si accoglie come una tumefazione, si fa nostro, si impara a frazionarlo con gli anni.
Il male si combatte con la ricerca della pace e della bellezza, con la vicinanza di qualcosa di amabile.
I gatti, il mare, la montagna, l’arte, i thriller …

[FC]: Nel tuo precedente romanzo “Le formiche non hanno le ali” racconti la storia di Emma e Margherita, e la loro rinascita dopo aver subito violenze e traumi.
Quali le similitudini e differenze – se ce ne sono – tra queste due donne e le tue attuali protagoniste Vinni e Bianca?
Perché hai scelto il linguaggio thriller per parlare ai lettori di rinnovamento, crescita e forza interiore?

[SG]: Anche Vinni e Bianca, seppur in modo diverso, hanno vissuto dei traumi e devono affrontare il loro percorso di risalita dagli inferi.
Mentre nelle “Formiche” ho messo a nudo me stessa ed un passato complesso, soffrendo nello scrivere, con “Le regole Infrante” mi sono divertita: ho visto le mie protagoniste affrontare i loro mostri e l’arrivo di una Commissaria che non si lascia intaccare dai loro drammi, alla ricerca della verità.
Mi ha dato una gioia, non scontata, scriverlo.

[FC]: Quali sono gli autori che leggi di preferenza e che ci vuoi suggerire di avvicinare?
E per concludere, vuoi lasciare un messaggio di saluto ai lettori di Thriller Café?

[SG]: Leggo, amo e adoro Stephen King – soprattutto nei suoi romanzi che esplorano il lato più psicologico dei personaggi (“La zona morta”, “Shining”, “Misery”).
Inoltre amo la Patricia Highsmith degli “Sconosciuti in treno”, poi Thomas Harris, il nostro Donato Carrisi e Francois Morlupi – che è più un giallista, ma lo trovo incisivo e intrigante.
E Giuliano Colantonio, scoperto da poco.

Ai lettori di Thriller Café voglio dire di cercare negli abissi delle storie, scavare nel torbido, scarnificare le anime dei personaggi, godendosi una bella giornata di pioggia con un libro da leggere e un gatto/cane/pappagallo/ornitorinco vicino.
Non smettete di cercare la luce.
Da qualche parte, c’è.

Federica Cervini e Thriller Cafè ringraziano Silva Gentilini.

La foto di Silva Gentilini è pubblicata per concessione dell’autrice.