“Sei sicura che sia andata così?
Che quella corda se la sia messa al collo da solo?”
A Villa delle Rose, una clinica per la cura delle dipendenze, viene rinvenuto il cadavere di Toni, uno dei pazienti – e l’indagine viene affidata alla commissaria Cristina Morosini, che nutre dubbi sul suicidio di Toni (che si è impiccato) e procede facendo indagini che insinuano sin da subito sospetti nel lettore.
In “Le regole infrante” di Silva Gentilini, Piemme Editore, l’elemento dell’indagine investigativa è costituito, dopo il rinvenimento del cadavere, dagli interrogatori della commissaria ai pazienti della clinica – mentre la maggior parte delle pagine è dedicata all’analisi psicologica dei pazienti; eppure il lettore sperimenta in tutte le circa 200 pagine di cui si compone il thriller uno stato di tensione e sospensione molto intensi.
La protagonista del romanzo non è la commissaria, come si potrebbe pensare, ma Vinni (Venezia Bellini) una giovane 15enne che ha perso la mamma in un drammatico incidente d’auto, dal quale lei stessa è uscita viva per miracolo; di lì in avanti Vinni si è spezzata e per lei il mondo si è diviso in un prima ed un dopo l’incidente.
“Impressionante incidente mortale. Giovane madre stritolata, Salva per miracolo una bambina”.
Vinni ha vissuto alcuni anni con una zia, prima di allora quasi sconosciuta, ed ha sviluppato una grave dipendenza dai farmaci.
Vinni arriva a Villa delle Rose perché “vuole vivere. Non vuole essere una sopravvissuta” e di giorno in giorno si affeziona ad una donna anch’essa ricoverata, Bianca – una elegante contessa anoressica che abusa di antidepressivi e benzodiazepine.
Ogni capitolo del thriller descrive le condizioni ed i pensieri di uno degli ospiti di Villa delle Rose – principalmente affrontando i punti di vista di Vinni, di Bianca e del Guardiano Carlo Maria Brembani, l’oscuro e meschino proprietario di Villa delle Rose che segretamente spia con telecamere tutti gli ospiti della Villa.
Fin da subito il lettore percepisce l’ambiguità e la deplorevole scorrettezza del comportamento del Guardiano, che viola la privacy dei pazienti a loro insaputa: “Gli ospiti mi tengono sveglio. Li osservo per tutta la notte” – si tratta di una gruppo di anime sofferenti, ulteriormente violate dallo spregevole occhio che li osserva.
Il lettore prova repulsione per questo vile personaggio e ne valuta l’implicazione con il suicidio di Toni – in particolare quando viene sottratto il diario che Toni ha di giorno in giorno compilato, annotando segreti e confessioni di tutti gli altri pazienti della clinica.
“Le regole infrante” ha una trama coinvolgente che affascina in particolare per l’indagine psicologica ed il viaggio che l’autrice conduce nella mente di ognuno dei suoi personaggi: i temi che vengono trattati (le dipendenze, i traumi vissuti, il coraggio e la forza necessari per affrontare una terapia) conducono l’autrice a parlare di colpa, di compassione e di perdono.
Altro elemento chiave del thriller è l’analisi del tema dell’amicizia: l’autrice sa coinvolgere a fondo il lettore descrivendo il legame affettuoso e sincero tra Vinni e Bianca, ma anche accennando alla falsa amicizia delle coetanee di Vinni – che le inviano messaggi solo ora che è ricoverata (mentre le avevano voltato le spalle dopo l’incidente), perché “fa figo avere l’amica quasi suicida rinchiusa nella casa dei matti”.
Il percorso di cura di Bianca a Villa delle Rose include il capire “la bellezza delle regole infrante, sfasciate, frantumate e spezzate”: l’autrice afferma l’importanza di accettarsi così come si è, con tutti i nostri difetti e senza le sovrastrutture di controllo che ci vengono imposte dalla società – o a volte persino dai parenti.
Per Bianca questo percorso significa accettare che i plumcake si sbriciolino sul pavimento senza il panico generato dallo sguardo severo e giudicante del marito, oppure cantare senza vergogna, lasciare libri a metà e poi riprenderne la lettura più avanti nel tempo; sono qui in gioco i concetti di senso di colpa, di rimorso e tormento, di autocoscienza.
La trama incalzante che prende avvio dallo strano suicidio di Toni e l’ambientazione claustrofobica di Villa delle Rose – che è contemporaneamente luogo di cura e prigione per i pazienti ricoverati – conducono il lettore di questo thriller psicologico ad un appassionante e magnetico viaggio nella mente delle anime tormentate dei pazienti, investigando le fragilità umane.
Vinni, che sta soffrendo per la perdita della madre e del proprio equilibrio, cresce e dà consigli a Bianca circa la sua storia d’amore con Toni; “chi è delle due l’adulta?” le chiede Bianca, mentre l’una si appoggia all’altra per superare insieme i sensi di colpa – ancor più che la patologia, i suoi relativi sintomi e le differenti dipendenze.
“Ogni pagina è un’emozione ed un calcio nello stomaco”: questo il punto di forza di “Le regole infrante”, la cui lettura è consigliata a chi ama la tensione penetrante, i personaggi tormentati, il sospetto che serpeggia e le analisi psicologiche.
Lo stile dell’autrice è scarno, graffiante, a tratti poetico – e segna profondamente sia per l’ansia e l’inquietudine che comunica al lettore, che per la capacità di trasmettere i tormenti e le sofferenze dei personaggi ricoverati a Villa delle Rose.
Silva Gentilini, classe 1961, si è occupata di fiction in TV ed ha collaborato come giornalista free lance per le riviste Cosmopolitan e Moda. Il suo primo romanzo “Le formiche non hanno le ali” è stato pubblicato nel 2017 da Mondadori.
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