Eredità bretone – Jean-Luc Bannalec
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Chi non avesse ancora scelto la meta per le vacanze può dare una chance a Jean-Luc Bannalec, pseudonimo di uno scrittore tedesco, fortunato creatore del commissario Georges Dupin, di stanza a Concarneu. Se non si fida di questo scrittore, se ancora non lo conosce bene (anche se noi ve lo abbiamo presentato con “Segreto Bretone“, il suo precedente romanzo), può affidarsi ad un mostro sacro della giallistica come Georges Simenon, che in quella città ha ambientato il suo “Il cane giallo“. In realtà, il mio suggerimento è di comprarli assieme. Io ho letto Bannalec e contemporaneamente, negli stessi giorni, ho ascoltato Giuseppe Battiston leggere il Maigret e così il gusto si è amplificato.
La vicenda comincia con una defenestrazione: nessuno pensa al suicidio perché la vittima è in buona salute, anche finanziaria, circondato da buoni amici e belle donne, e in procinto di sviluppare nuovi e redditizi affari giù al porto. Dupin non sa come investigare, anche perché la vicenda si svolge in un periodo di vacanza in cui i suoi due più validi collaboratori sono fuori città e per giunta gli arrivano i suoceri in visita (cordialissimi, per carità, ma pur sempre produttivi di sensi di colpa per essere di fatto abbandonati alle premure della sola figlia).La questione si complica, gli omicidi si susseguono e i collaboratori paiono irrintracciabili, poi, d’improvviso, una traccia, flebile ma valida… e se il cane giallo c’entrasse qualcosa? Tra un sindaco bello e spavaldo, una dottoressa abile nel surf, una vedova segaligna e l’animata vita industriosa di Concarneau, Bannalec tesse una doppia trama elicoidale, dentro e fuori tra la sua storia e quella di Simenon, le intreccia come un ramo di DNA e trova anche modo per descriverci la costa bretone, i cibi bretoni, i nomi e i detti popolari bretoni.
Se avete già la Bretagna nel vostro cestino dei desideri, non esitate, io ci sono stata anni fa per una durissima scuola di vela che porta il nome delle isole Glenans, e l’avevo poi relegata nel capitolo delle cose che non farò mai più, ma tornare nei luoghi, eh sì, questo mi piacerebbe, magari snocciolando le tappe del viaggio secondo la scansione dei romanzi di Jean-Luc: Pont-Aven, Guerande, Ile-de-Sein, la foresta di Brocèliande… Partiamo, dai…
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