Delitto in bianco – Valeria Corciolani
Dopo “Con l’arte e con l’inganno” e “Di rosso e di luce”, Edna Silvera ritorna in “Delitto in bianco”. Chi ancora non la conosce deve sapere che Edna è una donna sulla sessantina, storica dell’arte e restauratrice, dal carattere pungente, sarcastica e irriverente. Insomma… un personaggio che Valeria Corciolani è riuscita a caratterizzare talmente bene che è impossibile da dimenticare.
Ciò che contraddistingue il nuovo romanzo di questa brava autrice ligure è senz’altro la capacità di mantenere alta l’attenzione su tutti i fronti, che si tratti delle accurate descrizioni delle personalità dei protagonisti della storia o dei dialoghi che spiccano per originalità. Difatti per la maggior parte del racconto, gli scambi di botta e risposta tra Edna e gli altri sono tratteggiati da una ironia così sanguigna che, anche se ci scappa il morto, è inevitabile non abbozzare un sorriso.
Edna è decisamente il personaggio fulcro di questa storia e anche delle precedenti. Lei, che questa volta si è presa un anno sabbatico sulle pacifiche colline della Liguria per rilassarsi in compagnia di Cagliostro, il suo gatto onnipresente, e delle sue galline dai nomi da attrici come ad esempio la rossa Rita Hayworth o quella che ha “l’aria di chi non le manda a dire”, cioè la Magnani.
È in questo attimo di calma che una mattina la donna riceve a mezzo corriere un plico, in arrivo dalla Svizzera, contenente un tomo di cinquecento e rotte pagine con l’opera completa del pittore fiammingo Hieronymus Bosch, “un chilo abbondante di arte”, acquistato però a Napoli. Quasi in contemporanea, la sua amica nonché collega Antonia Longo la chiama per invitarla a tenere un seminario proprio in quel di Napoli. “Un caso? Forse. Anche se gli eventi degli ultimi mesi le hanno ribadito quanto la cosiddetta ‘pura combinazione’ in realtà sia più rara dei vetrini blu sulla battigia.”
Edna esita giusto qualche minuto, ma poi accetta di buon grado, portandosi però dietro l’amico Ottavio Battiston, un esperto di musica sempre in lotta con i chiletti di troppo che la nostra protagonista non si fa nessunissimo problema a prendere simpaticamente di mira con la sua consueta pungente ironia.
“Con questa palandra color salmone sembri più un sovradimensionato würstel di brontosauro. Muoviti, ché ci aspetta il taxi per portarci in hotel.”
Anche Antonia è un peperino, non le manda certo a dire, tant’é che quando i due arrivano a Palazzo Cafiero la sentono sbraitare e discutere in modo piuttosto colorito e furibondo con Melardo Fusco, un uomo di una certa caratura legato agli ambienti della Curia, nonché il maggior finanziatore dell’opera di restauro del palazzo.
“La pigli come preferisce, Fusco. Se non fosse per le balaustre appena risistemate, l’avrei già cappottata di sotto: un Pateravegloria e problema risolto.”
Ed è dopo questa per niente velata minaccia che Fusco viene ucciso quella stessa notte e ritrovato all’alba da un attacchino. Chi poteva voler morto un uomo così generoso e importante? Chiaramente tutti hanno sentito Antonia urlargli quella frase intimidatoria e, difatti, la poveretta verrà accusata e presa in custodia dall’ispettore Gianfranco Renò. Edna, sicura dell’innocenza dell’amica, si occuperà di conseguenza di difendere e scagionare Antonia, indagando a modo suo. Entreranno in scena anche Adolfo, un musicista cieco per cui Edna ha un vero debole, e il magistrato Lanza, ormai in pensione, che darà il suo contributo per arrivare alla soluzione del caso.
Valeria Corciolani sembra una nostrana Agatha Christie, infatti “Delitto in bianco” è un vero e proprio romanzo giallo. Di questa autrice spicca il talento di una scrittura frizzante, uno stile leggero e scorrevole che non annoia, pregno di dettagli che vanno assaporati con tutta calma per non perdersi neanche una sfumatura. La trama è un intrigo ben costruito e che non permette al lettore di staccarsi dai capitoli. Il tutto si svolge a Napoli, non una semplice ambientazione che fa da sfondo, ma qui descritta donando volutamente ampio spazio alla sua arte e alla sua storia che fanno parte integrante del mistero che piano piano verrà svelato, insieme ad alcune verità nascoste da tempo.
Questa lettura è consigliata a chi cerca non solo un semplice romanzo giallo, ma anche a chi vuole leggere un racconto completo di tutto, dai dialoghi brillanti al divertimento, dall’arte alla cultura. Pur essendo un romanzo auto-conclusivo, “Delitto in bianco” contiene diversi riferimenti ai due libri precedenti, perciò è consigliabile recuperarli per avere un quadro più completo e per conoscere più a fondo il percorso del personaggio centrale, la nostra Edna Silvera, nell’attesa di una sua nuova avventura.
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