Delitto di mezzanotte – Marcello Simoni

Editore: Newton Compton
Tatiana Vanini
Protocollato il 19 Giugno 2026 da Tatiana Vanini con
Tatiana Vanini ha scritto 113 articoli
Archiviato in: Recensioni libri
Etichettato con:
Il riassunto
Delitto di mezzanotte – Marcello Simoni

Con “Delitto di mezzanotte“, Marcello Simoni porta a quattro le indagini di Vitale Federici, i suoi gialli storici dall’impianto classico e la difficile soluzione.

Vitale Federici si reca nella Garfagnana, a bordo di una carrozza dove, con lui, ci sono il suo discepolo Bernardo della Vipera e il padre di quest’ultimo, il conte Artemio. Il conte della Vipera si appresta a partecipare a una battuta di caccia, almeno così afferma, mentre Federici con Bernardo alloggeranno nel monastero di Castelnuovo. Il conte però, per il precettore ha un compito preciso: indagare sulla morte del maestro di cappella del duomo di San Pietro, trovato in un confessionale e ridotto in modo terribile.

Vitale Federici torna così sulle tracce di un assassino, pronto a scoprire segreti e lordure di chiunque per arrivare alla verità.
Simoni (Comacchio, 1975), ex archeologo e laureato in lettere, è autore bestseller di thriller storici. Con la serie di Vitale Federici si addentra nel giallo storico, regalando ai lettori indagini suggestive, affascinanti, dove si può provare a giungere alla soluzione prima del protagonista, anche se sarà davvero difficile mettere a posto tutti i tasselli.

Delitto di mezzanotte” è un romanzo che vive di vita propria, si può leggere benissimo da solo trattando di un caso che inizia e finisce, proprio come nei precedenti libri, di cui ricordo i titoli in ordine di pubblicazione: “La cattedrale dei morti“, “La taverna degli assassini“, “Il teatro dei delitti“.

La scrittura di Simoni è scorrevole, ritmata e Federici è un protagonista carismatico: nobile decaduto, ha ingegno e intelletto per essere una personalità di spicco, ma nel diciottesimo secolo è costretto a fare il precettore, un servo dotto e nulla più. Bernardo, il suo pupillo, stravede per lui, lo definisce un filosofo del delitto. In effetti Vitale è davvero un investigatore attento, intelligente e gli si perdona perfino quel pizzico di arroganza e prosopopea che a tratti mostra. Lo stesso Bernardo è un personaggio che, di opera in opera, si prende sempre più spazio mentre cresce ed evolve. Da ragazzo impacciato, insicuro, alla costante ricerca dell’impossibile approvazione paterna, leggiamo come man mano acquisti sicurezza e diventi fondamentale in ogni indagine, arrivando anche a salvare la vita del suo maestro. In Delitto di mezzanotte, Bernardo farà un ulteriore salto in avanti, lasciando trasparire l’uomo sicuro e di grandi pregi che sarà di certo in futuro.

L’omicidio che dà il via al romanzo è spettacolare, brutale. Al maestro di cappella è stato aperto il cranio e asportato il cervello. Cosa e perché ha dato vita a una tale crudeltà? Federici ha molto da scoprire e da subito si rende conto di trovarsi in un ambiente dove segreti, misteri e colpe abbondano. Con un assassino che si muove di notte, tra boschi e nebbie, la suggestione si fa potente. Simoni veste il suo scritto di religiosità ed esoterismo, di riti misterici e società segrete, ma anche di scoperte e invenzioni scientifiche, raccontando un epoca legata al passato e alle radici, ma che inizia a spingersi verso la modernità, quando le innovazioni correranno.

Preponderanti sono i personaggi maschili, religiosi, nobili, persone influenti per ricchezza o posizione, semplici popolani, ma il vento del cambiamento sociale, spinto in ogni dove dalla rivoluzione francese, inizia a far tremare chi governa per nascita e non per capacità. Nel romanzo ci confrontiamo con due personaggi femminili, due donne diverse per estrazione sociale, storia e vicissitudini, ma entrambe hanno un ruolo importante: Elisabetta e Mirta. La prima rappresenta l’emancipazione. Una donna colta, che scrive e stampa e la sua rivista, bella, indomita, capace di mettere al proprio posto gli uomini qualora non fosse interessata alle loro seduzioni, chiudendoli fuori dalla propria porta con un sorriso e una battuta. La seconda invece è dimessa, vive nell’ombra, tra fatica, lavoro e dolore, ma è tenace, nella memoria come negli intenti e decisa nell’agire.

Tantissimi sono i colpi di scena e il ritmo narrativo è sempre alto, tra indagini, interrogatori, ricerca di indizi e scoperte. Simoni non crea mai trame banali e in ogni romanzo insegna qualcosa. Qui si addentra nella cabala oscura, nell’ossessione per la purezza della fede che chiude occhi e intelletto su quello che non è permesso, racconta di società segrete e di esperimenti medici. Ci sono molto elementi interessanti, ben inseriti nel contesto storico, espressi in modo comprensibile, moderno.

Arrivare a identificare il colpevole senza la riunione finale di tutti i sospettati, è possibile, ma Simoni tiene delle carte coperte, alcune cose le conosce solo Federici e al lettore vengono esplicate solo nella rivelazione conclusiva. Un scelta narrativa precisa, che non toglie nulla al piacere della lettura, ma frustra un po’ il piacere di fare da soli che sicuramente alcuni lettori possiedono.

Delitto di mezzanotte” si rivela un giallo storico piacevole, una volta concluso si ha la voglia di scoprire in quale altra indagine finiranno Vitale e Bernardo, con la curiosità di leggere ulteriori evoluzioni dei due personaggi.