Cadavere nei ghiacci – Satu Rämö

Editore: Newton Compton
Marina Belli
Protocollato il 22 Agosto 2026 da Marina Belli con
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Il riassunto
Cadavere nei ghiacci – Satu Rämö

Il secondo capitolo della serie di Hildur ci riporta esattamente dove ci aveva lasciati, e conviene dirlo subito: questo è un romanzo strettamente collegato al precedente, senza alcun recap, quindi meglio leggerlo solo dopo aver recuperato il primo.

L’ambientazione è ancora una volta Ísafjörður, all’estremità nord-occidentale dell’Islanda: qui l’Islanda non è un semplice sfondo geografico, ma un personaggio pulsante, con le sue tempeste di neve, il buio perenne dell’inverno artico e l’isolamento dei fiordi che amplificano il senso di pericolo.

Rämö conosce quei luoghi da vicino – si è trasferita in Islanda per studiare Economia, ma ha finito per innamorarsi della cultura e della mitologia dell’isola, e oggi vive proprio a Ísafjörður con il marito e i due figli – e questa familiarità si sente in ogni descrizione.

La detective Hildur Rúnarsdóttir e il giovane collega Jakob sono tormentati dai propri demoni – lei dal rapimento delle sorelle minori avvenuto venticinque anni prima, lui da una battaglia legale che gli impedisce di vedere il figlio – quando un politico locale viene trovato ucciso da un colpo di pistola su una pista da sci, e i due devono mettere da parte i problemi personali per indagare.

Ciò che sembra un delitto passionale si rivela ben più oscuro, con segreti che riemergono dal passato.

La struttura si muove su due binari temporali: da un lato il novembre del 1994, con l’inquietante pianificazione del rapimento di due bambine; dall’altro il febbraio del 2020, dove ritroviamo Hildur adulta alle prese con l’indagine sul politico assassinato. Ed è un intreccio che funziona bene, unendo un’indagine contemporanea con indizi sepolti da decenni sulla scomparsa delle sorelle di Hildur.

L’autrice scava a fondo nelle vulnerabilità dei protagonisti – dal tormento di Hildur alla sottotrama di Jakob impegnato nella custodia del figlio – e anche le figure secondarie arricchiscono il romanzo di un realismo emotivo ben costruito: Jakob, con il suo insolito hobby del lavoro a maglia, continua a essere un contraltare gentile alla durezza dell’ambiente che ben si equilibra con la passione di Hildur per il mare e per il surf.

I punti di forza del libro risiedono proprio nella caratterizzazione e nell’ambientazione. Hildur è una figura credibile, né eroina infallibile né vittima di traumi esagerati: è una donna che porta avanti il lavoro con metodo e che deve confrontarsi con scelte difficili anche nella vita privata. Il rapporto con Jakob cresce in modo naturale, senza forzature romantiche. Anche i comprimari, dai colleghi ai testimoni, hanno spessore e motivazioni credibili.

Il ritmo lento e rilassato permette a Rämö di soffermarsi su temi come la memoria collettiva, il peso del passato e il modo in cui le comunità piccole gestiscono i segreti: rispetto al primo volume, Cadavere nei ghiacci approfondisce il background della protagonista e getta le basi per sviluppi futuri, mantenendo però una struttura autoconclusiva per il caso principale. La traduzione italiana rende bene il tono asciutto e le descrizioni evocative dell’originale.

Rämö definisce il suo lavoro nordic blue: crime fiction islandese-finlandese ambientata in un piccolo villaggio dei fiordi occidentali, simile al nordic noir ma più umana.

Ed è una formula che funziona, soprattutto perché i personaggi – primari e secondari – non sono estremizzati, non sono relitti umani con dipendenze ma comunque geniali che risolvono casi: una caratterizzazione sfruttata all’inverosimile e che ormai ha oggettivamente stancato, al di là dell’improbabilità della cosa.

Il complimento migliore che si può fare a questo libro è che un libro onesto, e onesto non è in termini riduttivi, anzi: è un giallo scandinavo lento, non cruento, che riserva molto spazio alla psicologia e ai paesaggi, che non spicca per originalità della trama o per colpi di scena, ma lascia la curiosità di vedere come si evolveranno i personaggi. Dà esattamente quello che promette, e non è poca cosa.

Del resto i libri di Satu Rämö hanno venduto oltre un milione e mezzo di copie nel mondo e sono stati adattati in una serie TV co-prodotta tra Finlandia e Islanda. Cadavere nei ghiacci non stravolge la formula, ma la consolida.

Non è un libro folgorante che cambia la vita, ma è una lettura piacevole, scorrevole, con personaggi che si apprezzano nella loro sostanziale normalità.