Almeno tu – Carlo Lucarelli
“Devi ammazzarli tutti.”
Una voce sussurrata nel sogno, un fiato caldo all’orecchio. Così inizia il viaggio all’inferno di un uomo qualunque, travolto da un dolore troppo grande per essere elaborato, troppo cupo per non diventare rabbia. “Almeno tu“, il nuovo romanzo di Carlo Lucarelli, è un thriller silenzioso, come viene definito dalla stessa quarta di copertina. Ma dietro il silenzio, urlano disperazione, vendetta e follia.
Vittorio è un uomo normale. Né buono, né cattivo. Uno che cerca solo di vivere senza alzare troppo la voce, come tanti. Ma quando la sua unica figlia, Elisa, adolescente, muore in un incidente stradale assieme ad amici di cui lui sa poco o nulla, la sua esistenza implode.
La ricostruzione ufficiale parla di fatalità. Ma il tarlo del dubbio si insinua. E sarà una voce – quella della figlia morta, in sogno – a indicargli la strada: vendicarsi.Lucarelli confeziona un noir atipico, viscerale, personale. Non ci sono indagini classiche né detective: c’è solo un padre che, a poco a poco, cede alla tentazione della violenza, mentre attorno a lui la vita – e la famiglia – si sgretola.
La narrazione si muove tra frammenti di sogni, dialoghi interrotti, flashback e momenti di silenzio carico di significati. Non c’è bisogno di grandi colpi di scena: la tensione è tutta nella discesa emotiva e psicologica del protagonista, sempre più vicino a quel punto di rottura da cui non si torna indietro.
Il cuore del romanzo è la domanda che molti si pongono ma pochi osano articolare ad alta voce: fino a che punto può spingersi un padre ferito?
Lucarelli non cerca risposte consolatorie. Anzi, ci porta in territori scomodi, dove la distinzione tra giusto e sbagliato si fa sempre più sfocata. Vittorio non è un eroe della giustizia, è un uomo che cerca pace con i mezzi sbagliati. E il lettore, pur non giustificandolo, finisce per comprenderlo, almeno in parte.
«Ci sono dolori che non si raccontano. Si vivono. O si vendicano.»
Almeno tu è un romanzo cupo, introspettivo, disturbante, e proprio per questo profondamente efficace. Lucarelli abbandona ogni orpello, ogni artificio da thriller classico, per costruire una storia di sangue e lacrime, fatta più di omissioni che di spiegazioni.
La scrittura è essenziale, secca, chirurgica. A volte forse troppo: qualche passaggio emotivo avrebbe meritato maggior respiro. Ma nel complesso, il romanzo colpisce come un pugno allo stomaco.
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