Al buio – Patricia Cornwell
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Per la recensione di oggi il barman del Thriller Café è certamente dovuto andare a rispolverare uno dei suoi vecchi romanzi, da tempo relegato nell’angolino di uno scaffale: sto parlando di “Al buio”, un romanzo molto breve scritto da Patricia Cornwell e pubblicato nell’ormai lontano 2008 da Mondadori.
La nostra autrice necessita di ben poche presentazioni: nata a Miami nel 1956, oggi risiede e lavora a Boston.
Nel 1990, mentre lavora presso l’Istituto di Medicina legale in Virginia, vende il suo primo romanzo, “Postmortem”: il successo dell’opera segna un eclatante debutto, facendole vincere numerosi riconoscimenti letterari, tra cui lo Sherlock Award per il miglior detective creato da un autore americano.
Il suo personaggio principale, Kay Scarpetta, è conosciuto in tutto il mondo.
Quest’oggi, però, non parleremo dell’iconica Scarpetta, ma di un altro suo personaggio che non ha riscosso il medesimo successo da parte della critica: Winston (detto Win) Garano, un affascinante detective della polizia di Boston.
Il sostituto procuratore Monique Lamont, una donna fredda ed estremamente ambiziosa, gli affida un nuovo incarico: dovrà recarsi a Watertown, una piccola cittadina del Massachusetts, per riaprire un irrisolto caso di omicidio risalente al 1962. Questo intricato cold case riguarda lo stupro e la morte di Janie Brolin, una giovane non vedente proveniente dal’Inghilterra. Una serie di indizi portano la procuratrice a sospettare un possibile legame con il famigerato Strangolatore di Boston, un serial killer che non è mai stato scoperto.
Ma perché mai Monique dovrebbe interessarsi a questo caso irrisolto? L’auspicata scoperta di un ruolo primario del famoso serial killer è proprio il colpo di scena di cui Monique avrebbe bisogno per dare una svolta alla sua carriera. In ogni caso, che il nostro detective riesca a risolvere il cold case o meno, Monique riuscirà a suscitare scalpore e a guadagnarsi una certa notorietà mediatica, di cui è alla disperata ricerca.
Arrivato a Watertown, Win dovrà confrontarsi con il FRONT: si tratta di un’organizzazione informale che riunisce alcuni dipartimenti di polizia il cui intento è ritagliarsi una maggiore autonomia, e che non vedono di buon occhio i detective come lui. Qui entra in scena un nuovo importante personaggio, Stomp: oltre a lavorare per la polizia, la donna gestisce un piccolo ma curato negozio di generi alimentari.
Quando Win si presenta nella sua gastronomia, Stomp si rifiuta categoricamente di collaborare con lui: non ha una buona opinione del detective e nutre forti sospetti riguardo le motivazioni che hanno spinto Monique a riaprire il caso Brolin. Tuttavia, con il passare dei giorni, Stomp inizierà ad affiancare Win Garano. Questo, ed il furto di un suo oggetto personale, indurranno Win a domandarsi che ruolo giocano nel caso le persone attorno a lui, mettendo a dura prova la sua fiducia in una subdola macchinazione dove il confine fra verità e menzogna diventa molto sottile.
Ci troviamo di fronte ad un romanzo molto breve (nemmeno 200 pagine), che punta su un ritmo estremamente serrato e conciso per mantenere alta la curiosità dei lettori. Nonostante ciò, la trama, a mio avviso, è risultata un po’ macchinosa: non sono riuscita a scovare i numerosi indizi che, secondo altre recensioni, avrei trovato lungo la lettura.
Inoltre, a differenza della serie di romanzi che vede come protagonista Kay Scarpetta, qui non ci troviamo di fronte ad un poliziesco, ma più ad un vero e proprio giallo. Direi che è un’ottima lettura per tutti coloro che apprezzano il genere ma non amano le descrizioni troppo grafiche.
I personaggi mi sono sembrati abbozzati un po’ frettolosamente, quasi superficiali, ma forse ciò è dovuto anche al fatto che non avevo letto il romanzo precedente della serie, “A rischio”.
In conclusione, consiglierei questo romanzo ai fan più appassionati della Cornwell o a coloro che desiderano leggere un giallo breve con un finale inaspettato. Se invece desiderate avvicinarvi per la prima volta a quest’autrice, prima di leggere i romanzi della serie di Win Garano, vi consiglio caldamente di recuperare “Postmortem”, in modo da farvi una chiara idea di quella che è la scrittura e lo stile di una delle più famose autrici americane!
Recensione di Giada Belloro.
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