Io ti perdono – Elisabetta Bucciarelli
Una bambina scomparsa. Un segreto custodito troppo a lungo.
Il passato che torna inesorabile.
Arriva domani 7 maggio in libreria il nuovo romanzo di Elisabetta Bucciarelli, vincitrice lo scorso anno del Bloody Mary Award per il miglior libro thriller uscito in Italia nel 2008. Io ti perdono, questo il titolo del libro, è il primo volume della neonata collana Kowalski/Coloradonoir. La trama è la seguente:
Risate, voci allegre ai confini di un bosco in montagna: cercano castagne. Un cagnolino scodinzola vicino alla piccola Arianna. Lei lo insegue nel labirinto degli alberi in una corsa malferma fino all’abbraccio di qualcuno. Scomparsa.
Richiamata da un sacerdote che la conosce da quando era bambina, l’ispettore Maria Dolores Vergani torna in quel paesino della Val d’Aosta. L’uomo le chiede di aiutare la madre di Arianna in veste di psicologa, professione che non svolge più da tempo. Ma c’è anche dell’altro, che il prete non vuole o non può dire. Una leggenda antica, una richiesta di perdono, un senso di colpa che non trova pace.
Intanto a Milano vengono rinvenuti in un’area industriale dismessa i resti di una donna e il collega Pietro Corsani la coinvolge, suo malgrado, in un’indagine ben oltre le mura della città, dove i milanesi sciamano per soddisfare desideri inveterati. Scissa tra la tragedia della bambina scomparsa e il male quotidiano del suo lavoro, l’ispettore Vergani si ritrova a fare in conti con l’amore, quello da cui non si può sfuggire e dal quale si vuole a tutti i costi scappare. E mai come ora Maria Dolores deve ripercorrere il proprio passato – un percorso che la porterà forse a diminuire la distanza fra sé e le persone della sua vita.
Qui sotto potete vedere il booktrailer del libro:










































Leggilo…
lo farò di sicuro, Ale
l’unico intoppo sono i libroni che ho prima (Grangé e Gomez-Jurado)… mi sa ci vorranno almeno 15 giorni, se non cincischio
Il tema noir è senz’altro accativate, ma la scrittura è composta di pagine flash, senza una ragionevole continuità di discorso tra i vari capitoli brevi.
Si devono ricomporre i vari pezzi in testa per poter proseguire.
Sarà un modo innovativo di scrivere ma, per me, non è piacevole e dopo 100 pagine lo abbandoni. Non dico che bisogna scrivere come nell’ottocento ma neanche stravolgere le regole.
Comunque va acquistato per capire che esiste anche questa realtà di scrittura.