Scacco al re – William Bavone

Scacco al re – William Bavone

Editore: Newton Compton
Manuela Maccanti
Protocollato il 11 Luglio 2025 da Manuela Maccanti con
Manuela Maccanti ha scritto 17 articoli

Scacco al Re o… alla coscienza?

Una partita a scacchi, nata per distrarsi, che si trasforma in ossessione.

Una famiglia apparentemente perfetta che si sfalda tra sospetti, silenzi e verità taciute.

Un avversario invisibile che sembra conoscere ogni paura, ogni cedimento, ogni segreto.

Con Scacco al Re, edito da Newton Compton, e seguito dell’acclamato Il Morso del Varano, torna l’ispettore Nico De Luca, il cosiddetto “Salentino Albino”, in una nuova indagine che sfida le regole del giallo tradizionale e rifugge i tecnicismi investigativi per addentrarsi nei recessi più oscuri dell’animo umano.

William Bavone, penna poliedrica e sorprendentemente ingegnosa, firma un romanzo in cui i delitti non sono il fulcro ma l’innesco. La vera partita, più subdola e pericolosa, si consuma altrove.

La posta in gioco?

Alta, altissima.

La coscienza. La famiglia. La vita stessa.

Con una struttura narrativa a doppio binario, Scacco al Re alterna l’indagine su campo – condotta dall’ispettore De Luca e la sua squadra – alla lenta implosione della famiglia Galimberti: Vincenzo, Monia e il figlio Diego. Ogni capitolo porta il nome di un pezzo degli scacchi in un ingranaggio oliato e sofisticato che dosa con sapienza ritmo, tensione e ambiguità.

E, tra le righe, si fa strada una domanda: chi muove davvero i pezzi?

Per scoprirlo, occorre analizzare i personaggi. Uno a uno.

Alcuni sembrano giocatori. Altri, pedine. O forse no.

Il Cavallo: Nico de Luca. Disilluso ma non cinico. L’ispettore condensa umanità, intuizione e un’ironia corrosiva. Si muove fuori dagli schemi, intercetta traiettorie oblique, rompe le simmetrie. Segnato da un passato irrisolto e incalzato da un presente che non concede tregua, è un cavallo stanco ma esperto. Ha una cicatrice sul volto e molte altre conficcate nell’anima.

Il Re Bianco: Vincenzo Galimberti. Impiegato bancario frustrato, marito sull’orlo del collasso, padre inquieto. Cerca sollievo (e rifugio) nella piattaforma virtuale delle partite a scacchi. Ma il gioco diventa incubo quando si trova ad affrontare Faber37. Un nome, un enigma. Sadico, sobillatore, una sorta di specchio deformante delle paure di Vincenzo. Faber37 sembra conoscerlo, lo provoca con frasi ambigue, lo incalza con mosse impreviste. Lo anticipa.

Vincenzo si sente braccato, manipolato. Ossessionato. Vede nemici ovunque. E la paranoia cresce.

La Regina: Monia. Architetto d’interni, moglie di Vincenzo, madre di Diego. Donna forte, razionale, all’apparenza incrollabile. Forse, il personaggio più lucido: vede, comprende, prevede. Ma anche la Regina può cedere alla tentazione di una scelta azzardata. E rovinare ciò che sembrava intoccabile. Ogni mossa ha un prezzo. E ogni colpa… una punizione.

L’Alfiere: Diego. Figlio adolescente dei Galimberti, studente liceale, incerto sul futuro, sulla facoltà da scegliere, su chi diventare. In bilico tra il bisogno di ancoraggi e l’urgenza di liberarsene. Come l’alfiere sulla scacchiera, si muove ai margini della scena. Sembra fuori dai giochi ma non lo è. Quando il velo cade, e scopre il segreto familiare, resta sconvolto. Talmente sconvolto che ogni passo è una fuga. Un abisso.

Accanto all’ispettore, i due fidati collaboratori Antonio Conti e Gabriele Molinari e l’ultimo arrivato, Filippo De Vitis, fervente ammiratore di De Luca. Sul fronte opposto il PM Ponzi, incarnazione della burocrazia ottusa, più interessato ai risultati che alla giustizia.

E poi c’è Bologna. Coi suoi portici, i mercati affollati, le case appiattite, le contraddizioni. Non è solo uno sfondo ma una scacchiera vivente, a tratti spietata, dove ogni anfratto può nascondere trappole.

E ogni angolo può essere la casella… fatale.

Tutto comincia con due omicidi, in apparenza scollegati: Chiara Boldini, trovata morta in vicolo Otto Colonne, ed Elena Palladini, accoltellata sotto una parete di graffiti. Le indagini si orientano su Chinua Habile, immigrato nigeriano. Ma qualcosa non torna e l’uomo viene ufficialmente scagionato.

Allora chi è l’assassino, il Re Nero?

De Luca non fa in tempo a chiederselo che avviene un terzo delitto: Demetra Cangiotti, uccisa in via Pietralata. La trama si infittisce. Stesso modus operandi. Stessa ferocia, stessa rabbia. Un dettaglio unisce le tre vittime: il mercato del Pratello, il sabato mattina. Anche Vincenzo lo frequentava.

De Luca prova a riannodare l’intrico di fili, omicidi e sparizioni. Qualcosa lo spinge a incrociare il cammino di Vincenzo. Il Re Nero potrebbe avere qualunque volto. Perfino il suo.

Il tempo è agli sgoccioli. Il gioco sta finendo. Chi vincerà?

Bavone dimostra una padronanza matura e consapevole della scrittura. Con uno stile originale, mai artefatto né ridondante, intreccia lirismo e asciuttezza sostenuto da una scelta, e varietà lessicale, ampia e mirata. Il ritmo, ora incalzante, ora sospeso, asseconda la suspense, amplificandola, esasperandola. La tensione psicologica è costante, sotterranea, carsica: non esplode mai del tutto ma c’è.

Scacco al Re è molto più di un giallo/thriller. È un romanzo d’indagine sulle fratture, e le storture, dell’anima, una riflessione sulla colpa, sul gioco di potere (o sul potere del gioco), sulla coscienza e sulla possibilità – o impossibilità – di redimersi. Tra colpi di scena a profusione, illusioni e incastri perfetti, Bavone trascina il lettore verso un epilogo tragico ma potente che chiude la partita senza pietà.

Scacco matto. E non solo per chi è caduto.

Imperdibile.

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Scacco al re – William Bavone