L’oro dell’inferno – Eric Frattini

L’oro dell’inferno – Eric Frattini

Editore: Nord
Giuseppe Pastore
Protocollato il 19 Ottobre 2011 da Giuseppe Pastore
Giuseppe Pastore ha scritto 935 articoli
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Oggi al Thriller Café recensiamo “L’oro dell’inferno“, opera del maestro del thriller d’inchiesta, Eric Frattini.

La quiete della Città Eterna viene squarciata da una serie di omicidi tanto brutali quanto enigmatici. Le vittime non sono persone comuni, ma cardinali, principi della Chiesa, trovati morti in circostanze che sembrano evocare un’antica e terribile profezia. A indagare non è la gendarmeria, né la polizia italiana. Le redini del caso vengono affidate al servizio segreto vaticano, e in particolare al suo agente più letale e insospettabile: una suora. Suor Sofía, addestrata per uccidere e per obbedire, si lancia in una caccia disperata contro un nemico che sembra conoscere ogni segreto della Santa Sede. La sua indagine la porterà a scoperchiare un vaso di Pandora colmo di corruzione, lotte di potere e un tesoro leggendario che potrebbe riscrivere la storia e far crollare la Chiesa dalle fondamenta.

A scanso di equivoci, chiarisco subito che non è un romanzo alla Dan Brown, anche se l’ambientazione vaticana e la caccia a un segreto millenario potrebbero trarre in inganno. Brown si affida alla simbologia e all’avventura rocambolesca, mentre Frattini, giornalista investigativo, costruisce una trama che ruota attorno a storia, politica e finanza. Ogni intrigo, ogni tradimento, è del tutto plausibile: “L’oro dell’inferno” ci fa immergere in un mondo che l’autore conosce come le sue tasche, descritto con una precisione quasi documentaristica.

Il Vaticano che l’autore ci presenta è un nido di vipere, un centro di potere globale dove lo IOR, i servizi segreti e le antiche fazioni si scontrano in una partita a scacchi mortale. Suor Sofía è la pedina perfetta per muoversi su questa scacchiera: una donna divisa tra i suoi voti e la sua licenza di uccidere, un personaggio tragico e potente che incarna la perenne contraddizione tra il sacro e il profano.

Thriller per palati fini, questo romanzo è una lettura che lascia il segno, nonostante i personaggi un po’ piatti e bidimensionali. Nel complesso una lettura suggerita.

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