Dall’acquisto di una macchina fotografica usata, nella cui memory card sono rimaste cinque foto, prende avvio la vicenda di “La ragazza con la gonna a fiori” di Guido Rodriguez, Morellini Editore – un noir psicologico appassionante che scava nella mente del protagonista.
Antonio Ricci, un giornalista genovese 52enne appassionato di fotografia, conosce durante una vacanza in Grecia nell’estate 2020 segnata dal COVID Laura Baldini, 36 anni – e nel giro di pochi giorni nasce fra loro una storia d’amore.
Avendo perso la propria macchina fotografica, Antonio decide di acquistare una Leica usata, nella cui memoria trova le foto di alcune giovani donne – una con la gonna a fiori – e di un paio di dettagli difficili da interpretare di primo acchito (sembrano essere un muro graffiato ed uno stipite).
Facendosi aiutare da persone competenti nel migliorare la risoluzione delle immagini, Antonio è coinvolto in una indagine sia sui volti ritratti – in particolare lo ha colpito quello della ragazza che dà il titolo al romanzo -, sia dentro se stesso.
Il volto della ragazza con la gonna infatti destabilizza Antonio, il cui passato è segnato dalla perdita di entrambi i genitori quando era solo un ragazzino di sette anni, in un incidente d’auto che lo ha lasciato affetto da “amnesia dissociativa generalizzata”: Antonio ha perso la memoria di tutta la sua vita antecedente all’incidente.
Da allora è cresciuto con lo zio Ettore, un uomo a cui è profondamente legato e che nelle pagine del romanzo appare come un solido punto di riferimento per il protagonista, nonostante l’età avanzata e la patologia neurologica di cui soffre.
Tra mondo reale, fotografie del passato e mistero, Guido Rodriguez ci regala un noir che porta alla luce le ferite dell’anima: quando il suo protagonista vede le foto memorizzate nella Leica, a poco a poco la sua mente produce collegamenti inaspettati che lo costringono ad un percorso di indagine.
L’immagine della ragazza con la gonna infatti risveglia in Antonio il ricordo di un poster visto durante la vacanza in Grecia presso il Commissariato di Polizia Locale, che ritraeva i volti di numerose giovani di varie nazionalità scomparse in Grecia – una in particolare, neozelandese, scomparsa addirittura 10 anni prima (cioè nel 2010) quando si trovava in vacanza con i genitori ad Argostoli, mai rintracciata.
Quel volto scava nella mente di Antonio anche a livello personale, risvegliando ricordi della madre sopiti a causa di un tremendo gioco di rimozione, e che riportano a livello di coscienza percezioni di tanti anni prima.
Il noir di Guido Rodriguez quindi non è solo l’indagine sulle tracce rinvenute nella Leica, ma anche un confronto con se stessi che richiede al lettore da un lato attenzione nella risoluzione dell’enigma e dall’altro forza per affrontare un passato oscuro e ricco di conflitti.
In questo viaggio non mancano pericoli – per l’incolumità di Antonio nei vicoli di Genova, la città che esce come una vera ulteriore protagonista dalla penna di Rodriguez.
L’autore nei primi capitoli del libro ci parla della Grecia e di Itaca (mete della vacanza di Antonio) descrivendo un paesaggio indimenticabile con colori (quelli del mirto e degli oleandri) e profumi: grazie a descrizioni molto dettagliate, il lettore può persino percepire il profumo della liquirizia, della lavanda e degli ulivi, e soffrire per il caldo opprimente ed il bollente asfalto greco.
Parimenti, nella parte successiva la vicenda si sposta a Genova, ed il lettore camminerà verso il porto e le gomene del Galeone, scorgendo in lontananza la Lanterna (il faro simbolo della città).
Cresciuto a Genova, Guido Rodriguez in tal modo omaggia la sua città d’adozione rendendola viva protagonista nell’indagine sulla ragazza neozelandese scomparsa.
Nelle pagine del noir si parla di uno spregevole e criminale traffico di esseri umani, dell’infame prigionia a cui sono costrette le donne tra droga e sevizie, di corruzione diffusa, della rete di protezione che la criminalità ha saputo costruire intorno ai propri illeciti, di persone insospettabili coinvolte.
L’autore punta il dito sul trafficking che tocca molti Paesi europei: la cattura, il trasporto e trasferimento in altri Paesi, l’alloggio in condizioni spaventose delle giovani donne sequestrate, usando mezzi illeciti ai fini del loro sfruttamento – un giro d’affari colossale che Guido Rodriguez descrive nei capitoli del romanzo.
“La ragazza con la gonna a fiori” nasce come un romanzo d’amore ma ben presto si sviluppa in un noir psicologico intenso: fa da sfondo alla vicenda una fusione di parecchi sentimenti, quali paura per la sorte della ragazza del titolo ed anche del protagonista e della sua compagna, orrore per ciò che Antonio scopre, vergogna pensando a ciò che l’uomo può arrivare a fare – ma ci sono anche pagine spensierate nei primi capitoli del libro in cui si descrive la vacanza in Grecia, quando sboccia l’amore tra Antonio e Laura.
L’intero romanzo è scritto in prima persona con molti capitoli brevi caratterizzati dal tormento che il protagonista vive mentre si sta avvicinando alla verità: la tensione narrativa e la padronanza lessicale dell’autore – che ha uno stile curato e lineare – ben rappresentano la dimensione di approfondimento interiore.
Il personaggio del protagonista coinvolge perché è un uomo colto ma fragile, curioso ma confuso a causa della propria amnesia – ed il lettore sarà colpito dalle molte ferite e dai dolori che Antonio ha vissuto.
Elementi chiave di questo raffinato romanzo noir sono i temi affrontati, sia di denuncia (trafficking) che di introspezione (memoria, identità); inoltre è dominante il tema del viaggio – pensiamo ad Itaca, simbolo metaforico del viaggio oltre che destinazione della vacanza, e a Genova, città di viaggiatori.
Con “La ragazza con la gonna a fiori”, Morellini Editore, Guido Rodriguez – Professore di Neurofisiopatologia in pensione – esordisce nel mondo della scrittura a tinte noir confermando l’interesse ad indagare su cervello e reazioni umane – anche nel suo romanzo, così come faceva per professione.
E’ fondatore di Creamcafe, uno spazio dedicato a persone che desiderano mantenere attive le proprie capacità cognitive attraverso diverse attività (conversazione, laboratori di pittura e musica, incontri specifici sui disturbi cognitivi e le loro conseguenze); vi è anche uno sportello di ascolto e supporto per i familiari che si prendono cura di persone affette da demenza.
Guido Rodriguez si è aggiudicato la vittoria del Premio Selezione Bancarella 2025, ed è quindi uno dei sei finalisti del Premio Bancarella che verrà conferito a Pontremoli i prossimi 19 e 20 Luglio 2025.
