E’ con grande piacere che ospitiamo oggi al bancone del nostro Thriller Café Bianca Iosivoni – autrice tedesca di successo, il cui thriller “Sorry. I did it for you”, Giunti Editore, è stato recentemente recensito da Federica Cervini.
[Federica Cervini]: ciao Bianca benvenuta.
Parlaci del genere new adult: di cosa si tratta e come si inserisce nel panorama del mondo thriller?
[Bianca Iosivoni]: innanzitutto grazie per avermi contattato Federica e per avermi concesso questa intervista: sono onorata e felice di rispondere a tutte le tue domande.
Il genere new adult ha colmato uno spazio vuoto tra la narrativa young adult e quella per adulti, principalmente con protagonisti dai 18 ai 25 anni che affrontano i temi tipici di questo periodo della vita: finire la scuola, andare a vivere da soli e trovare una propria casa, iniziare l’università, innamorarsi, stringere nuove amicizie e, soprattutto, creare la vita che si desidera.
Non c’erano molti libri su questi argomenti – e così è nato il genere; anche se, per essere precisi, il new adult è il termine con cui ci si riferisce al pubblico di riferimento, più che non il genere, proprio come per la narrativa young adult.
Non sorprende che gli autori di libri new adult si siano avventurati anche in altri generi, dal romance al fantasy, dalla suspense al thriller.
I thriller new adult sono ancora un fenomeno molto nuovo, rivolto ad un pubblico giovane, ma si inseriscono perfettamente tra i thriller young adult e i thriller classici che tutti conosciamo e amiamo.
[FC]: “Se fa male, allora non è amore” – questo è il senso profondo del tuo thriller.
Come ti è venuta l’idea per la trama di “Sorry. I did it for you”?
[BI]: Adoro questa frase, perché riassume l’intero libro ed è anche uno dei messaggi chiave della storia.
Ho avuto quest’idea anni prima di scrivere il libro: originariamente pensavo ad un romance, ma all’epoca sapevo istintivamente che la trama era troppo dark e non del tutto adatta a quel periodo e a quell’editore.
Così, l’idea è rimasta nella mia mente per anni finché non ho trovato un nuovo editore che volesse espressamente lavorare a un thriller con me – e l’ho ripescata.
Una curiosità: ho mandato alla mia editor una lista con un paio di idee diverse in modo da poter fare brainstorming insieme; poco prima del nostro incontro, le ho mandato un’altra idea, molto spontaneamente e solo in base all’istinto.
Questa nuova idea è finita per diventare il libro “Sorry. I did it for you”.
[FC]: Perchè a tuo parere il genere thriller può essere portavoce della denuncia della violenza sulle donne?
[BI]: Perché quando leggiamo viviamo indirettamente attraverso gli occhi del protagonista: amiamo, piangiamo e soffriamo con lui – quindi ciò che leggiamo ha un impatto diverso e risulta più personale.
Le persone che hanno subito violenza domestica possono sentirsi comprese, mentre chi ha avuto la fortuna di non imbattersi mai in questo argomento può comprenderlo meglio e imparare a riconoscerne i segnali d’allarme nella vita reale.
È un argomento molto importante che dovrebbe essere discusso più apertamente e su ogni tipo di piattaforma.
[FC]: Parliamo dei due personaggi maschili principali, Julian e Cooper: la costruzione di quale dei due ti ha dato più problemi?
[BI]: Mi è piaciuto scrivere di entrambi i personaggi ma a essere sincera, poiché sapevo come sarebbe finito il libro ancora prima di scriverne la prima parola, all’inizio ho avuto un po’ di difficoltà a far innamorare me, Robyn ed i lettori di Julian.
Ho dovuto staccare la spina e ignorare ciò che sapevo della storia, solo per poterla scrivere fino in fondo.
[FC]: Ti abbiamo in precedenza conosciuta come autrice di romance e fantasy, ed ora esordisci nella narrativa con un thriller: eppure anche in “Sorry. I did it for you” l’amore non viene trascurato.
Qual è stata la sfida più grande per te nello scrivere una storia d’amore in un contesto thriller?
Ed inoltre nel tuo romanzo tu riesci a farci innamorare di Julian, poi lo temiamo ed odiamo: come evolvono i sentimenti di uno scrittore nei confronti dei suoi propri personaggi?
[BI]: Penso che il punto più impegnativo sia stato bilanciare suspense ed amore, in modo che nessuno dei due elementi fosse troppo presente – ma nemmeno troppo poco.
Essendo questo il mio primo thriller romantico, ho imparato parecchio leggendo questo libro e anche scrivendo il successivo.
Quanto a Julian: lo odiavo già prima di iniziare a scrivere il libro! quindi, ho dovuto ignorare tutto ciò che già sapevo di lui ed approfondire il punto di vista di Robyn – per arrivare a conoscerlo ed amarlo come lei.
Alla fine, i miei editor e i miei beta readers hanno confermato che ha funzionato – perché a volte, essendo l’autore, sei troppo immerso nella storia e quindi non riesci più a vederla chiaramente.
[FC]: Descrivici il rapporto tra Robyn e sua sorella Sara: come l’una e l’altra si sono sempre appoggiate ed aiutate, le loro affinità e differenze caratteriali.
[BI]: Robyn e Sara sono personaggi molto diversi ed hanno vite completamente diverse.
Mentre Sara è una giovane madre che fa diversi lavori per mantenere se stessa e la sua bambina, Robyn è quella ambiziosa con una grande voglia di viaggiare.
Ma sono sorelle, quindi c’è un legame indissolubile tra loro.
Sara è una delle poche persone con cui Robyn si sente veramente al sicuro, quindi ovviamente si rivolge a sua sorella quando è nei guai, e Sara è felice di aiutarla.
[FC]: Quali sono gli autori thriller che leggi di preferenza e che ci suggerisci di non perdere?
E per concludere, vuoi lasciare un messaggio di saluto ai lettori di Thriller Café?
[BI]: Personalmente, ho adorato la serie “Housemaid” di Freida McFadden, ma apprezzo molto anche i libri di Ruth Ware, Claire Douglas, Lucy Foley e Holly Jackson.
Ringrazio tutti coloro che leggeranno questa intervista.
Ai lettori di Thriller Café auguro buon divertimento, se non avete ancora letto il mio libro.
E se l’avete già fatto, spero che vi sia piaciuto!
Non esitate a contattarmi su Instagram o tramite il mio sito web: adoro sentire le vostre opinioni e vi auguro il meglio.
Federica Cervini e Thriller Café ringraziano Bianca Iosivoni per la disponibilità.
La foto di Bianca Iosivoni è pubblicata con permesso dell’autrice ed è opera di Michael Bader (https://www.michael-philipp-bader.com/).

