Intervista a Bak Sulmi

Intervista a Bak Sulmi

Federica Cervini
Protocollato il 5 Dicembre 2025 da Federica Cervini
Federica Cervini ha scritto 52 articoli
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L’ospite dello spazio interviste al bancone del Thriller Café è oggi l’autrice coreana Bak Sulmi, in libreria con “Piccoli inganni crudeli”, Longanesi Editore – qui recensito da Federica Cervini ; si tratta di un thriller singolare che ha già ottenuto un grande successo fra i lettori italiani.

Conosciamo insieme l’autrice ed approfondiamo con lei alcuni temi del suo romanzo.

[Federica Cervini]: Iniziamo la nostra chiacchierata parlando di letteratura coreana thriller, di cui tu sei già divenuta una esponente di rilievo: quali sono a tuo avviso le caratteristiche di un buon thriller?
Esistono a tuo parere delle regole per scrivere un romanzo di genere thriller?

[Bak Sulmi]: cCedo che il criterio per giudicare un buon thriller sia quanto riesca ad indurre il lettore a porsi domande.
Uno scrittore che gestisce i thriller con intelligenza sa come creare una tensione sottile che mantiene costantemente alta la curiosità dei lettori; e sa come sfumare i confini in modo che i lettori si sentano confusi su ciò che è giusto e ciò che è vero. Un buon thriller sa come tenere in piedi al meglio questo confine pericoloso.
È come camminare nell’aria, ma in realtà si cammina su un vetro trasparente: il pavimento di vetro è un trucco che lo scrittore escogita per creare tensione, e quando il trucco viene svelato al culmine della vicenda i lettori provano un brivido lungo la schiena.

[FC]: nel tuo thriller parli di adolescenti coreani chiusi “come ricci: all’apparenza minacciosi, pronti a respingere chiunque provi ad avvicinarsi, ma in fondo desiderano ardentemente che qualcuno li ascolti”.
Poi, poche righe più in là, affermi che “a livello affettivo e di fiducia il rapporto con i genitori plasma il carattere di una persona ed influenza profondamente tutta la sua esistenza”.
Parlaci a tale riguardo degli adolescenti della Corea del Sud: quali i loro ideali, quali le caratteristiche principali della loro cultura – che a noi affascina profondamente.

[BS]: nella società sudcoreana il successo è considerato più prezioso di ogni altra cosa; di conseguenza per i giovani coreani il successo è un valore di importanza vitale.
Si impegnano per migliorare i propri voti, per entrare in università prestigiose ed ottenere ottimi lavori.
Nel farlo, esprimono l’ardente desiderio di diventare figli di cui i loro genitori possano vantarsi con orgoglio.
Il senso di responsabilità da un lato e la brama di riconoscimento dall’altro si trasformano simultaneamente in un pesante fardello, percui a volte i ragazzi si sentono soffocati, sognando una fuga completa dalle aspettative dei genitori.
Molti giovani coreani vagano tra questi due desideri contrastanti.

[FC]: “Il novanta per cento degli errori di un figlio dipende dai genitori, che sia per genetica o educazione”.  
Quali sono le caratteristiche principali dell’educazione dei giovani in Corea e del rapporto genitori-figli?
Quali i valori che vengono dai genitori trasmessi ai figli?

[BS]: Come accennavo in precedenza, l’istruzione sudcoreana stimola i giovani a provare contemporaneamente senso di responsabilità e desiderio di ribellione.
Nelle famiglie sudcoreane, che pongono l’accento sulla comunità, i genitori accettano i figli non come esseri indipendenti ma come parti di sé stessi – e a volte impongono loro una pressione eccessiva.
In casa, i genitori credono che i figli abbiano il dovere di svolgere i ruoli loro assegnati, che lo vogliano o no; pertanto sono riluttanti ad avere fiducia nel loro libero arbitrio.
Questo rimane un elemento irrisolto ancora oggi per le famiglie coreane.

[FC]: Parlaci del PCL-R, un test per il disturbo antisociale della personalità – che viene somministrato a Yujae.
Come ti sei documentata circa questo argomento?
Spiega ai nostri lettori anche cosa è la acrofobia – di cui soffre Yuchan.

[BS]: ho conosciuto la Psychopathy Checklist – Revised (PCL-R) attraverso la lettura di diversi articoli su delitti: è composta da 20 item e viene utilizzata nelle indagini sui criminali.
Inoltre, ci sono state parecchie persone intorno a me che soffrivano di acrofobia: questa parola indica uno stato in cui si prova estrema ansia e paura quando si sale in quota.
Le persone con acrofobia evitano risolutamente di arrampicarsi in luoghi elevati e, poiché la riconoscono come una delle loro debolezze, non ne parlano facilmente agli altri.

[FC]: “Ingannare le persone è la cosa più facile del mondo” così scrivi nel tuo thriller.
Parliamo di inganno e fiducia: come è possibile costruire un rapporto di fiducia quando mentire è all’ordine del giorno?

[BS]: Penso che sia una questione davvero difficile.
Ingannare gli altri è molto più facile e semplice di quanto pensiamo, e accade di routine nella vita di tutti i giorni.
Nel peggiore dei casi, tali atti possono degenerare in reati – un esempio lampante è il voice phishing o vishing.
In un mondo inondato di bugie, non è facile vivere fidandosi degli altri.
Fortunatamente, gli esseri umani possiedono una coscienza che ci aiuta a giudicare ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.
Più persone ci saranno che vivono secondo la propria coscienza, più si costruirà un mondo di fiducia.
Tuttavia, non si può riporre questa speranza esclusivamente sui singoli individui: ecco perché sono necessarie leggi ed istituzioni sane.

[FC]: Yujae su consiglio di Mira, legge “I fratelli Karamazov”, poi “Demian” di Herman Hesse, “Cime tempestose” di Emily Bronte e “Lo straniero” di Albert Camus.
Quali sono i libri che tu hai letto e che ci consigli di non perdere?

[BS]: So che l’Italia ha molti scrittori eccellenti.
A proposito di classici, ho letto con piacere e curiosità la Divina Commedia di Dante Alighieri.
Mi piace particolarmente la parte dell’Inferno: la sua rappresentazione mi ricorda i regni infernali buddisti – ma io sono cristiana.
La Divina Commedia offre spunti di riflessione filosofica ed etica, quindi se amate i libri vi consiglio vivamente di leggerla. … indimenticabile il famosissimo: “Lasciate ogni speranza, voi che entrate!

[FC]: dall’e-book al webtoon all’edizione cartacea: come ha influito il successo sulla tua vita?

[BS]: Ho raggiunto il successo attraverso una serie di passi, e basandomi su quelle piccole esperienze ho rafforzato la mia volontà di vivere.
Credo che i piccoli successi svolgano un ruolo fondamentale nel sostenere la nostra vita.
In altre parole, che sia grande o piccolo, nessun successo è privo di valore.

[FC]: quali progetti hai per il futuro?
Stai scrivendo un altro thriller?

[BS]: sto progettando la stesura di un romanzo basato sulla storia della Corea del Sud; non è un thriller in piena regola, ma rispecchia lo stile thriller che mi contraddistingue.
… e spero, quando sarà pronto, di poter incontrare di nuovo i lettori italiani.

Thriller Café e Federica Cervini ringraziano Bak Sulmi per la disponibilità a rilasciarci un’intervista.

La foto di Bak Sulmi è pubblicata su concessione dell’autrice.