James Hackett, un piccolo antiquario inglese che, come ogni anno, partecipa alla fiera Antiquitates di Trani, viene trovato morto all’interno del suo stand. All’inizio, il movente risulterà ignoto perché non sembra esserci stato nessun furto ed è, quindi, probabile che l’assassino avesse, nei suoi confronti, un risentimento talmente grande da arrivare a strozzarlo a mani nude.
A occuparsi del caso sarà il vicequestore Gaia Innocenti, ferrarese di nascita e da poco trasferita a Trani.
«Era un anno e mezzo che abitava a Trani, dopo la cazzata di Ferrara. Una cazzata che il suo collega De Nittis aveva coperto, per fortuna. Aveva persino ricevuto un encomio per la brillante risoluzione del caso, ma la verità era che, senza volerlo, aveva ammazzato un uomo disarmato, anche se un assassino.»
La donna, dai modi spicci e poco inclini al dialogo e che ha iniziato a farsi comprendere dalla sua squadra anche solo tramite grugniti o alzate di sopracciglia, intuirà che una serie di segreti e di avvenimenti possono essere all’origine dell’omicidio.
Ma anche la Innocenti ha più di un segreto ben celato che non desidera certo far trapelare. Infatti, di notte diventa Tania Neri e, insieme all’associazione Articolo 2, si occupa di sfamare e accogliere i senzatetto della regione.
«Infilò la tuta, nera, aderente, accese l’altro cellulare e aspettò che Stefano Costa si facesse vivo. Era grazie a lui che aveva scoperto l’associazione, una zona franca nella quale anestetizzare i pensieri e cullare la speranza che, in qualche modo, avrebbe potuto farcela.»
Ma il suo volontariato all’associazione umanitaria non è l’unico segreto di Gaia Innocenti. La donna sembra fuggire da un passato doloroso che torna, senza tregua, a tormentarla.
«Per alcuni il passato è un luogo in cui rifugiarsi quando la realtà si fa ingiusta e incomprensibile. Per lei era un gorgo che ritornava a risucchiarla ogni volta che si illudeva di navigare in acque calme. E, questa volta, il rischio era quello di andare a fondo definitivamente.»
Dopo la serie del Capitano della Finanza De Nittis, pugliese di nascita e trapiantato a Ferrara, Paolo Regina ci regala il suo opposto: un’emiliana trasferita a Trani. Di primo acchito, i due sembrerebbero avere personalità diversissime tra loro: solare ed empatico il primo, asociale e scorbutica quest’ultima, ma in corso di lettura si comprenderà che l’atteggiamento di Gaia è solo una maschera, un modo per proteggersi.
E sullo sfondo, la terra di Puglia che Gaia sta ancora “annusando” e con la quale deve ancora imparare a convivere e che per ora la vede solo come «Una terra in cui i colori, i sentimenti, il bene e il male erano sempre esagerati, amplificati. A volte intollerabili.»
Senza dubbio, Gaia è un personaggio che spacca perché si scoprirà, pagina dopo pagina, chi è veramente, quanta sofferenza ha passato e quanto cuore ha, anche se cerca di proteggersi da tutto e da tutti.
«Il cuore delle donne può diventare duro come il diamante, ma conserva sempre un punto debole minuscolo, invisibile. Se lo tocchi, anche sfiorandolo, potrebbe esplodere in mille pezzi. Come un bicchiere di cristallo contro il muro.»
Accanto a lei, l’ispettore Michele Marzano e la giovane agente della Scientifica Viola Nolé che avrà un ruolo fondamentale nelle indagini e nella vita di Gaia.
La scrittura di Paolo Regina è, come sempre, garbata, curata e fluida e l’intreccio è ricco di suspense, fino al colpo di scena finale che è un vero pugno nello stomaco. Lunga vita a Gaia Innocenti!
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