Con “Una Moglie Devota”, Liane Child si avvicina per la prima volta al fenomeno delle “tradewife”. La parola è un neologismo con il quale si indica una moglie tradizionale. Una donna, cioè, che sceglie di adottare il ruolo di genere della donna tradizionale, dedicandosi esclusivamente al marito, ai figli, alla cucina e alla cura della casa. Come la stessa Child ci racconta, alcune di queste donne sono delle importanti influencer, anche se “Lo stile di vita delle tradewife ha suscitato dibattiti dentro e fuori gli USA”.
Ora, però, torniamo al romanzo e ai suoi personaggi. La protagonista, Madison March è la moglie perfetta, con la vita e la famiglia perfetta. Suo marito, Michael, è un uomo forte e giusto e il suo unico scopo nella vita è proteggere la propria famiglia, mentre i suoi quattro figli sono dei bambini adorabili, che studiano con un’istitutrice privata e aiutano la mamma nella realizzazione di tutti i suoi reel.
La realtà, però, è molto diversa da quella che Madison vende ai suoi follower. A occuparsi della casa, della cucina e del benessere dei figli non è lei, ma la sua cara amica Lori, con la quale condivide un oscuro segreto. In quanto a Michael, il marito perfetto in realtà è un vero e proprio prepotente: picchia i bambini per educarli e tradisce la moglie. Ẻ proprio a causa dei suoi continui tradimenti che Madison decide di assumere una nuova istitutrice: non una donna del Montana, bionda, formosa e sottomessa al maschio, ma un a ragazza di Boston: bruna, dai capelli corti, dalle forme appena accennate e con un piercing a decorarle il naso. Ẻ convinta che Michael la ignorerà, ma non è così. Suo marito è un cacciatore e come tale si comporta. Quando Cally rifiuta le sue avance, Michael tenta persino di usarle violenza, quella violenza alla quale a casa March sono tutte talmente abituate che, quando Cally denuncia ciò che ha subito, Lori risponde: “Purtroppo dubito che rispettare le donne fosse una priorità nell’educazione che ha ricevuto. Come capita a troppi uomini da queste parti.”
Eppure, nonostante sembri che Madison e Lori siano sottomesse e disposte a subire ogni prevaricazione messa in atto da Michael, l’arrivo di Cally mina dall’interno il fragile equilibrio su cui si basa la vita familiare perfetta venduta sui social. E non è il solo pericolo che la nostra tradewife si trova ad affrontare. Perché lei e Lori sono legate da un passato di morte che all’improvviso esce dall’ombra per reclamare vendetta.
Così, mentre il rapporto con Maichael si incrina e Lori si avvicina sempre più a Cally, minacciando i suoi segreti più inconfessabili, Madison scopre che il suo passato non è morto, ma è tornato per trascinarla nel baratro da cui era riuscita a fuggire.
Attraverso una serie continua di colpi di scena l’autrice ci trascina a poco a poco nel gorgo del noir e quello che sembrava un tranquillo romanzo rosa, che vede per protagonista una delle famiglie dell’America che sostiene Donald Trump e la filosofia Maga, diventa una storia truce, dove nulla è come sembra e la morte è in agguato.
La tecnica usata per il racconto aiuta nello sviluppo della narrazione, perché ci presenta la situazione attraverso il punto di vista di quattro donne: Madison, Lori, Cally e una misteriosa Brianna. Una follower della padrona di casa che tenta di seguire i suoi insegnamenti, ma alla fine si ribella. Essere una tradewife è troppo difficile se non impossibile, a meno che non si abbiano già parecchi soldi a disposizione e diverse persone pronte a darti una mano. Brianna, purtroppo è sola, incinta, non ha un dollaro e suo marito la picchia a sangue. E allora, come può diventare una tradewife? Ma chi è davvero questa Brianna? Alla fine della storia lo scopriremo e sarà uno dei colpi di scena che costellano il finale del romanzo.
“Una moglie devota” è una storia che colpisce come un pugno nello stomaco e a dispetto dell’apparente leggerezza è un romanzo che invita a riflettere sull’effettivo ruolo della donna nella società. Quello che Madison vende come la sua vita è in realtà un’esistenza fasulla, costruita sul lavoro di Lori, di Cally e di tutte le persone che lavorano per lei. E allora, viene da chiedersi, perché in tanti le credono? Perché così tante donne pensano che la sua vita sia un sogno realizzabile?
“Una moglie devota” è un libro interessante, un thriller psicologico che sotto un’apparente superficialità disvela un mondo che non conosciamo: quello dell’America profonda, quella degli Stati rurali lontani dalla modernità, dove molte famiglie hanno scelto di tornare al patriarcato. Consigliato a tutti coloro che si chiedono il perché del trumpismo e che vogliono conoscere un’America che non è quella che ci viene continuamente presentata dai media.
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