Sotto gli occhi di tutti. Il gioco delle ombre – Daniele Piretti
Il Thriller Café vi porta oggi a Modena, per presentarvi “Sotto gli occhi di tutti – Il gioco delle ombre“, primo thriller di Daniele Piretti con protagonista l’ex ispettore di polizia Alessia Moretti.
Dietro l’eleganza ordinata e rassicurante della città emiliana si nasconde una rete spietata di silenzi e complicità. Alessia Moretti, sospesa dal servizio dopo la morte durante il periodo di protezione di un collaboratore di giustizia affidato alla sua responsabilità, ha cercato di lasciare a Trapani i propri demoni e le macerie di una carriera spezzata. Ma per chi ha passato anni a indagare su morti sospette, è impossibile ignorarne una quando ci si imbatte.
Stefano Rinaldi, un commercialista, è stato trovato privo di vita nella sua abitazione. Per la burocrazia si tratta di un decesso per cause naturali: nessun segno di effrazione, nessun disordine. Eppure, la perfezione quasi artificiale della scena del crimine insospettisce Alessia: un bicchiere lasciato esattamente a metà, un contenitore vuoto e una pulizia maniacale. L’incontro con il Vice Commissario Riccardo Marino, legato ad Alessia da un passato di amicizia e formazione condivisa, riporta in superficie un’intesa che all’epoca nessuno dei due aveva mai davvero interrogato.
Riesumando fascicoli dimenticati, la coppia d’indagine incrocia l’ombra de “Il Cerchio”, una struttura clandestina che muove i fili dietro la facciata rispettabile della città. Un sistema d’influenza in cui potere, denaro e fedeltà contano più della legge ufficiale. Più Alessia si avvicina a decifrare questa trama, più la distanza tra chi osserva e chi viene osservato si annulla, trasformando la caccia in un cortocircuito personale. Alla fine scoprire chi si nasconde nell’ombra significherà affrontare una domanda ancora più difficile: quanto si può perdere pur di arrivare alla verità?
Questa la vicenda che “Sotto gli occhi di tutti – Il gioco delle ombre” ci racconta; se la presentazione vi ha incuriosito, approfondite ulteriormente il romanzo con le nostre tre domande all’autore e un breve estratto, qui a seguire.
Tre domande all’autore
Com’è nato questo libro?
È nato da una domanda molto semplice: quanto può diventare inquietante un dettaglio assolutamente normale quando comincia a ripetersi? Un bicchiere lasciato a metà, un contenitore vuoto, una stanza perfettamente in ordine sono oggetti che, presi singolarmente, non significano nulla. Ma se ricompaiono in luoghi e tempi diversi possono trasformarsi in un linguaggio. Da questa idea è nata l’indagine di Alessia Moretti. Poi sono arrivate Modena e Marsala, due città molto diverse che mi permettevano di lavorare anche sul contrasto tra atmosfere, memoria e silenzi. Volevo costruire un thriller in cui il pericolo non si manifestasse subito attraverso la violenza, ma attraverso la sensazione che qualcosa di apparentemente normale sia, in realtà, stato predisposto con estrema precisione.
Qual è la cosa che i lettori potrebbero apprezzare di più nel romanzo?
Credo soprattutto il rapporto tra indagine e psicologia. Alessia non è un’investigatrice infallibile e non possiede più nemmeno il ruolo ufficiale che un tempo la proteggeva. Porta con sé errori, dubbi e ferite che influenzano il suo modo di leggere ciò che accade. Parallelamente, l’indagine procede attraverso piccoli elementi ricorrenti che acquistano significato poco alla volta. Mi piacerebbe che il lettore avesse la sensazione di investigare insieme a lei, cercando di distinguere ciò che è davvero una prova da ciò che potrebbe essere soltanto una coincidenza. E, man mano che la storia si allarga, anche la distinzione tra giusto e sbagliato diventa meno rassicurante.
Perché ha scelto una protagonista femminile?
La scelta di una protagonista femminile nasce anche da un’esigenza personale di scrittura. Non volevo confondere la mia voce con quella del personaggio né trasformare Alessia in una mia proiezione. Io mi sento piuttosto la voce narrante, colui che osserva, accompagna e mette in luce ciò che accade senza coincidere con chi lo vive.
Questa distanza mi permette di guardare Alessia dall’esterno e, allo stesso tempo, di lasciare spazio al lettore. Mi piace immaginare che, durante la storia, la sua voce possa sovrapporsi alla mia e dare un significato personale a ciò che sta leggendo. Ci sono momenti in cui ciò che sembra luce può rivelarsi oscurità, e ciò che appare oscuro può contenere una forma diversa di verità. È proprio in quella zona ambigua che vorrei che il lettore entrasse con la propria sensibilità, senza essere costretto a vedere le cose esattamente come le vedo io.
Forse è proprio questa distanza a permettermi di sentirla più vera: Alessia non è una versione di me, è un personaggio che posso osservare, contraddire e lasciare libera di compiere scelte che io stesso, al suo posto, forse non farei.
Estratto
Fascicolo Tre. Cinque anni fa: Marco Valli.
Il fantasma originario. Il paziente zero. Una cucina anonima. Un corpo supino sul linoleum economico. Un ambiente spoglio che non parla, che non racconta nulla, che non tradisce alcuna personalità. Come se l’uomo che abitava tra quelle mura avesse già cominciato a sparire lentamente molto prima di morire, lasciando dietro di sé soltanto superfici lisce e facili da pulire. Sul tavolo di formica scheggiata, una scatola di latta per biscotti. Il coperchio era sollevato. L’interno era un deserto di metallo. Solo qualche misera briciola, la polvere secca di un nutrimento ormai svanito, residui stantii sul fondo di un contenitore freddo. Un’altra cavità esposta. Un altro contenitore progettato per conservare, che ora non contiene più nulla. E, a chiudere la composizione, il bicchiere. Tè freddo, scuro. Anche in questo caso, il liquido ambrato esitava esattamente a metà strada tra l’orlo del vetro e il fondo. In un equilibrio precario e innaturale. Come se qualcuno avesse calcolato e scelto deliberatamente quel preciso punto medio. Come se la misurazione di quel “mezzo” fosse l’unico modo che l’assassino aveva a disposizione per dire qualcosa al mondo senza dover usare la voce.
Alessia prese le tre fotografie principali e le allineò, una di fianco all’altra, sul tavolo ruvido da lavoro. Sentì tutto il peso schiacciante della ripetizione caderle addosso. Non la accolse come un’illuminazione trionfale da detective, ma come un’incrinatura nel ghiaccio che si allarga sotto i piedi.
Una volta è un caso. Due volte è una coincidenza. Tre volte è una prova inconfutabile.
Il suo cervello addestrato le propose quell’antica formula investigativa con automatica, suadente facilità. E, per un istante, Alessia si rese conto di quanto fosse pericolosamente seducente. Di quanto fosse infinitamente comodo credere ciecamente che l’apparizione del terzo elemento trasformasse all’istante ogni sospetto in certezza. Ma lei non voleva una soluzione comoda. Lei voleva una soluzione vera.
Non c’era alcuna casualità in quel livello dei liquidi. C’era un freddo calcolo matematico, si disse, e quell’idea le diede una scossa lungo la spina dorsale. Tre uomini anagraficamente diversi, morti in tre momenti temporalmente distanti, in tre luoghi geograficamente separati.
Eppure, la composizione della scena post-mortem era identica. Contenitori vuoti lasciati in bella mostra accanto a corpi svuotati della vita. Liquidi fermati esattamente a metà, come se il tempo si fosse congelato nel medesimo, identico istante per tutti e tre. E quell’istante, proprio perché replicato con ossessiva precisione, assomigliava infinitamente di più a una firma d’autore che a un tragico incidente domestico.
L’autore
Daniele Piretti è un autore italiano appassionato di thriller, noir e narrativa investigativa. Nella sua scrittura privilegia l’atmosfera, la dimensione psicologica dei personaggi e quelle zone d’ombra nelle quali la verità raramente coincide con ciò che appare in superficie. Con “Sotto gli occhi di tutti – Il gioco delle ombre” porta al centro della storia Alessia Moretti, ex ispettore di Polizia segnata dal proprio passato, costruendo attorno a lei un’indagine che si sviluppa tra Modena e Marsala e intreccia delitti apparentemente inspiegabili, potere e segreti. Al centro del suo interesse narrativo c’è soprattutto il dettaglio: ciò che sembra insignificante ma che, osservato dalla prospettiva giusta, può cambiare completamente il significato degli eventi. Attualmente sta lavorando a un nuovo romanzo che prosegue l’universo narrativo di Alessia Moretti.

