La rosa d’ombra – Angelo Rossi

La rosa d’ombra – Angelo Rossi

Redazione
Protocollato il 1 Luglio 2026 da Redazione
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Il Thriller Café oggi si affaccia sulle antiche e silenziose pietre della Toscana, per presentare il romanzo d’esordio di Angelo Rossi: “La rosa d’ombra“, edito da Helicon.

Trent’anni sono un tempo sufficiente per seppellire un trauma e dimenticare un segreto? La risposta, tra le pagine di questo libro, è un inesorabile no. Tutto ha inizio nell’adolescenza di un gruppo di ragazzi che, esplorando i dintorni di Arezzo, fanno una scoperta profondamente inquietante. Come spesso accade la vita adulta finisce per separarli, sotterrando quel ricordo oscuro insieme ai giorni spensierati della loro giovinezza e della loro amicizia.

Ma il passato non accetta di essere ignorato.

Oggi, quegli stessi amici, ormai cresciuti e profondamente segnati dalla vita, si ritrovano costretti a incrociare di nuovo i loro destini. Una serie di strani e minacciosi eventi li richiama in Toscana, obbligandoli a disseppellire quell’episodio mai davvero dimenticato. Quello che inizialmente assume i contorni di un antico mistero esoterico, fatto di simboli indecifrabili e tracce di una setta spettrale, si trasforma ben presto in una caccia all’uomo senza respiro. Dal buio emerge una verità indicibile, capace di mettere in pericolo le loro stesse vite.

“La rosa d’ombra” è thriller che fonde esoterismo, nostalgia, suggestioni storiche e locali. Sono forti radici nel territorio, vero e proprio teatro d’ombre, ed è forte soprattutto la componente umana, con un’indagine psicologica ed emotiva sui protagonisti posti di fronte allo specchio del tempo.

La memoria è un terreno insidioso e, prima o poi, presenta sempre il conto. Se siete pronti a risvegliare gli spettri del passato, continuate ad approfondire il romanzo; vi lasciamo a seguire due domande all’autore, un breve estratto e il booktrailer.

Due domande all’autore

Com’è nato questo libro?

L’idea è nata dalla mia passione per i thriller esoterici e dal desiderio di raccontare una storia profondamente legata al territorio in cui vivo. Mi affascinava l’idea di prendere luoghi reali, ricchi di storia e suggestioni, e trasformarli nello scenario di un mistero capace di coinvolgere il lettore fino all’ultima pagina.

Qual è la cosa che i lettori potrebbero apprezzare di più nel romanzo?

Credo l’equilibrio tra mistero, avventura e componente umana. Oltre all’indagine e ai colpi di scena, il romanzo racconta anche il peso del passato, il valore dell’amicizia e il modo in cui le scelte compiute da ragazzi possono influenzare tutta una vita.

Estratto

Gianna è seduta accanto a Leo, con i diari impilati accanto al piatto. Lorenzo è dall’altro lato del tavolo, il mento poggiato sul palmo della mano, mentre Sandro gioca distrattamente con il tappo della bottiglia.

Leo apre un vecchio barattolo di metallo preso da una mensola. Ne estrae tabacco sfuso e una cartina, e comincia a rollare con gesti lenti e precisi. Ha le dita sottili e affusolate, ma il movimento è sicuro. Sandro lo osserva con un sopracciglio sollevato.

«Davvero?» dice Sandro, ridacchiando. «Sei uno di quelli?»

Leo sorride, incrociando lo sguardo di Sandro. «È solo tabacco.»

Sandro lo guarda scettico. «Sicuro?»

Leo accenna un sorriso appena percettibile. Poi si porta la sigaretta alle labbra e l’accende con un vecchio Zippo argentato, tirando una lunga boccata e soffiando il fumo verso l’alto.

«Quindi, chi potrebbe aver nascosto quei diari in una casa abbandonata sopra Civitella?» chiede Lorenzo, rompendo il silenzio.

Leo prende un sorso di vino, poi posa lentamente il bicchiere sul tavolo. «Qualcuno che non voleva essere trovato.»

Leo prende uno dei diari dalla pila accanto al piatto e lo sfoglia lentamente. La scrittura è minuta, precisa, ma le frasi sembrano muoversi sulla pagina come pezzi di un puzzle sbagliato.

«Beh» mormora, stringendo leggermente gli occhi. «È un codice.»

Gianna lo guarda sorpresa. «Come fai a saperlo?»

Leo gira alcune pagine con calma, gli occhi che scorrono rapidi tra le righe. «Perché quello che è scritto è sconnesso e non ha alcun senso compiuto. Questa frase è in tedesco, ma la successiva è in latino. E questa parola…» indica un termine scritto a caratteri stretti «…compare tre volte in meno di dieci righe. È una struttura artificiale.»

«Magari l’autore era semplicemente confuso» suggerisce Sandro.

Leo scuote la testa. «No. Questo è deliberato. È una sequenza precisa, una costruzione intenzionale. Le ripetizioni, le variazioni nei tempi verbali, l’alternanza di lingue… Sono schemi. Senza una chiave precisa, però, è impossibile decifrarlo.»

«E come dovremmo trovare questa chiave?» chiede Sandro.

Leo appoggia il diario sul tavolo e incrocia le mani davanti a sé.

«La chiave potrebbe essere qualunque cosa» dice con calma. «Una parola, una pagina di un testo specifico, una sequenza numerica… Potrebbe essere nascosta nel testo stesso o in qualcosa di completamente esterno. Senza sapere di cosa si tratta, è come cercare alla cieca in una stanza buia.»

Gianna lo osserva attentamente. «Quindi potrebbe rimanere un mistero per sempre?»

Leo solleva lentamente lo sguardo verso di lei. «Forse.»

Leo si appoggia contro lo schienale della sedia, inspira un’altra boccata dalla sigaretta e soffia il fumo con un’espressione pensierosa.

«Sapete cosa diceva William Blake?» mormora, con un sorriso vago sulle labbra. «Se le porte della percezione fossero purificate, tutto apparirebbe all’uomo come realmente è: infinito.»

«E questo cosa c’entra?» chiede Sandro, aggrottando la fronte.

Leo si limita a sorridere. «Tutto c’entra, quando riesci a vedere oltre l’apparenza.»

Si versa un altro bicchiere di vino, poi si appoggia alla sedia, tirando una lunga boccata dalla sigaretta. La fiamma della candela sul tavolo vacilla sotto la corrente d’aria che entra dalla finestra socchiusa.

«Potremmo anche provare a chiederglielo direttamente» dice Leo, quasi distrattamente.

Gianna lo guarda perplessa. «Chiedere a chi?»

Leo solleva lo sguardo verso di lei, l’ombra di un sorriso sulle labbra. «A chi ha scritto quei diari.»

Lorenzo scoppia a ridere. «Intendi fare una seduta spiritica?»

«Perché no?» Leo alza le spalle.

Booktrailer

Angelo Rossi

Angelo Rossi vive ad Arezzo. Dagli anni Novanta opera nel settore dell’intrattenimento e della cultura pop, fondando e gestendo alcune delle librerie specializzate in manga più longeve d’Italia.

Appassionato di narrativa fantastica, thriller e cinema, ha collaborato come recensore per diverse testate nazionali specializzate. Dal 2008 al 2015 è stato editore di InformArezzo, una delle prime realtà giornalistiche digitali del territorio. Con “La Rosa d’Ombra” esordisce nella narrativa, portando il lettore in una storia che intreccia mistero, memoria, territorio e suggestioni esoteriche.