La rete di illusioni – Ida Sassi

La rete di illusioni – Ida Sassi

Redazione
Protocollato il 12 Ottobre 2026 da Redazione
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Autrice della serie del vicequestore Guido Valenti, e inclusa nella nostra precedente raccolta “Delitti al Thriller Café – vol 3“, Ida Sassi è protagonista oggi al nostro bancone con il suo nuovo romanzo, “La rete di illusioni” (Leone Editore, 2026). Ve lo andiamo ora a presentare.

Siamo a Milano, è la notte di Capodanno del 2021. Sotto la superficie patinata e festiva della città si consumano due delitti apparentemente slegati, destinati a trascinare gli investigatori in un fitto labirinto di menzogne. Il corpo di Stella Filangieri viene ritrovato in un parco, adagiato con una cura quasi amorevole; la ragazza, con un passato segnato da dipendenze e prostituzione, si era data alla fuga dalla dimora di Nico Pisicchio, boss del giro delle escort di lusso che la faceva sorvegliare a vista. Negli stessi minuti, in una modesta abitazione di periferia, viene sgozzata Giulia Arnaldi, una giovane madre sola la cui facciata inoffensiva nasconde in realtà una personalità cinica e calcolatrice.

Mentre i sospettati principali vengono scagionati da alibi di ferro o dalla palese estraneità ai fatti, il vicequestore Guido Valenti decide di ripartire da capo. Scavando nel passato di Giulia, Valenti scopre il suo ruolo di testimone chiave in una rapina avvenuta nella villa di Mirco Farinelli, costata la vita alla moglie Silvana. Andrà in in carcere a parlare con Paul Thieba, il giardiniere reo confesso, e qui scoprirà un’amara realtà.

E allo stesso modo amara sarà la soluzione del caso Filangieri, in cui Valenti, logorato dall’insoddisfazione si renderà alla fine conto di essere caduto in un’illusione magistralmente orchestrata

Giocando sul tema delle doppie vite, delle apparenze e dei depistaggi, “La rete di illusioni” è un noir metropolitano che trascina il lettore in un gioco di specchi in cui nessuno è davvero chi dice di essere e dove il confine tra la legge e la giustizia morale si fa sempre più sottile.

Volete saperne di più? Continuate l’approfondimento con le nostre domande all’autrice e un breve estratto del romanzo.

Tre domande all’autrice

Com’è nato questo libro?
Credo sia nato dalle mie paure, dai miei sogni. Da quello che mi accade nella vita quotidiana, da quello che osservo intorno a me.
Un giorno, mi è capitato di domandarmi: Mi sto illudendo? O forse mi sto ingannando?
E subito, spontanea, è venuta fuori un’obiezione: E se anche fosse? Sarebbe davvero preoccupante?
Cos’è l’illusione?
Questo libro è nato così. Da sempre penso che raccontare una storia sia lo strumento più potente di cui disponiamo per indagare noi stessi e il mondo che ci circonda.
La rete di illusioni racconta storie di apparenza, di inganni, ma anche di illusioni che rendono meravigliosa la vita.
In fondo è la stessa cosa che fa un buon romanzo.

Qual è la cosa che i lettori potrebbero apprezzare di più nel romanzo?
Il coinvolgimento, il sentirsi trasportati all’interno del mondo narrativo. Il lettore entra nella storia e partecipa all’indagine, si sente parte della squadra del vicequestore Guido Valenti, vive nel commissariato Porta Ticinese.
Nessuno lo conduce per mano spiegandogli cosa stia accadendo, nessuno pretende di fargli credere a rivelazioni inverosimili. Il lettore entra nella storia perché non gli viene nascosto nulla e quindi condivide con i personaggi i colpi di scena, la tensione e le scoperte.
Questo può essere apprezzato sul piano della sfida, ma anche perché permette di approfondire il senso di una indagine poliziesca, che non si esaurisce nella scoperta del colpevole ma ne indaga le motivazioni, ed esplora i confini tra il bene e il male.
Inoltre, il lettore si affeziona ai personaggi, che sono vivi e reali, e avverte con essi una profonda affinità perché sono come lui, eroi della vita quotidiana, e provano le sue stesse emozioni, la solitudine, la difficoltà del vivere, la perdita e la colpa, ma anche l’amicizia e l’amore, il potere salvifico delle illusioni.

Dov’è ambientato il libro?
I personaggi vivono in una Milano intima e quotidiana, protagonista assoluta del libro e della serie narrativa. La grande città è il luogo del possibile, del cambiamento, ma anche dell’instabilità, del contrasto tra sogni infranti e sogni realizzati. Nel romanzo c’è Milano, con i suoi mille volti, la Milano dei quartieri centrali, la Milano universitaria, la città della prostituzione e dello spaccio, le periferie sud che hanno talvolta la dolcezza della campagna lombarda. Questa Milano, impossibile da amare ma impossibile da abbandonare, impregna tutti i personaggi, anche quelli che sono nati altrove (e sono la maggioranza), e in un certo senso li trasforma e li accomuna.
Il protagonista Guido Valenti appartiene a Milano, alla sua cultura, pur rifiutandone gli aspetti esteriori e modaioli. Guido è un uomo disilluso ma non cinico, un uomo sul confine, tenace nel combattere una battaglia forse illusoria: un’indagine poliziesca risponde a un’esigenza di rigore, di ordine, e questo restituisce un’illusione di armonia, non nel senso ingenuo che alla fine il male viene sconfitto e il bene trionfa, ma perché persegue l’illusione che si possa ricondurre ad armonia il caos del nostro universo. È una percezione illusoria, ripeto, ma di grande impatto sul lettore, forse in modo inconsapevole.

Estratto

«Dirigente Belmonte, ho bisogno della polizia scientifica con un georadar. Sarebbe meglio che ci fosse Lorenzo Greco, ma se lui è impegnato non importa, venga qualcun altro. È molto urgente, il cane molecolare con il conduttore è sul terreno ed entrambi sono in ricognizione.»
«Valenti, fatti capire, cazzo. Di cosa parli? Quale cane? Quale terreno? Il magistrato ha autorizzato e non me l’hai detto?»
«No. Mi ascolti, mi lasci dire due parole.»
Adele Belmonte è così stupita che tace per quasi un minuto, quanto basta a Guido per raccontare l’essenziale.
«Arrivo immediatamente» dice, quando ritrova la parola.
«Meglio di no, dirigente. Sto facendo una follia, e se non trovo niente Morgante padre mi farà a pezzi. Ne resti fuori, in questo modo lei non sarà coinvolta nella catastrofe.»
Silenzio sulla linea.
Anche Guido tace. Lancia un’occhiata alla scalinata che porta al piano di sopra, distoglie lo sguardo con un brivido e si sposta vicino alla finestra. Il giardino è trascurato, spoglio, foglie secche formano dei mucchi sotto gli alberi nudi.
«Che strano ragazzo sei, Valenti.» Adele sbuffa rumorosamente. «Me ne fotto. Vengo subito. Chiamo io la scientifica. Gli dico di muovere il culo e di arrivare all’istante.»
Nessuno parla quando Cosmo si sdraia dopo un breve ululato sul terreno dietro la casa, in fondo al prato rinsecchito dal freddo, davanti all’alta siepe che nasconde la recinzione. La penombra del pomeriggio di gennaio è appena rischiarata dalle finestre delle ville adiacenti, dai lampioni accesi per le strade, dai bagliori della città vicina. Ignazio Morgante tace con le mani affondate nelle tasche. Il conduttore premia il pastore tedesco prodigandogli lodi e carezze. Lorenzo Greco si rivolge a Adele Belmonte.
«Dirigente Belmonte, sta cominciando a piovere.»
«Si organizzi. Faccia allestire immediatamente una copertura» ordina la dirigente, perentoria. «Cominciate a scavare adesso, rimarremo qui tutta la notte se è necessario. Assistente Cavinato, un lavoro straordinario, congratulazioni.»
Tre potenti fari vengono accesi per illuminare il perimetro.
Gli uomini della scientifica, aiutati dagli agenti accorsi con urgenza, mettono al riparo dalla pioggia un vasto rettangolo, allestendo un tendone sorretto da quattro tiranti. Cominciano a scavare delicatamente.
Nessuno osa chiedere a Ignazio Morgante di allontanarsi, e l’uomo rimane in piedi al limite della zona illuminata, le mani nelle tasche del cappotto elegante, mentre la pioggia che comincia a cadere scorre sul suo viso, sugli occhi. Lui sembra non accorgersene e rimane immobile, a fissare la terra.
«Valenti, sta piovendo.» Adele Belmonte rabbrividisce. «Ti prenderai una polmonite. Non lo dico per te, non mi frega niente se ti ammali, lo faccio per Stella, non l’avrai dimenticata?»
«Non posso allontanarmi, Gabriela Mendez non aveva nessuno. Nessuno l’ha cercata. Devo rimanere qui. Non ho dimenticato Stella, non potrei.»
Lucia Piccinni lo fissa, tirando su il cappuccio del piumino.
Adele Belmonte si avvolge la sciarpa pesante intorno alla testa, girandola due volte.
«Piccinni, le tue ferie sono revocate da oggi, motivi urgenti. Telefona al medico legale, digli di sbrigarsi, e lasciaci soli.» Fa due passi per appartarsi, facendo cenno a Guido di seguirla. «Come ti è venuto in mente che Mirco Farinelli sfruttasse le donne di servizio per pratiche sessuali estreme?» bisbiglia.
«Le domestiche cambiavano troppo in fretta, fuggivano, una dopo l’altra: non sarebbe accaduto se si fosse trattato del solito datore di lavoro che pretende sesso gratis. L’ho intuito quando ho visto la vergogna della domestica che ha preceduto Gabriela, quella che ha lasciato il lavoro a Natale. Quando mai una ragazza povera e sola lascia un lavoro se non ha un motivo molto forte?» risponde lui, a voce bassa.
«Poteva avere mille ragioni.»
«Sì, certo, però la domestica assunta dopo di lei è scomparsa, e le due cose insieme stridono. Ancora più stridenti, un vero campanello d’allarme, erano gli interrogatori di Farinelli. Si sentiva che erano finti, mai un’incrinatura, mai una crepa, come se recitasse un copione. L’elemento scatenante è stato il giardino, era una fissazione per lui. La moglie voleva fare un sacco di cambiamenti, piantare degli alberi, far installare una piscina e lui non lo tollerava. Che fastidio gli dava? Perché farne una questione di stato, dal momento che la villa non era sua e i lavori li avrebbe pagati il suocero? Troppo strano, e allora ho capito.»
La pioggia cade con regolarità insopportabile. Adele Belmonte batte i denti per il freddo.
«Io non l’ho notato. Non mi sono accorta di niente.»
«Non ho capito.»
Guido veramente non ha capito. Crede di aver esposto in modo disordinato ma lei chiarisce.
«Mi sono occupata io del caso, è colpa mia. Mi sembrava che l’ispettore Maffi avesse fatto un buon lavoro e che per Thieba il rito abbreviato fosse una soluzione equa. Sono stata cieca. Due donne uccise e un innocente in carcere. Cieca.»
All’improvviso, Guido ricorda le parole di Teresa Ricci, il primo giorno: il vigilante che aveva trovato il corpo di Stella Filangieri aveva conosciuto la dirigente Belmonte e l’aveva ritrovata in occasione di una rapina in cui c’era stato un morto.
«Dirigente, sono sicuro che lei abbia valutato ogni elemento con la massima attenzione. In ogni caso anche il sostituto incaricato delle indagini e poi il giudice…»
La sciarpa intorno alla testa di Adele si impregna di pioggia gelida che cola sul viso. Lei solleva lo sguardo.
«Io ho dedicato la vita a questo lavoro, Valenti. Vivo sola, sono inflessibile e sono odiata da tutta Milano. Rispondi: aver lavorato con il massimo impegno può consolarmi per aver commesso un errore così grave?»
«No.»
Guido non aggiunge altro. Non muove un muscolo del viso e non distoglie lo sguardo.
«Grazie, Valenti. Odio le frasi consolatorie, quelle che non servono a un cazzo.» Vede Lucia Piccinni che si avvicina a passo svelto. «Sovrintendente Piccinni, seguimi. Io entro, sto morendo di freddo.»
«Lucia» dice Guido «per favore, chiama Isabella e spiega la situazione.»
Lucia si avvia scuotendo il capo. Guido sarà anche un genio, ma ce ne vuole di pazienza con lui. Non ha neppure il cappuccio e cosa gli costerebbe prendere un ombrello? Si ammaleranno tutti e la dirigente gli darà il colpo di grazia quando non riusciranno a chiudere l’indagine su Stella Filangieri.

Biografia

Ida Sassi si trasferisce a Padova da Bari per studiare fisica teorica. Dopo la conclusione degli studi, si stabilisce a Milano. A Milano si laurea in lettere, collabora con le case editrici Electa Mondadori e De Agostini, occupandosi di letteratura francese, traduce Georges Simenon per Adelphi e Joris-Karl Huysmans per Newton Compton.
Esordisce nel 2021 con “La morte dimenticata“, Leone Editore, la prima indagine del vicequestore Guido Valenti, cui seguono cinque volumi della serie: “In debito con la morte“, 2021, “Io ti troverò“, 2022, “Fino all’ultimo battito“, 2023, “I giorni della solitudine“, 2025, “La rete di illusioni“, 2026. Pubblica una raccolta di racconti, “L’amore che uccide. Cinque brevi casi per Guido Valenti“, NextBook, 2022. Nel volume “Delitti al Thriller Café – vol. 3“, Buoni Cugini editore, (2024) è apparso il suo racconto “Spreco“.

I suoi romanzi hanno ottenuto vari riconoscimenti, dal Premio Città di Como, al Garfagnana in Giallo, al premio Firenze, al premio Città di Salsomaggiore, al premio Città di Grottammare, al premio Castel di Carta e altri.